L’invenzione e i primi anni del cinema (1880-1904)

25/03/2014 di Jacopo Mercuro

Alla scoperta delle origini della settima arte

Una volta al mese, dedicheremo lo spazio della rubrica, alla scoperta della storia del cinema. Affronteremo un lungo viaggio, partendo dall’ultimo decennio dell’800 fino ad arrivare ai nostri giorni, cosa che ci permetterà di capire come il mezzo cinematografico si sia evoluto nel tempo. Un’Odissea, in grado di offrirci un’esperienza unica che ci aiuterà a comprendere meglio il linguaggio cinematografico. Non potendo entrare nello specifico, tratteremo i momenti fondamentali, soffermandoci principalmente sulle cinematografie Europee e Nord Americane.

Oggi il cinema è una gigantesca industria in continua evoluzione, in grado di far innamorare il suo pubblico giorno dopo giorno, ma ci siamo mai interrogati sulle sue origini? Il cinema è in assoluto tra le forme d’arte più giovani, la sua nascita non avvenne in un preciso momento e in un determinato luogo, fu una scoperta graduale, possibile solo grazie ai diversi contributi sullo studio delle immagini in movimento. Si arrivò a questa nuova forma d’arte grazie ad una serie di presupposti fondamentali. Nel 1878, E. Muybridge, grazie ad una serie di macchine fotografiche, impressionò i momenti della corsa di un cavallo. Questo studio ispirò Etienne-Jules Marey, un fisiologo francese che dal 1882 cominciò ad analizzare il volo degli uccelli, grazie all’uso di un fucile fotografico. Qualche anno dopo, esattamente nel 1895, Emile Reynaud, realizzava brevi film con la sua macchina fotografica, ma fu presto estromesso dai nuovi mezzi di proiezione più semplici da utilizzare. Una figura molto affascinante fu Augustine Le Prince, che nel 1888 arrivò quasi ad inventare il cinema. Realizzava brevi film, ma non avendo i rulli di celluloide flessibile, non riuscì mai a ideare un proiettore. Nel 1890, Le Prince, mentre era in viaggio in Francia, scomparve misteriosamente insieme alla sua valigia piena di invenzioni e brevetti.

Thomas Edison.
Thomas Edison.

Stati Uniti, il contributo di Edison – Il cinema fu, senza alcun dubbio, un’invenzione internazionale. Negli Stati Uniti, Thomas Edison, decise di creare una macchina in grado di riprendere le immagini in movimento. Con la collaborazione di W.K.L. Dickson, uno dei suoi principali aiutanti, mise appunto, nel 1891, il kinetoscopio. In questo macchinario, la pellicola, veniva bucata lungo i bordi, così da poterla far scorrere. A questo punto, quello di cui Edison aveva bisogno, era un repertorio di film. Costruirono il primo teatro di posa, il Black Maria e nel 1893 iniziarono la produzione. Il teatro aveva il tetto apribile, così da poter far entrare la luce solare, fondamentale per le riprese, inoltre, l’intero edificio, girava su stesso a 360 gradi, in modo da ricevere una luce ottimale nelle differenti ore della giornata. Il kinetoscopio era dato in affitto nei vari locali e prevedeva la visione di una singola persone per volta. L’invenzione ebbe un grande successo economico, ma venne messa da parte quando si trovò il modo di proiettare i film su uno schermo. Nel 1895 Francis Jenkins e Thomas Armat mostrarono al mondo il loro primo proiettore, il phantoscope. I due inventori si separarono e Armat perfezionò la sua idea, nacque così il vitascope, commercializzato da Edison. Grazie a quest’ultima trovata, nell’aprile del 1896, si riuscì a tenere il primo spettacolo pubblico su territorio statunitense.

