Il valore dell’imprenditorialità nella cultura. Convegno del Rotary Napoli Castel dell’Ovo

20/01/2016 di Lucio Todisco

L’imprenditorialità per la gestione delle Imprese nel campo della cultura, soprattutto in una città come Napoli, che ha molto da offrire dal punto di vista storico culturale: se n’è discusso in un interessante convegno organizzato dal Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo, lunedì 18 gennaio, al Circolo Artistico di Piazza Trieste e Trento.

Il valore dell’imprenditorialità per la gestione delle Imprese nel campo della cultura, soprattutto in una città come Napoli, che ha molto da offrire dal punto di vista storico culturale: se n’è discusso in un interessante convegno organizzato dal Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo, lunedì 18 gennaio, al Circolo Artistico di Piazza Trieste e Trento. Sono, difatti, sempre più all’ordine del giorno le tematiche sia di governance delle istituzioni che di sostegno pubblico agli equilibri economico-finanziari delle stesse, anche attraverso incentivi fiscali ai contribuenti ed alle imprese private che li sostengono, come si è proceduto con l’art bonus. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di cercare di comprendere gli elementi più coerenti per “organizzare” la cultura e che possa, in questo modo, creare opportunità sia economiche che sociali.

A discuterne con il pubblico intervenuto, importanti professionalità del settore, quali il prof. Francesco Bifulco, Presidente del RC Posillipo e Docente di Economia delle Imprese Culturali presso l’Università Federico II; la dott.ssa Emmanuela Spedaliere, Direttore Affari Istituzionali e Marketing del Teatro di San Carlo di Napoli; dott. Mauro Giancaspro, Presidente Incoming del RC Napoli Castel dell’Ovo, e già Direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli e Presidente dell’Associazione Amici della Biblioteca dei Girolamini; la prof. Fabiana Sciarelli, Docente di Economia e Gestione delle Imprese, esperta e consigliere d’imprese della cultura, tra l’altro del Teatro Trianon di Napoli.

Partire dall’innovazione per valorizzare la cultura – Sul tema dell’innovazione quale elemento di valorizzazione della cultura a Napoli e in Italia si sono concentrati gl’interventi del dott.ssa Spedaliere e del prof. Bifulco. Partendo dall’esperienza del Teatro San Carlo, la Spedaliere ha evidenziato come i risultati ragguardevoli della bigliettazione e delle visite guidate al Teatro – in 3 anni 212 mila visitatori e 5,6 milioni netti d’incasso – sono stati raggiunti non soltanto attraverso l’offerta culturale, ma anche attraverso un uso consapevole dei social e delle nuove tecnologie che hanno permesso una diffusione capillare delle produzioni del Teatro, facendo una vera e propria rivoluzione. E’ immaginando nuove modalità di comunicazione che si può far fronte a situazioni non rosee nei bilanci. La Spedaliere ha sottolineato come l’art bonus abbia cambiato radicalmente il rapporto del privato con l’investimento in campo culturale, attraverso la politica degli sgravi fiscali di cui, per adesso, non conosciamo i benefici. Ha inoltre sollecitato, soprattutto gli imprenditori napoletani a vivere il San Carlo così come i milanesi vivono la Scala, ovvero come luogo aperto anche agli incontri sociali, centro nevralgico della vita anche economica della città.

Il prof. Bifulco ha anch’egli sottolineato come la fruizione della cultura in Italia può cambiare, portando anche crescita economica. La creazione di start up innovative nel settore culturale può mettere a frutto un patrimonio come quello della città di Napoli non pienamente valorizzato. Si pensi, ad esempio, alle tantissime chiese chiuse che possono essere messe a disposizione dei visitatori, mettendo a frutto un patrimonio senza stravolgerlo. Quali vie possono essere scelte per finanziarle? Dalle Università di sicuro, ma anche con finanziamenti privati attraverso il crowdfunding, così come fa ad esempio la Fondazione Banco di Napoli.

Il valore sociale della cultura per le nuove generazioni – Un aspetto prettamente più sociale del tema è stato affrontato da Mauro Giancaspro e dalla prof. Sciarelli, la quale ha voluto sottolineare come la città di Napoli ha quella che può essere definita una miniera di diamanti grezzi: i suoi giovani. Ed è grazie alle associazioni culturali, quelle no profit – vera ricchezza in questo settore – che tanti giovani si avvicinano al mondo della cultura. Ed è proprio dal ruolo dei privati in questo settore che nascono poi delle realtà vivaci e di grande interesse: basti pensare, ad esempio, al festival di Giffoni. Il compito delle istituzioni deve essere quello di rendere sempre più facile l’avvicinamento tra il pubblico e le realtà private presenti sul territorio che vogliono diffondere dei messaggi culturali, e che non devono, per forza, muoversi in un’ottica di commercializzazione.

L’aspetto valoriale nel campo sociale della cultura è stato sottolineato anche dal dott. Giancaspro, impegnato proprio in questo periodo nella costituzione dell’associazione Amici della Biblioteca dei Girolamini, che terrà un evento pubblico a Napoli nel foyer del Teatro Augusteo in Piazzetta Duca D’Aosta 263, lunedì 25 gennaio alle ore 18:00, per dare un forte impulso alla rinascita della storica monumentale biblioteca. La biblioteca dei Girolamini è un cattivo esempio gestionale da parte dello Stato: com’è noto, è stata vittima di un vero e proprio saccheggio tra giugno 2011 e aprile 2012, ed ha visto la perdita di circa 4.000 volumi rarissimi. Da allora, migliaia di opere sono state recuperate grazie all’attività svolta della Procura della Repubblica di Napoli e dei Carabinieri del Nucleo di Tutela del Patrimonio.

Fare sistema per poter crescere – Per Napoli ormai non è più pensabile non fare sistema per crescere nel campo della cultura e rilanciare un settore che può davvero cambiare radicalmente l’economia del territorio. Il Rotary Napoli Castel dell’Ovo lo sta facendo con il progetto per la valorizzazione del Borgo di Santa Lucia che, come dichiarato dal Presidente Tomo: “vuole essere un contributo alla definitiva valorizzazione di un’area del capoluogo, ricca di giacimenti culturali, tesori artistici e dalla impareggiabile forza evocativa e turistica”. Intanto, in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno, Sylvain Bellenger, direttore del Museo di Capodimonte ha voluto sottolineare come il museo che dovrebbe rappresentare un vanto per la città, risulta invisibile e mal collegato per i turisti che arrivano al porto o alla stazione. Bisogna immaginare nuove politiche di marketing del territorio: “Per andare a Versailles occorrono 45 minuti su un treno orribile e più 15 minuti a piedi: ogni anno ci sono 5 milioni di visitatori”. Ecco, Napoli può offrire di più e con migliori servizi, basta saper fare sistema, per crescere insieme.

The following two tabs change content below.

Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
blog comments powered by Disqus