Tanto vecchi, tanti problemi

14/09/2015 di Federico Nascimben

Secondo un rapporto nel 2050 oltre il 20% della popolazione mondiale avrà più di 60 anni e il nostro Paese sarà il sesto più vecchio del pianeta

L’Onu ha pubblicato la revisione 2015 sulle prospettive della popolazione mondiale: uno studio in cui vengono stimati gli andamenti dei vari fattori demografici nel corso degli anni. L’invecchiamento risulta certamente essere il più interessante di questi.

Entro il 2050 Giappone, Corea del Sud, Spagna, Portogallo, Grecia e Italia saranno gli Stati più vecchi al mondo, quelli cioè in cui oltre il 40% della popolazione avrà più di 60 anni. Cosa che, come segnala Bloomberg, rappresenterà un peso non indifferente per i vari sistemi di welfare, soprattutto per quelli dei Paesi che presentano bassa crescita ed alto debito come il nostro.

InvecchiamentoFigura
I sei Paesi che stanno invecchiando molto velocemente. Fonte: Bloomberg su dati Onu, World Population Prospects revisione 2015.

Secondo il rapporto dell’Onu il nostro Paese sarà il sesto più anziano del mondo, ma fra i primi della classe sarà anche quello con la minor differenza in termini di aumento della componente over-60, mentre la Corea del Sud vedrà un incremento molto importante di tale componente nei prossimi 35 anni. Il Giappone è e rimarrà quello più “vecchio” del pianeta.

HelAge International – organizzazione non governativa basata a New York – ha realizzato invece la classifica dei Paesi in cui gli anziani hanno la miglior qualità della vita; classifica si basa ad esempio sulla possibilità di avere tutta una serie di sconti e agevolazioni per le spese sanitarie, sull’accesso ai trasporti pubblici ecc. Secondo queste premesse solo il Giappone ha attrezzato le proprie strutture per essere a misura d’anziano (seguito a distanza da Spagna, Italia e Portogallo), mentre Sud Corea e Grecia non sono fatte per gli over-60.

Interessante infine segnalare il dato principe dell’invecchiamento: al 2050 le persone con più di 60 anni arriveranno ad essere 2,1 miliardi dagli attuali 901 milioni, pari al 21,5% della popolazione mondiale contro il 12,3% di oggi.

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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