Francia, il cinématographe dei Lumière – Negli stessi anni in cui Edison commercializzava il vitascope, in Francia, i fratelli Lumière, proprietari di una delle più importanti industrie fotografiche, idearono una macchina da presa: il cinématographe. Nel marzo del 1895, realizzarono il primo film: L’uscita dalle fabbriche Lumière. Il 28 dicembre dello stesso anno, all’interno di una delle sale del Grand Cafè di Parigi, si tenne la prima proiezione della storia, che prevedeva uno spettacolo composto da dieci film, con la durata di circa un minuto ciascuno. Dopo poco tempo, grazie al grande successo, i Lumière erano in grado di offrire ben venti proiezioni al giorno.

Il nuovo mezzo cinematografico divenne presto uno dei maggiori divertimenti popolari. I film erano semplici vedute, panorami e resoconti di viaggi lontani. La macchina da presa rimaneva ferma e i film avevano un’unica inquadratura. La maggior parte delle proiezioni erano accompagnate da una musica, con un pianoforte o addirittura con delle piccole orchestre. Nelle sale, gli imbonitori, erano delle figure fondamentali per la rappresentazione, avevano il compito di parlare con il pubblico, così da introdurlo o spiegargli le scene, questo perché, inizialmente, oltre a non esistere il sonoro, ancora non si ricorreva alle didascalie.

Nel primo decennio di vita, il cinema, divenne molto diffuso, ma le produzioni esistevano solamente in Francia, Inghilterra e Stati Uniti. I Lumière, convinti che il cinema fosse solo una moda passeggera, decisero di sfruttarlo al massimo. Preferivano dare in affitto i loro apparecchi, inviano gli operatori con il compito di fare riprese e successivamente proiettarle. Alcuni di loro divennero molto abili e ingegnosi, inizialmente la macchina da presa rimaneva ferma sul tre piedi, ma trovarono presto il modo di liberarla, posizionandola su navi o treni, anticipando quella che oggi chiamiamo la carrellata. Nel 1905 i fratelli Lumière, superati dalle nuove scoperte, smisero di produrre e tornarono alla fotografia. In Francia iniziarono a comparire nuove case di produzione: la Pathè, la Gaumont e la Star Film di Georges Méliès. Quest’ultimo, Méliès, fu il regista più significativo del cinema delle origini, si contraddistinse per le sue innovazioni tecniche, tanto da essere considerato il padre del cinema fantastico e degli effetti speciali, come può testimoniare il suo incantevole Viaggio nella luna.

Inghilterra, la scuola di Brighton – Oltre alla Francia, in Europa, anche l’Inghilterra era molto attiva nelle produzione di film. I produttori di spicco formarono un gruppo chiamato “Scuola di Brighton”, i loro primi film si contraddistinsero per gli spettacolari trucchi ed effetti speciali, oltre che per le innovative soluzioni narrative. Inizialmente, il cinema inglese, fu uno dei più importanti, ma dopo il primo decennio non riuscì a rimanere al passo con i tempi.

Stati Uniti, Edison tra concorrenza e rinascita – Gli Stati Uniti, fin dall’inizio, costituivano il mercato cinematografico più grande. Vista la quantità di sale pro capite, divenne subito una grande fonte di guadagno. Dopo la presentazione del vitascope, la proiezione dei film si diffuse su larga scala. Non essendoci ancora i diritti d’autore le pellicole di Edison venivano duplicate, e lo stesso faceva quest’ultimo con quelle francesi e inglesi, accadeva così che le ditte finivano di imitarsi l’una con l’altra. Dopo i primi anni, in cui il cinema divenne un’importante forma di intrattenimento, l’interesse del pubblico calò. Si rimediò presto a questa piccola e breve crisi, presentando nuovi generi che stuzzicarono l’interesse degli spettatori. Verso la fine degli anni novanta cominciarono a sorgere nuove società; l’American Mutoscope & Biograph, una delle più importanti, venne ostacolata da Edison per delle presunte violazioni sui brevetti. Nel 1902, la battaglia persa in tribunale da Edison, diede la possibilità alle nuove società di entrare ed operare sul mercato statunitense. Deciso a lasciare indietro i rivali, Edison, cominciò a girare film più lunghi, ingaggiando Edwin S. Porter, uno tra i registi più in voga, dando vita ai primi film narrativi composti da più inquadrature e da un montaggio così come oggi lo concepiamo.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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