Il “virus” Varoufakis che impazza in Europa

07/02/2015 di Laura Caschera

Dal giorno in cui è stato nominato ministro delle Finanze del governo greco, non si fa altro che parlare di lui, Yanis Varoufakis, professore di economia all'università di Atene e consulente presso la Valve corporation. E' persino riuscito ad oscurare la personalità del leader di Syriza, ponendosi come “the right man in the right place”

Yanis Varoufakis

Chi è Yanis Varoufakis, il neo-ministro greco? Certamente non il classico politico che siamo abituati a conoscere. Si presenta agli incontri ufficiali senza indossare giacca, completo o cravatta, usa invece abiti informali, lunghi giubotti di pelle, per esempio, e camicie non certo di tenui colori, rigorosamente fuori dai pantaloni. Mentre a Bruxelles si discutono le sorti dell’Europa, il web impazzisce e crea di Varoufakis un vero e proprio fenomeno mediatico, tanto da arrivare a raffigurarlo come superman, oppure come un protagonista di un film d’azione.

Non che la finzione poi non arrivi ad avvicinarsi, in certi casi, alla realtà. Il ministro, a grigie macchine di ordinanza, preferisce guidare la sua Yamaha XJR1300, vive in una casa ai piedi dell’acropoli di Atene con sua moglie, insieme a numerosi libri ed opere d’arte. Ha vissuto gran parte della sua vita in Inghilterra, fino a quando non è arrivato ad odiare la Thatcher. Ha infatti dichiarato che la notte in cui vinse il suo terzo mandato ha cominciato a pianificare la sua “fuga”. Ma non sapeva ancora bene dove andare, in patria non era intenzionato a tornare, dal momento che lo aspettava a braccia aperte il servizio militare, così decise di trasferirsi ancora più lontano, in Australia, dove arrivò nel 1988 e rimase fino al 2000, quando tornò ad Atene. Conserva però la doppia cittadinanza, australiana e greca. Là si trova sua figlia, Xenia, dalla quale ha dovuto separarsi nel 2005, lasciandola oltreoceano con la madre.

A livello lavorativo, dopo la laurea in matematica e statistica consegue il dottorato in economia ed inizia subito la sua attività di insegnamento presso l’Università di Essex. Carriera che prosegue con successo in università dai nomi altisonanti, come quella di Cambridge. Autore del saggio “Il minotauro globale”, il braccio destro di Tsipras, soprattutto nei recenti incontri con i ministri e i capi di governo degli altri stati europei, non ha mai nascosto le proprie volontà, e spesso si è lasciato andare a considerazioni personali riguardo alla gestione della situazione economica greca. Nel suo recente incontro con il ministro dell’economia tedesco Schaeuble non ha lesinato dure parole e ammonimenti: “La Germania sa bene che cosa può succedere quando si scoraggia troppo a lungo una nazione orgogliosa e la si espone a trattative e preoccupazioni di una crisi del debito deflattiva, senza luce alla fine del tunnel: questa nazione prima o poi fermenta”. Al centro del dibattito capace da giorni di monopolizzare gli incontri europei, l’induscusso protagonista è l’ingente debito pubblico greco, che attanaglia la debole economia del paese.

Un radical-chic, per molti, ma che non lascia privi di voce i sentimenti dei suoi concittadini. Ciò che colpisce del ministro, infatti, non è soltanto il suo portamento da divo, ma soprattutto la convinzione e la posizione intransigente che mantiene, primo fra i ministri europei, verso Bruxelles. Una Grecia che, attraverso il programma e gli errori della Troika, era arrivata ad una debole ripresa, ma a quali costi? Licenziamenti lampo, una deflazione dei salari che invece di aiutare ha distrutto la domanda interna, provvedimenti quali la chiusura improvvisa della rete televisiva pubblica ERT. Migliaia di persone che si sono ritrovate senza una casa, senza nemmeno più i soldi per poter pagare le bollette, senza denti, perché nemmeno i soldi per il dentista ci sono più.

Un paese antico, spesso oggetto di mire speculative dei mercati internazionali, senza possibilità di potersi rialzare, candidato ad una perenne situazione debitoria. Certo è che, se la popolazione reagisce così bene alle parole di Tsipras e di Varoufakis, lo stesso non può dirsi per i mercati ellenici: gli indici borsistici Athex hanno registrato cali vertiginosi nelle quotazioni. Né se la passa meglio lo spread, in continua e incessante salita, capace di toccare picchi superiori ai 900 punti base.

Una cosa è sicura: il Governo greco ha contratto un ingente debito, e tra i paesi creditori figura anche l’Italia. Ma se è vero che Renzi ha accolto all’inizio con parole entusiaste l’arrivo di Tsipras e di Syriza, salvo poi ritrattare il giorno seguente, non sappiamo i fatti a cosa effettivamente porteranno. Mentre la Germania stringe la cinghia, le lusinghe del Presidente russo Putin non sono risuonate indifferenti alle orecchie greche, tanto che Tsipras ha accettato l’invito al Cremlino per il 9 maggio. Una strategia per spaventare Bruxelles, o l’inizio di un avvicinamento?

Non è ancora chiaro come evolveranno gli equilibri alla luce di questo terremoto, ma la figura di Varoufakis non è certamente un nome inserito casualmente tra le nomine di governo. Economista definito “keynesiano di sinistra”, non è soltanto un eminente professore universitario, ma è anche un uomo forte, in grado di dialogare con i potenti della troika, di dettare le proprie condizioni, e di non cedere ai ricatti, per citare le sue stesse parole. Tanto da spingere qualcuno a chiedersi che effetto avrebbe un politico simile nello scenario italiano odierno, che tipo di reazione potrebbero avere i mercati, i cittadini, ma soprattutto l’Unione Europea. Il problema non ha forse ragione di porsi, l’Italia non è nelle condizioni della Grecia, ma sarebbe interessante scoprire cosa succederebbe se, al posto di una camicia perfettamente stirata, a via XX settembre venisse parcheggiata una Yahama di grossa cilidrata.

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Laura Caschera

Nasce a Roma nel 1990. Si diploma al Liceo Classico “Luciano Manara” e nel 2014 si laurea in Giurisprudenza presso la facoltà “Roma Tre”. Coltiva da tempo la passione per l'arte, la musica e lo spettacolo. Ha frequentato la scuola romana di teatro “Teatro Azione”
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