Information and Communication Technology : Digital Divide

01/08/2014 di Mara Biral

Il nuovo secolo é conosciuto come il secolo delle innovazioni e delle tecnologie capaci di portare sempre più i paesi e le persone ad essere vicine. D'altra parte, il divario in termini di accesso alle tecnologie della comunicazione è ancora troppo elevato.

Democrazia Digitale

Il Digital Divide si potrebbe definire come il grado di possibilità di accesso alle tecnologie della comunicazione e dell’informazione da parte di famiglie, imprese ed individui localizzati in diverse aree geografiche del pianeta. Un concetto cruciale, tanto da essere stato preso in considerazione dalle Nazioni Unite, che si è fatta paladina nel ritenere le ICT (Information and Communication Technology) elemento fondamentale per raggiungere i diversi obiettivi sociali contenuti nel Millenium Development Goals.

Digital DivideTali obiettivi sono tra i più disparati, dalla lotta alla povertà e la fame, alla promozione della formazione primaria in tutto il mondo, facilitando la creazione di un “Network di Docenti”. Ma contiene anche precisi traguardi nella lotta alla mortalità infantile, l’AIDS, la malaria e tutte le altre forme di malattie endemiche: le ICT, in tali contesti, sono elemento imprescindibile, potremo dire che diffondono la conoscenza che alimenta il sapere e, di conseguenza la consapevolezza degli individui, unico strumento con il quale abbattere ogni ostacolo promosso dall’ignoranza – nel senso più stretto del termine – che ancora dilaga nel Mondo. Ma non è solo salute e educazione, attraverso le ICT – per gli stessi motivi – possono implementarsi e trovare vantaggi anche le politiche di sviluppo sostenibile; con le tecnologie si diviene sicuramente in grado di promuovere delle politiche atte alla sostenibilità ambientale e quindi al rispetto per il territorio in cui si vive e il mantenimento integro dell’eco sistema.

Interessante può essere il caso di Nuova Delhi, area caratterizzata da un elevato grado di povertà. Il governo, grazie al contributo di alcune organizzazioni operanti sul territorio, ha promosso un programma che concerne l’ultilizzo di pc, collocati all’interno di spazi pubblici, da parte dei bambini. Il progetto ha avuto un enorme successo ed è riuscito nel suo intento: i ragazzi di Nuova Delhi hanno imparato in breve tempo ad utilizzare i computer e ad interagire con essi al fine di incrementare le loro capacità e migliorare le loro conoscenze. Un passo in avanti che la città ha fatto negli ultimi anni. Ovviamente, numerose sono state le critiche: in particolar modo, i genitori dei bambini hanno accusato il Governo di aver allontanato i loro figli dalla scuola e quindi dallo studio, in quanto la possibilità di accedere in qualsiasi momento e luogo ai PC avrebbe permesso ai bambini di distrarsi e di non concentrarsi sulle attività scolastiche. Una visione forse limitata, avendo tali mezzi messo a disposizione anche dei ragazzi meno privilegiati la possibilità di conoscere ed esplorare il Mondo al di fuori della realtà indiana, oltre che di venire a contatto con questioni culturali, politiche o sociali attraverso le informazioni del web. Un elemento positivo, insomma. Tant’è che sono stati diversi i paesi che hanno seguito le orme del Governo di Nuova Delhi attuando quindi progetti simili a questo; si tratta per lo più di paesi poveri come Ruanda, Bangladesh, Sierra Leone ecc…

L’intento di questi ultimi anni da parte dei governi è quello di ridurre l’enorme divario dell’accesso di tecnologie. I recenti programmi si considerano come “punti di partenza” e non sicuramente di arrivo: la strada è ancora lunga, ma il desiderio di crescita e di miglioramento è saldo e concreto. E l’Italia? Meglio non parlarne, essendo tra i fanalini di coda europei anche in questo campo.

The following two tabs change content below.

Mara Biral

Nasce il 15 ottobre 1990 a Torino, dopo la maturità in Perito Aziendale e Corrispondente in Lingue Estere s'iscrive all'Università degli Studi di Torino presso la quale è attualmente Laurenda del Corso in Scienze Internazionali dello Sviluppo e della Cooperazione con una tesi in fase di realizzazione in Diritto Internazionale dell'Economia. Diverse le sue esperienze lavorative in Italia e all'estero, tra le più significative l'Inghilterra che le ha permesso di ottenere un master in Management e Marketing e il Brasile dove ha avuto modo di collaborare con le Istituzioni Italo-Brasiliane presenti sul territorio nordestino, Le sue aree d'interesse sono diverse e spaziano dalla tutela dei diritti umani, all'internalizzazione delle imprese, alla comunicazione internazionale.
blog comments powered by Disqus