Israele e Teheran: nuove tensioni sul traffico d’armi

07/03/2014 di Stefano Sarsale

Israele, Iran e il traffico d'armi

Commandos navali israeliani hanno intercettato e fatto irruzione su una nave civile battente bandiera di Panama nel sud del mar Rosso. La KLOS-C, trasportava un carico di armi iraniane comprendenti missili aria-aria M-302 di fabbricazione siriana, destinato ai gruppi militanti palestinesi della Striscia di Gaza. Missili di questo tipo sarebbero stati in grado di colpire ovunque sul territorio israeliano.

Un missile M-302
Un missile M-302

Israele e Iran, le tappe delle armi. Rappresentanti di Hamas hanno immediatamente smentito ogni coinvolgimento, affermando che tutta l’operazione sarebbe stata una messa in scena organizzata da Tel Aviv. L’assalto non ha provocato vittime e funzionari israeliani hanno dichiarato che l’equipaggio, composto da 17 membri, ha immediatamente collaborato con gli israeliani ed è sembrato del tutto inconsapevole del contenuto dei container trasportati. In questo momento la nave viene scortata al porto di Eilat e l’arrivo è previsto entro 3 giorni. Il carico di armi ha percorso un viaggio lunghissimo prima di arrivare ad essere intercettata: hanno infatti visto la luce in una fabbrica sita vicino alla capitale siriana Damasco, per poi tagliare via terra sia Iraq che Iran, arrivando a Teheran. Avrebbe poi preso direzione sud fino alla città di Bandar Abbas per essere imbarcato sulla KLOS-C che, tuttavia, prima di costegiare la penisola arabica, avrebbe fatto prima tappa al porto di Umm Qasr, in Iraq. Israele ha dichiarato come stessero seguendo il carico da moltissimo tempo e come, prima di intervenire, abbiano aspettato di avere prove sufficienti che il carico stesse realmente cercando di raggiungere la Striscia di Gaza.

Conseguenze significative. La conseguenza di tale azione, che sembra in un primo momento quasi di routine, è in realtà significativa. Israele ha ora, a suo dire, delle prove concrete per dimostrare la “vera natura” dell’Iran: proprio nel vivo di una delicatissima fase di contrattazione inerente al programma nucleare iraniano. Sempre scettica riguardo alle intenzioni iraniane di voler rinunciare al programma nucleare, Israele  non ha mai mancato di affermare che il reale motivo dietro all’apertura del presidente Rouhani sia esclusivamente quello di ottenere una sospensione delle pesantissime sanzioni economiche che stavano mettendo in ginocchio l’economia del Pese. Israele non ha mai mancato di sottolineare il legame che intercorre tra l’Iran e quelli che sono i maggiori rischi alla sua sicurezza nell’area, svolgendo Teheran il ruolo di fornitore di armi per gruppi armati da sempre avversi al Paese.

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Stefano Sarsale

Dopo la laurea triennale in Scienze politiche e Relazioni internazionali a Pisa 2011, consegue quella Magistale presso la LUISS Guido Carli di Roma con votazione 110. Consegue succesivamente una seconda laurea Magistale in Security and Terrorism presso l'università di Kent, Canterbury. Esperienze lavorative presso il Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.) a Roma, Il Conflict Analysis Research Centre (CARC) a Canterbury, l'nstitute for National SecurityStudies (INSS) a Tel Aviv e l'European Strategic Intelligence and Security Centre (ESISC) a Bruxelles.
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