Innovazione e tradizione italiana: con la pasta cresce l’export

27/10/2015 di Lucio Todisco

La pasta è definita “La regina della dieta mediterranea” e il nostro paese ne è grande produttore ed esportatore ed è proprio nell’anno di Expo che le nostre aziende hanno raggiunto i migliori risultati nel comparto delle esportazioni, consolidando un trend in crescita da diverso tempo.

Italia: un record storico di vendite – Ad Expo, in questo periodo, si celebra una tre giorni dedicata esclusivamente alla pasta. Tra il 25 e il 27 ottobre si celebra il World Pasta Day & Congress 2015, che ha come intento quello di raccontare il presente ed il futuro di un prodotto centrale nella vita di tutti, soprattutto nel nostro Paese. Ed i dati che giungono dalla vendita di pasta italiana segnano un momento decisamente positivo, dovuto anche alla capacità dei nostri pastifici di riuscire a coniugare il rispetto della innovazione e della tradizione. Al World Pasta Day si festeggerà il record storico delle vendite di pasta italiana all’estero che ha visto un aumento del 6% nel corso del primo semestre del 2015. Un trend che, se si consoliderà nel 2015, porterà il fatturato realizzato dall’esportazioni di pasta dall’Italia alla cifra record di 2,4 miliardi di euro.

L’aumento delle esportazioni, secondo i dati provenienti dalla Coldiretti è determinato da una crescita nel mercato europeo del +6%. Nel 2014, ad esempio, la Germania si è confermato il principale mercato per gradimento della nostra pasta con oltre 360mila tonnellate di pasta esportata ed un’incidenza pari al 18,3% del totale complessivo di quella venduta, seguita da Regno Unito e Francia che, per entrambe 278mila tonnellate e 14,1% del totale. Ma, questa crescita è determinata anche e, soprattutto, dall’aumento delle esportazioni negli Stati Uniti con +19% e in nuovi mercati come la Cina dove si è avuto in questo semestre un aumento del + 35 %. I paesi importatori di pasta italiana sono aumentati dai 140 del 1991 ai 188 Paesi del 2015, (+34%), grazie al fatto che la pasta ha mostrato grande adattabilità a stili alimentari e culture gastronomiche diverse dal nostro.

La pasta italiana senza frontiere – Ad oggi, quindi, un piatto di pasta su quattro che viene mangiato nel mondo è prodotto dai pastifici dei nostri paesi. Secondo i dati del Sole 24 ore, Sono 2 milioni le tonnellate di pasta che dal nostro paese sono destinate verso l’estero, in pratica circa il 57% della produzione complessiva. Nel complessivo ragionamento sulla produzione italiana bisogna aggiungere anche degli ulteriori dati. Nel 2014 nell’ambito dei consumi interni è aumentato il consumo di pasta fresca. Secondo Iri, nella grande distribuzione le vendite di pasta secca sono calate del 2,5% a volume (a 678 milioni di kg) e del -2,4% a valore (a 880 milioni di euro). Mentre quelle di pasta fresca ripiena sono balzate del 3,1% a volume (49 milioni di kg) e del 4,3% a valore (388 milioni di euro).

Nel mercato della pasta, a guidare il gruppo delle aziende italiane resta il gruppo Barilla che, nel 2014, ha avuto una quota di mercato complessivo interno ed estero del 32,1%, seguita da De Cecco (12,3%), Divella (8,1%) e Garofalo (6,5%). Il gruppo La Molisana, invece, è stato  quello che ha realizzato una maggiore crescita l’anno scorso con un aumento delle vendite del 18,5% in Italia e del 18,7% all’estero.

Innovare senza cambiare le tradizioni – Il grande successo della pasta italiana è dovuta anche al suo appeal che nasce dalla tradizione tramandata da generazioni. Ad esempio la Fabbrica della Pasta di Gragnano ha portato ad Expo, nel Padiglione Italia in rappresentanza della Campania, il suo ultimo brevetto che prende il nome de “la gnocca”. Una accezione umoristica che racconta la produzione di uno gnocco gigantesco, che aumenta la gamma dei formati grandi dello storico Pastificio gragnanese: Una interessante innovazione del prodotto che cerca di produrre delle strategie di marketing nuove per il settore, intuendo la potenzialità sul mercato di prodotti quali le confezioni monoporzioni, oppure pasta con kit per cucinarla, o con condimenti e ricette dei grandi chef.

Una sfida globale per la nostra produzione che s’inserisce in un contesto sempre più grande che la pasta ha già vinto: basti pensare che 15 anni fa nel mondo se ne producevano 9,3 milioni di tonnellate, mentre oggi si parla di 14,5 milioni di tonnellate con un +56%. In questi 15 anni, inoltre, i Paesi produttori per oltre mille tonnellate l’anno sono passati da 27 a 47, per un +74%, e 52 paesi, rispetto ai 29 di 15 anni fa, consumano almeno 1 kg di pasta pro capite all’anno. E noi siamo il paese leader, con un potenziale sempre più importante da esprimere.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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