Matapan, il tramonto della Regia Marina italiana

03/04/2014 di Lorenzo

Regia Marina Italiana, Battaglia di Matapan

La notte o, meglio, la sconfitta di Capo Matapan segnò per sempre la perdita della relativa egemonia della Regia Marina nel Mediterraneo. In questa battaglia, avvenuta nella tra il 28 e il 29 marzo 1941, oltre alla decisiva vittoria della Royal Navy, persero la vita 2331 marinai italiani.

Battaglia di Matapan, Grecia, Regia MarinaSulla fine di marzo del 1941, nelle acque a sud del Peloponneso, una squadra navale della Regia Marina italiana composta da una nave da battaglia (La Vittorio Veneto), sei incrociatori pesanti (Zara, Pola, Fiume, Trieste, Bolzano e Trento) e due incrociatori leggeri, sotto il comando dell’ammiraglio Angelo Iachino affrontò la Mediterranean Fleet britannica, capitanata dall’ammiraglio Andrew Cunningham. Quest’ultima era composta dall’unione delle flotte britannica ed australiana. Lo svolgimento della battaglia si articolò in due scontri principali: uno avvenuto il giorno del 28 marzo, presso l’isolotto greco di Gaudo ed un secondo scontro presso Capo Matapan nella notte tra il 28 ed il 29 di marzo. Nonostante il valore dimostrato durante questa dolorosa battaglia, l’esito fu sfavorevole alle forze italiane: tre dei sei incrociatori pesanti, la Fiume, Pola e Zara, andarono perduti durante lo scontro a fuoco, mentre la corazzata Vittorio Veneto venne gravemente danneggiata.

Matapan avvenne in un momento difficile per la Regia Marina, poiché già nel novembre 1940, nella c.d. Notte di Taranto, gran parte della flotta italiana venne danneggiata dai pesanti bombardamenti britannici. I danni subiti, sommati poi al bombardamento di Genova, avvenuto pochi mesi prima, spingevano i vertici della Regia Marina a tattiche spesso rinunciatarie e sulla difensiva. Pertanto le grandi navi di superficie, che avrebbero dovuto giocare un ruolo di primo piano nella ricerca della supremazia sul mare, vennero usate sempre più con maggior prudenza e con grande timore di subire ulteriori perdite.

L’esito disastroso del dopo Matapan fu la completa traslatio imperii sul controllo del Mediterraneo orientale dalla Regia Marina italiana alla Royal Navy britannica e grazie a ciò, gli inglesi poterono, con meno difficoltà, porre in salvo gran parte dei loro soldati in ritirata dopo l’invasione nazista della Grecia e dell’isola di Creta.

Battaglia di Matapan, mappaLe cause della sconfitta degli italiani vanno ricercate in diverse campi. La prima è quella logistica, addebitata a Supermarina (comando supremo della Regia Marina), la quale non era stata in grado di coordinare un’azione aerea di copertura durante lo scontro, causa mancanza di mezzi propri che potessero coprire, dall’Italia, una tale distanza. Solamente un paio d’ore dopo i caccia britannici dotati di missili-siluri furono messi in fuga dalla Lufthwaffe tedesca, colpevole di un palese ritardo. Un altro motivo della sconfitta è da ricercarsi in quello storico gap tecnologico che aveva sempre diviso i due paesi, culminato nell’uso esclusivamente britannico dei radar, che permisero agli incrociatori leggeri britannici Orion e Ajax di rintracciare facilmente l’incrociatore pesante Pola. La questione del radar è stata per molto tempo usata come possibile “scappatoia” al disastro subito, ma tale catastrofe è da imputarsi all’indisposizione e alla poca considerazione di parte dei vertici della Regia Marina alle innovazioni tecniche di radiolocalizzazioni portate avanti da scienziati italiani già prima dello scoppio del conflitto.

Il non possedere ancora navi portaerei fu un peso e un danno per l’Italia, per contro i britannici poterono, sin dalla fine della Grande Guerra, usare le portaerei per coordinare attacchi per cielo e per terra e quindi essere molto più efficaci in mare. L’eco della pesante sconfitta spinse definitivamente Mussolini ad approvare il progetto delle prime navi portaerei italiana: la Sparveiro e l’Aquila, che però non videro mai la luce e vennero prima danneggiate in porto nel 1944 e poi smantellate tra il 1951 e il 1952. Un altro importantissimo punto a favore dei britannici – nonché arma segreta – fu l’uso del servizio di spionaggio crittografico alleato ULTRA che consentì loro di rilevare in anticipo le posizioni degli italiani. Su tale questione è interessante approfondire il ruolo che ebbe la giovanissima Mavis Lever, una ragazza inglese, che lasciati gli studi universitari si ritrovò a lavorare presso la centrale operativa impegnata a decifrare i codici italiani in un cottage di Bletchley Park a Londra. La ragazza, in pochi mesi, riuscì a decriptare i codici italiani e, tra questi, vi era anche il dispaccio 53148 che indicava il luogo dove gli italiani avrebbero voluto colpire a sorpresa gli inglesi.

Tutto ciò coronò questa disastrosa sconfitta per la Regia Marina e la perdita di 2331 vite umane (contro le sole tre perdite britanniche). L’orrore venne poi successivamente ricordato nelle memorie dell’ammiraglio Cunningham che, oltre a riconoscere l’eroismo degli italiani, sottolineò il cordoglio che questa sconfitta ebbe per l’Italia intera con una frase lapidaria:

Matapan fu una triste storia per gli italiani.

Non ebbe torto.

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Lorenzo

Nato a Roma, appassionato di storia moderna, contemporanea e delle relazioni internazionali Si occupa di storia e di esteri.
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