Imprese, cittadini e ICT: il rapporto Istat sull’uso del web in Italia

23/12/2015 di Lucio Todisco

Con l’uscita del rapporto “Cittadini, imprese e ICT”, l’Istat ha analizzato lo stato attuale dell’uso della rete da parte dei cittadini italiani. I dati sono in aumento ormai costante, ma sono ancora lontani dagli obiettivi europei: un gap da colmare il prima possibile.

Con l’uscita del rapporto “Cittadini, imprese e ICT”, l’Istat ha analizzato lo stato attuale dell’uso della rete da parte dei cittadini italiani.

L’uso della banda larga – Nel corso del 2015 è aumentato il numero di famiglie che si connettono a Internet attraverso la banda larga, ed ormai quasi tutte le imprese italiane la utilizzano. In entrambi le situazioni ad aumentare è l’uso della connessione in banda larga mobile. Rispetto al 2014 la quota di famiglie che la usano è passata dal 27,6% del 2014 a 30,1%, mentre tra le imprese con almeno 10 addetti dal 60,0% a 63,3%, dato che era al 49,8% nel 2013.

Tuttavia, il nostro paese resta ancora indietro nella diffusione della banda larga: in Europa, l’Italia è tra gli ultimi sei paesi per diffusione della banda larga tra i propri cittadini. C’è da considerare, però, che la diffusione della banda larga in questi anni ha registrato un incremento medio annuo più elevato della media Ue a 28.

Età come discriminante nell’uso del web – L’aumento dello uso della rete è abbastanza in linea, in generale, con quello che è accaduto in Europa. Il 60,2% delle persone dai 6 anni e più, ovvero circa 34milioni 500mila persone, si è connesso alla Rete negli ultimi 12 mesi, erano il 57,5% nel 2014. Di questi, circa il 40% accede tutti i giorni e solo il 16,8% vi accede almeno una volta a settimana. L’età, però, è ancora un fattore discriminante nell’accesso al web: restano ancora i più giovani ad utilizzare maggiormente la rete: parliamo di oltre il 91% di chi ha un’età tra i 15 e i 24 anni.

Imprese e web – Nel 2015, il 94,4% delle imprese con almeno 10 addetti utilizza connessioni in banda larga fissa o mobile (91,8% connesse in banda fissa, 63,3% in banda mobile). Considerando le imprese per tipologia di connessione utilizzata, oltre sei su 10 (60,7%) ricorrono sia a connessioni fisse che mobili: la quota varia dal 93,4% delle imprese con almeno 250 addetti al 57,9% di quelle con 10-49 addetti. Tra queste ultime, quattro imprese su 10 non utilizzano ancora connessioni mobili per l’attività lavorativa.

Il 70,7% delle imprese con almeno 10 addetti dispone di un sito web (era il 69% nel 2014), un’impresa su quattro ha sul sito un link al proprio profilo social ed il 37,3% utilizza un social media (era il 32% nel 2014), soprattutto per conseguire obiettivi di marketing (29,6%). Sono dati tendenzialmente in aumento, come anche quello delle imprese che utilizzano la fatturazione elettronica in un formato adatto all’elaborazione automatica (da 5,4 del 2014 a 15,5% del 2015) e quelle che adottano software specifici per la condivisione interna di informazioni sulla clientela (che è passato dal 28 % del 2014 al 30,2% attuale).

Tuttavia, le competenze digitali all’interno delle imprese presentano alcune criticità, sia per quanto riguarda determinate scelte aziendali sia per fattori strutturali legati soprattutto alle ridotte dimensioni d’impresa. La maggioranza degli utenti ha dichiarato di avere competenze di base (36,6%) o basse (31,4%). Il 60,7% delle imprese con almeno 10 addetti ricorre a personale esterno per le funzioni ICT e solo il 12,5% sceglie di svolgerle con lavoratori interni all’impresa o al gruppo.

Per quanto riguarda, infine, le persone che hanno usato Internet negli ultimi 3 mesi, sette su dieci (circa il 71,0%) hanno fatto uso di contenuti culturali, il 56,1% ha utilizzato un social network e quasi un terzo ha pubblicato sul web contenuti di propria creazione. Aumenta rispetto al 2014 la quota di persone che navigano sul web che hanno effettuato acquisti online (da 45,9 a 48,7%) e conseguentemente delle imprese che vendono online (da 8,2 a 10%). In quest’ultimo caso rimane ampio il divario tra piccole e grandi.

L’Italia rimane ancora lontana dagli obiettivi europei fissati per il 2015 che miravano al raggiungimento di una quota del 33% delle PMI che hanno effettuato vendite online nell’anno precedente per almeno l’1% del fatturato totale, e al 50% la quota di popolazione di 16-74 anni che ha fatto acquisti online negli ultimi 12 mesi. Tali indicatori oggi sono rispettivamente a 6,5% e 26%.

Sul tema della sicurezza, un dato interessante è quello di coloro che hanno usato il web, circa il 28,2% di utenti over15, nei 12 mesi precedenti l’intervista, che ha dichiarato di aver avuto almeno un problema di sicurezza e il 54,3% non ha invece svolto alcune attività online per questo motivo. Segno di una certa generale diffidenza, ancora oggi, verso l’uso del web ai fini commerciali. Non è un caso, infatti, che il 42,9% delle imprese intervistate da Istat, ritiene necessaria una più efficace politica di sicurezza informatica e circa il 62% ha definito o aggiornato la propria policy negli ultimi 12 mesi.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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