Un’indagine per comprenderne il fenomeno dello spreco alimentare

06/02/2017 di Lucio Todisco

Il 5 febbraio si è celebrata la IV giornata contro lo spreco alimentare. Qual è il rapporto degli italiani con il cibo?

Spreco Alimentare

Il 5 febbraio si è celebrata la IV giornata contro lo spreco alimentare. Qual è il rapporto degli italiani con il cibo? Uno sguardo d’insieme ce lo offre l’Osservatorio nazionale Waste Watcher, che ha diffuso un report molto interessante.

Lo spreco annuale di cibo nel nostro paese, secondo i dati dell’Osservatorio, ammonta a circa 16 miliardi di euro – l’1% del PIL – ed il luogo dove si spreca di più è la casa: circa 145 kg di cibo all’anno per fami, ovvero il 75% dello spreco complessivo in Italia, per un costo di 360 € annui. Accanto a questo fenomeno, vanno aggiunti gli altri dati che riguardano lo spreco alimentare nel settore industriale, circa 1 miliardo e 160 milioni di euro, e nel settore della distribuzione, circa 1 miliardo e 430 milioni di euro.

Nonostante ciò, Waste Watcher registra nell’atteggiamento quotidiano verso gli sprechi un’attenzione sempre maggiore. Dividendo gli italiani in 6 “cluster”, l’Osservatorio, dai dati emersi, informa che 1 italiano su 5 si dimostra “virtuoso”, mentre il 57% mette in atto comportamenti di sensibilità e prevenzione degli sprechi (davvero attenti il 28%, attenti per necessità il 7%). Purtroppo, ancora una larga fetta della popolazione, circa il 43%, è oggi ancora poco attenta, manifesta comportamenti incoerenti (27%) o spreca con noncuranza grandi quantità di cibo (12%).

In tema di prevenzione, il 65% degli intervistati si affida al check-in dispensa per controllare cosa serve veramente prima della spesa e per l’85% degli intervistati la soluzione è una lista della spesa da compilare prima di entrare al supermercato, così da evitare acquisti inutili; il 53% sceglie di congelare i cibi che verranno mangiati a breve tempo ed il 52% presta attenzione alle quantità di cibo, mentre il 50% è attenta alla verifica dei cibi scaduti e se siano davvero andati a male, prima di buttarli.

Gli italiani e la norma antispreco – Un altro dato interessante è quello proveniente dal grado d’informazione degli italiani rispetto alla situazione normativa. Soltanto 6 italiani su 10, ad oggi, conoscono la legislazione antispreco alimentare, entrata in vigore da qualche mese fa con la L.166/16 (ne avevamo parlato qui). Inoltre, circa il 90% dichiara di non conoscere affatto i contenuti di tale provvedimento. E’ un dato su cui il Governo dovrà riflettere, proprio perché, molto spesso, non basta la legge, ma serve anche che essa entri nella consapevolezza dei cittadini, pubblicizzandola e sensibilizzando.

Gli strumenti utili a ridurre gli sprechi – Un’altra area dell’indagine compiuta dall’Osservatorio ha riguardato quelli che possono essere gli strumenti chiave per la riduzione degli sprechi nella filiera del cibo. Cresce, ad esempio, l’attenzione alla family bag. Tale opzione è giudicata “valida” nella prevenzione degli sprechi per l’80% dei cittadini intervistati ed efficace/funzionale per il 73%. Tuttavia, 1 italiano su 2 è preoccupato che tale idea non venga supportata dai ristoratori e il 75% auspica l’introduzione diffusa con design elegante per superare la timidezza del portarsi a casa gli avanzi del pasto. C’è molto da lavorare, a differenza che in altre realtà, come gli Stati Uniti, per accrescere la percezione che tale scelta non debba essere vista come un elemento d’imbarazzo ma, al contrario, come un comportamento virtuoso.

Diari di famiglia: un’iniziativa contro lo spreco – Intanto, parte una nuova iniziativa volta al monitoraggio statistico dello spreco alimentare. Si tratta dei Diari di Famiglia, l’esperimento lanciato attraverso la campagna Spreco Zero, ed ora realizzato nell’ambito del progetto Reduce, promosso da Ministero dell’Ambiente e dalla Università di Bologna – Distal, con l’Osservatorio Waste Watcher.

A partire dal mese di marzo 2017, 400 famiglie italiane (secondo un campione statistico) si sottoporranno a questo test per una settimana e annoteranno su dei moduli prestampati il cibo sprecato giorno per giorno, specificandone la tipologia e la quantità. Le famiglie si sottoporranno anche al “waste sorting”, ovvero il controllo incrociato nei loro rifiuti, per verificare che le annotazioni siano state veritiere. Si arriverà così a quantificare in modo scientifico lo spreco alimentare domestico in Italia, al di là di qualsiasi ‘sondaggio’. Sempre dal mese di marzo tutti i cittadini potranno partecipare al progetto “Waste notes, un diario per amico”, scaricando dal sito della campagna Spreco Zero i format in cui annotare la lista.

Un approccio collaborativo per accrescere la consapevolezza che lo spreco alimentare lo si può combattere solo con una maggiore consapevolezza di ciò che mangiamo e di ciò che portiamo a tavola.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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