Gli impresentabili presentati: che ne sarà di Nicola Cosentino?

20/01/2013 di Iris De Stefano

 

Il Popolo della Libertà, a poco più di un mese dalle elezioni del prossimo 23 e 24 Febbraio è ancora alle prese con la stesura delle proprie liste. Nelle ultime diciotto ore infatti, un sondaggio di Euromedia Research, presentato al presidente del partito, Silvio Berlusconi, aveva profilato la possibilità di un aumento di due punti percentuale per il Pdl nel caso di esclusione dalle liste di alcuni nomi, rimbalzati all’onore della cronaca per varie vicende giudiziarie. Se fossero messi da parte dunque, la campagna elettorale del principale partito di centro destra risulterebbe più credibile, anche in seguito alla decisione di escludere i candidati siciliani con pendenti giudiziari fatta dal Partito Democratico, anche se vincitori delle primarie del 28 dicembre scorso.

Alcuni esponenti del Pdl hanno dunque, più o meno spontaneamente, annunciato il proprio sacrificio, come Claudio Scajola (famoso per aver avuto, a propria totale insaputa, come regalo, un attico con vista Colosseo) o Marcello Dell’Utri, che mentre fino a ieri annunciava la propria candidatura vita natural durante, intervistato dal Fatto Quotidiano oggi, in un esercizio invidiabile di lingua italiana, ha detto che: ”ci ho riflettuto bene. La vittoria non è impossibile ma è improbabile e non voglio fare da capro espiatorio, non voglio che si dice che abbiamo perso per colpa di Dell’Utri“.

Molti problemi e conferme/smentite ha invece creato la candidatura di Nicola Cosentino, vero e proprio referente del partito in Campania, una delle regioni chiave per il black out al Senato, ormai chiaro obiettivo dell’ex Presidente del Consiglio. Quest’ultima infatti, secondo la legge elettorale vigente, con Lombardia, Sicilia e Veneto, designa ben 107 senatori, con 71 di premio di maggioranza. Fondamentali sono quindi i nomi presenti in lista, ma se pare sia ormai deciso il nome dello stesso Berlusconi come capolista per il Senato, la vicenda del politico originario di Casal di Principe (dove il Pdl,  alle elezioni del 2008 vinse con una percentuale pari al 75% dei voti ), desta molti dubbi.

La candidatura di Nicola Cosentino viene appoggiata da Denis Verdini, indagato per vari episodi di corruzione ma ad oggi vero e proprio unico referente di Berlusconi nella stesura delle liste. Contrari invece alla candidatura sarebbero Angelino Alfano e Stefano Caldoro, attuale presidente della Regione Campania. Tra i due infatti, non scorrerebbe buon sangue a causa del veto, posto da Gianfranco Fini, alla candidatura di “Nick O’mmericano” per il posto ora occupato da Caldoro. La questione si volgarizza e complica, perché pare che in seguito all’opposizione del Presidente della Regione sia stato inserito in lista Ernesto Sica, che come riportato dal Fatto Quotidiano, produsse per Cosentino dossier riguardanti presunte storie di donne, trans e scandali ( poi rivelatesi false ), per bloccare la candidatura di Caldoro alle elezioni del 2010.

In realtà, quello che più getta un’ombra sopra la persona e la candidatura di Nicola Cosentino sono le vicende giudiziarie che lo riguardano. Nel 2009 infatti, una richiesta di autorizzazione a procedere per l’esecuzione della custodia cautelare fu respinta dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera; il reato di cui si accusava Cosentino era quello di concorso esterno in associazione mafiosa in merito all’accusa di riciclaggio di rifiuti tossici in Campania attraverso la corruzione di vari politici e funzionari. Una seconda autorizzazione a procedere fu richiesta dalla Procura di Napoli in merito ad un’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Napoli sulla camorra casalese con l’accusa di falso, violazione della normativa bancaria e reimpiego di capitali. Anche questa volta, il 12 gennaio 2012, con voto segreto, la Camera dei Deputati, negò l’autorizzazione a procedere, nonostante le dichiarazioni, fortissime, del giudice delle indagini preliminari Egle Pilla che definì Cosentino il “referente nazionale” della camorra casertana. In seguito alle stesse furono presentate le sue dimissioni da coordinatore regionale del Pdl, ma nulla più.

Sono accuse gravissime, che a causa dello schermo creatosi con le decisioni del Parlamento di impedire il normale corso della giustizia, non possiamo sapere se vere. Nel frattempo, però, Berlusconi tentenna. Dopo aver detto definito stamane la candidatura di Cosentino come “sub judice” – sottolineando inoltre come avesse invitato l’ex deputato a fare un passo indietro – le ultime news consegnerebbeo all’Italia un Cosentino salvato e regolarmente inserito in Lista. Insomma, cosa scegliere tra voti garantiti e moralità? La risposta, al PdL, sembrerebbe essere stata data.

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Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
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