Irlanda e troika: l’altra faccia dell’austerità

21/10/2013 di Giovanni Caccavello

Unione Europea, Irlanda, Economia

Irlanda – Mentre la maggior parte dell’opinione pubblica continua a individuare nel programma di austerity, targato “Merkel”, una delle cause principali dell’incapacità dell’Europa di tornare a crescere, c’è chi, invece, è riuscito ad afferrare l’opportunità avuta. L’Irlanda, proprio grazie al programma di salvataggio imposto dalla Troika (Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale e Unione Europea), si candida ad essere, secondo le previsioni del FMI e delle altre principali istituzioni internazionali, una delle economie, tra quelle dell’Euro Zona, con il più alto prospetto di crescita nel 2014: tra l’1,8% ed il 2,2%.

Unione Europea e IrlandaCrisi – L’Irlanda è stata uno dei primi paesi a venir coinvolto nella crisi. Già a partire dal Marzo 2007, quando gli Stati Uniti incominciavano a mostrare i primi segni di debolezza finanziaria, il “paese delle fate” veniva attaccato dalla speculazione a causa di un sistema bancario poco protetto, molto internazionalizzato ed altamente esposto ai rischi d’oltreoceano. Nel settembre 2008, dopo il fallimento di Lehman Brother, ciò che sembrava poter essere solo uno spettro divenne realtà e l’Irlanda entrò in un vortice recessivo senza precedenti, tanto da portare il deficit pubblico, nel 2010, al 31% del PIL. Il 21 Novembre di quello stesso anno, l’allora Primo Ministro Brian Cowen, leader del partito Repubblicano Irlandese, Fianna Fàil, fece richiesta formale alla Troika per ottenere il programma di salvataggio anti-default. Da allora l’Irlanda ha dovuto seguire una dieta ferrea, fatta di tagli, riforme e privatizzazioni. Il tutto, per poter ridurre sensibilimente il mostruoso deficit che, secondo le previsioni del OCSE, dovrebbe scendere di poco sotto il 4% nel 2014 e raggiungere il 3% nel 2015. In linea con quanto previsto dall’Unione Europea che, nonostante abbia chiesto al governo di Dublino di rientrare entro il 2014 nel 3% di deficit, dovrebbe chiudere un occhio visti gli enormi progressi fatti dal governo Kenny tra il 2011 e oggi.

Enda Kenny
Enda Kenny, Taoiseach della Repubblica d’Irlanda

 – Secondo gli ultimissimi rumours, la Troika dovrebbe dichiarare finito il suo mandato tra poco meno di due mesi, il 15 Dicembre 2013. Un grande risultato per un paese in grado, meglio di tutti gli altri, di riprendersi da una crisi che sembrava aver messo in completo declino l’economia della “Tigre d’Europa”.

Prudenza“Tutti i fondamentali macroeconomici sono migliorati sensibilmente”. Così conclude il rapporto del Fondo Monetario e dell’Unione Europea che fotografa la situazione dell’Irlanda dopo l’ultima ispezione della Troika a Dublino, in Settembre. Ciò nonostante, viene comunque sottolineato, bisogna tenere presente del fattore Debito Pubblico, attualmente al 120% del Prodotto Interno Lordo. Questo, rappresenta l’unico neo dell’Irlanda post-crisi, considerando come, nel 2007/2008, allo scoppio della crisi dei Sub-Prime americani, tale rapporto era del 25%, uno dei più bassi dell’Eurozona. Tale cifra, secondo le stime, è destinata ad aumentare fino al 127% del PIL nel 2014 per poi, in caso di condizioni macroeconomiche favorevoli (come scrive l’IMF), incominciare lentamente ad abbassarsi.

Investimenti e tasse – Altri aspetti di fondamentale importanza sono gli investimenti esteri, già in fase di crescita in questa fase di assestamento post-crisi finanziaria, e il regime fiscale. Dalla metà degli anni ’80 in poi, infatti, l’Irlanda è riuscita a mantenere la pressione delle tasse sotto il 35% (attualmente tale dato è al 32,2%, più di venti punti inferiore a quella Italiana) e, nel 2013, ha fatto registrare un’imposta sul reddito delle società pari al 12,5%, una delle più basse del Mondo. Non a caso, moltissime società globali, su tutte Apple e Starbucks, godono del sistema di tassazione Irlandese e, fino ad oggi sono riuscite nel loro intento di eludere più di una volta il fisco, grazie allo status speciale di cui godono in territorio celtico. Ciò ovviamente porta molti vantaggi economici nelle casse di Dublino, soprattutto in termine di capitale estero attratto.

Austery = crescita? – L’Irlanda deve quindi ringraziare i due attori principali capaci di permettergli di uscire dalla recessione: i cittadini, che grazie ai loro sforzi stanno onorando nel miglior modo possibile l’impegno assunto dal governo per ridurre il deficit pubblico, e la Troika, che per mezzo del suo programma di salvataggio ha aiutato un’economia in balia della speculazione finanziaria di salvarsi prima che fosse troppo tardi. Nel corso del 2013 la disoccupazione si è ridotta di quasi due punti percentuali (da 15% a 13,3%), il tasso di interesse sui titoli di stato è sceso sotto il 4% (ai minini da tre anni) ed il governo ha da pochissimi giorni annunciato che l’ottava manovra d’austerity sarà meno pensante del previsto (2,5miliardi di Euro contro il 3,1 inizialmente previsti dall’accordo con la Troika). Se da un lato i più scettici avranno sempre la possibilità di attaccare l’Unione Europea, la BCE e il Fondo Monetario Internazionale, dall’altro è un dovere riportare le storie positive. La prossima, probabile, uscita dell’Irlanda dal programma di liquidità imposto dalla Troika può essere vista come un segnale di buon auspicio per il 2014 ed è un evento che dovrà giustamente essere celebrato a Bruxelles.

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Giovanni Caccavello

Studente universitario Comasco, nato nel 1991 studia Economia ed International Business attualmente presso la "University of Strathclyde", prestigiosa università di Glasgow, Regno Unito. Nel corso della scorsa estate ha lavorato due mesi come analista di mercato in Cina, a Shanghai e di recente ha partecipato al G8 giovanile tenutosi a Londra come "Ministro dello Sviluppo" per la delegazione Italiana.
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