The Imitation Game

06/01/2015 di Jacopo Mercuro

“Sono le persone che nessuno immagina che possano fare certe cose quelle che fanno cose che nessuno può immaginare” - Joan Clarke (Keira Knightley)

Si apre il nuovo anno cinematografico, inaugurato con l’uscita del tanto atteso The imitation game. Dal primo gennaio è presente nelle sale italiane il film di Morten Tyldum, che vede protagonista la coppia tutta britannica composta da Benedict Cumberbatch e Keira Knightley; entrambi nominati come miglior attore protagonista e non, ai prossimi Golden Globe.

Manchester 1952, Alan Turing riceve la visita della polizia britannica, dopo aver subito un furto nel suo appartamento. Nonostante la casa di Turing sia stata messa a soqquadro, non sembra essere avvenuto nessun furto, una cosa molto curiosa che fa insospettire uno dei detective. Turing viene immediatamente portato nella stazione di polizia, dove inizia un lungo interrogatorio in cui racconta la sua storia incredibile. Con un lungo flashback, il professore di Manchester, ricorda gli anni al servizio della Gran Bretagna, anni in cui lavorava ad un progetto di massima segretezza, che avrebbe messo fine alla Seconda Guerra Mondiale. All’interno di Bletchley Park, il matematico inglese, aiutato da altre menti eccelse, tra cui Joan Clarke (Keira Knightley), aveva il compito di decriptare Enigma, una complessa macchina crittografica con il la quale l’esercito nazista riusciva a comunicare senza essere capito dal nemico.

Tutto il film è incentrato sul genio di Alan Turing, evidenziando gli anni in cui, al servizio di Winston Churchill, riuscì a dar vita a Cristopher, una macchina in grado di decodificare i complessi messaggi nazisti, evitando al mondo due ulteriori anni di guerra. Il racconto è interamente affidato ai flashback di Turing, con i quali, dopo il suo arresto, rivive gli anni della seconda guerra mondiale, e della sua militanza all’interno delle stanze segrete, immergendosi in flashback più profondi, riguardanti i frammenti della sua infanzia.

Un biopic in tutto e per tutto, in cui, il personaggio di Alan Turing, è affidato a Benedict Cumberbatch. Non è la prima volta che l’attore inglese si cala nei panni di un uomo dalla mente affascinante e complessa, ma questa volta, più che mai, è riuscito ad illuminare la scena con una delle migliori recitazioni viste quest’anno. Benedict Cumberbatch interpreta al meglio un genio che vive alienato da ciò che lo circonda, privo di convenzioni sociali, ma allo stesso tempo dotato di una spiccata sensibilità.

Come lo stesso titolo del film suggerisce, siamo di fronte ad un gioco imitativo, dove i fatti sono raccontati attraverso dialoghi a volte fin troppo deboli. Oltre alla vita di Turing, dal film si evince ben poco di concreto, ci si limita a raccontare una vita straordinaria, giocando sui segreti e sfiorando il tema dell’omosessualità, al tempo vista come una malattia condannabile. Per tutti i 113 minuti assistiamo ad un susseguirsi di temi sfiorati: l’omosessualità, il segreto, la paranoia del sospetto, il genio e la contrapposizione della guerra decisa sul campo e da dietro una scrivania. Sono troppe le occasioni sprecate da un film che è comunque riuscito a candidarsi per la migliore sceneggiatura agli imminenti Golden Globe e che sicuramente dirà la sua (almeno per la recitazione) nella notte degli Oscar.

The imitation game gioca sulla soluzione di enigmi e cruciverba risolti dai protagononisti (reali e non), cosa che purtroppo non riesce al regista. Morten Tyldum rimane intrappolato nello stesso rebus da lui progettato, lasciando l’opera in un senso di profonda incompiutezza, salvandosi in parte, solo grazie alle magistrali interpretazioni di Keira Knightley e di Benedict Cumberbatch.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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