Istruzione, Governo ed Unione Europea, la parola ai cittadini

29/10/2015 di Redazione

Nell'ambito della collaborazione con TIA Formazione, cronaca di un dialogo con il Commissario europeo Tibor Navracsis e il Ministro Stefania Giannini sull'istruzione in Europa

Un dialogo aperto con i cittadini per capire le problematiche e dare spazio alle opinioni sulle istituzioni europee. Questo è il punto focale dell’incontro con i cittadini del commissario europeo per l’istruzione, la cultura, la gioventù e lo sport Tibor Navracsis e il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Stefania Giannini, svoltosi al Teatro Argentina a Roma, seguito nell’ambito della collaborazione con TIA Formazione.

Il sipario si è aperto con un quesito rivolto ai partecipanti su quanto si sentissero rappresentati dalle istituzioni europee. Significativa la risposta che ha visto gran parte della platea affermare di non sentirsi rappresentati in campo europeo. Il ministro Giannini ha così replicato: “Cosa sarebbe l’Europa senza l’Europa?” consigliando poi ai giovani, la possibilità di prendere in considerazione l’Erasmus, grande opportunità concessa dall’Europa. Stefania Giannini ha continuato dicendo: “Tale iniziativa ha costituito una leva del pensare comune, una leva irreversibile del processo europeo, più importante della stessa moneta europea.”

Ha seguito la considerazione del commissario Navracsis, il quale si è ritenuto onorato di poter essere presente a tale manifestazione e di farsi conoscere nella veste di rappresentante, anche se la maggioranza non si sente europea. Secondo Tibor è necessario, per ovviare a tale aspetto negativo, tener conto del potere dell’istruzione che detiene un ruolo primario rispetto ad altri ambiti ugualmente importanti come la cultura, lo sport ponendosi come una questione primaria della comunità europea. A tal proposito ha affermato di avere  “il ruolo di essere il ventinovesimo ministro dell’istruzione”.

Dopodiché ha preso parola un ragazzo di ventitré anni aderente al progetto Garanzia Giovani, il quale ha chiesto maggiori informazioni sulla lentezza burocratica del progetto. La risposta della Giannini è stata che “la lentezza del programma è un problema italiano, non europeo, i cui ostacoli sono causati da un’asfissia burocratica, ma i risultati sono migliorati.” A ciò il commissario Navracsis ha aggiunto: “Il governo italiano si sta impegnando nel programma Garanzia Giovani. Sta però ai singoli progetti di ogni Stato Membro usare al meglio i fondi.”

Subito dopo, è stato dato spazio alla questione posta da una rappresentante dell’Accademia di Belle Arti: “le accademie non meritano un passaggio alla dimensione universitaria?” Il ministro Giannini si è definito ottimista al riguardo, ed ha affermato che l’AFAM (Alta Formazione Artistica Musicale) dipende dalla legge del portare le accademie al pari delle istituzioni universitarie. Al che ha seguito la forte replica di Navracsis: “abbiamo insistito affinché gli italiani possano dare una spinta nel settore creativo.”

Poi alla richiesta di spiegazioni in merito al programma Erasmus+ rivolto agli studenti universitari e alla possibilità di gemellaggio tra  studenti liceali ed europei, il Commissario  ha concisamente affermato: “Vorrei che ci fosse maggior contatto con gli studenti”. Il ministro Giannini ha poi aggiunto: “abbiamo quadruplicato i fondi per l’Erasmus, siamo il quarto paese. Si possono attuare programmi che riescano ad incoraggiare le scuole.”

Connessa a tale argomento è la domanda di un professore riguardo la possibilità di ampliare l’educazione stradale rivolta agli studenti nelle scuole superiori. Esaustiva e rilevante la dichiarazione del Ministro Giannini: “la risposta è si. Uno dei pilastri dell’Unione europea è la formazione degli insegnanti. Anche l’educazione stradale è l’opportunità, basta coglierla.

E’ stato poi aperto il capitolo su come potenziare l’importanza delle lingue straniere, e il Commissario Navracsis ha colto l’opportunità per illustrare la situazione:  “I sistemi d’istruzione si trovano davanti a sfide più importanti del passato. Credo sia fondamentale da una prospettiva europea gestire le competenze anche simultaneamente. Abbiamo un allargamento di prospettive sulla formazione degli insegnanti nelle scuole e università che risulta essere una sfida importante”. La dichiarazione del Commissario è stata anche caratterizzata dalla proposta, tramite tweet, sull’introduzione di un’ora di storia europea nelle scuole.

Sempre collegato all’ambito scolastico è il quesito successivo, effettuato da una ragazza di scuola media: “Quanto influisce la crisi economica? La riposta del Commissario: “la crisi può rafforzare l’identità europea. Anche se l’unione europea e gli stati membri sono in ritardo possiamo trasformarlo in un vantaggio.” Giannini: “lo studio non deve essere condizionato dalla crisi anche se diminuiscono le opportunità. Ci sono meno mezzi e meno opportunità di investire. Tuttavia, non abbassate mai le aspettative.

Ultima ma non di minore importanza la questione dell’inserimento delle materie tecniche nelle scuole. Istantanea l’opinione di Tibor: “l’unione europea ha chiesto di tagliare le materie tecniche dalle scuole? Non ne sono certo. Stiamo lavorando per fare in modo che i progetti di formazione diventino accessibili a tutti i giovani. Giannini: “l’impegno deve essere quello di una comunità educante”. Dunque tante le questioni trattate durante l’incontro ognuna delle quali è stata approfondita in maniera esaustiva ed è stato il trampolino di lancio per la messa in risalto e la conseguente formazione di uno spirito combattivo affinché ogni cittadino possa sentirsi pienamente europeo e possa crescere insieme all’Europa.

Benedicta Felice

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