Il Renzi d’agosto: prime mosse da campagna elettorale?

28/08/2015 di Luca Andrea Palmieri

La più classica promessa di riduzione delle tasse, più avanzamenti importanti sulle unioni civili: le ultime mosse del Governo, da un punto di vista politico, sembrano poter avere un valore tipicamente elettorale. Segno che, con la discussione sulla riforma del Senato alle porte, la posizione del Governo è meno salda di quanto il Pd non voglia mostrare?

PD Renzi

Quanta aria di elezioni c’è nel nostro paese? Difficile dirlo ora come ora, ma quel che è certo è che l’autunno politico sarà piuttosto caldo. Se lo sarà abbastanza da causare la caduta del Governo Renzi, è presto per dirlo. Eppure qualche segnale di cui tenere conto c’è.

Oggi il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha ribadito che il Pd non vuole restare al governo ad ogni costo. E lo scoglio delle riforme istituzionali di settembre pare il più duro da affrontare, finora. A inizio agosto si era rimasti con le schermaglie delle centinaia di migliaia di emendamenti proposti da Roberto Calderoli della Lega, e con la certezza che su alcuni argomenti, soprattutto sull’eleggibilità del Senato, la battaglia sarà dura. I numeri, ad oggi, non sembrano poi così favorevoli a Matteo Renzi. Il quale, in caso di rivoluzione della riforma su cui più ha spinto fin dalla sua elezione alla segreteria del partito, potrebbe decidere di far saltare il banco.

Insomma, l’incertezza regna sovrana, molto più di quanto non si voglia raccontare in questi giorni. Ed alcune mosse del Premier paiono volte a preparare il campo per l’opzione urne. Per esempio: la promessa sul taglio di IMU e TASI. Un discorso che ha fatto subito partire lo scontato accostamento alla stagione di Silvio Berlusconi. Andando oltre, alla base di una simile scelta, c’è un ragionamento molto semplice: la platea colpita dalle due imposte è amplissima, dunque l’ideale per un taglio. Resta però da capire questi come avverrà, e se non finirà per essere compensato da una serie di aumenti già previsti (bollette, altre imposte comunali) o equivarrà ai tanto decantati – ma, effettivamente, poco effettuati – tagli alla spesa pubblica. Nel secondo caso, c’è da vedere anche i suddetti tagli come saranno strutturati. Insomma, la dichiarazione “elettorale” è già partita, ma l’incertezza è tanta.

Renzi, con la mossa fiscale, cerca di convincere una platea tanto ampia quanto più incentrata verso i moderati. Ma non è solo a loro che guarda. Non è un caso che stia cercando di ottenere in questi giorni un risultato storico che farebbe molto contenta anche la parte di sinistra del voto democratico, quella da cui, ad oggi, arriva la maggiore erosione del consenso interno del premier. In questi giorni di agosto si stanno muovendo molto le trattative intorno al ddl Cirinnà sulle unioni civili. Una questione complessa per la maggioranza, che pure ha al suo interno anime fortemente cattoliche, soprattutto nelle fila di Ncd. Eppure si è alla ricerca di un compromesso.

Notizie delle ultime ore parlano di modifiche al testo che non dovrebbero stravolgerne la sostanza, ma che eliminerebbero il richiamo degli articoli del Codice Civile relativi al Matrimonio, di fatto eliminando l’equiparazione giuridica tra i due, ma creando un riconoscimento dei diritti totalmente parallelo, basato su tre assi: l’estensione dei diritti sociali, la reversibilità per le coppie civili e la step child adoption. Una scelta, questa, che dovrebbe mettere d’accordo più o meno tutti nella maggioranza, e che potrebbe portare al voto della legge entro l’anno.

Se Renzi riuscisse a portare a casa un tale risultato, avrebbe un buon argomento per iniziare, in un’ipotetica campagna elettorale, un dialogo con l’area più a sinistra dei potenziali elettori Pd. E’ facile immaginare come il Premier, durante la campagna, contrapporrebbe il suo risultato ai fallimenti degli anni passati del centro-sinistra di Governo, sempre troppo debole per arrivare ad un accordo. Un risultato amplificato dal fatto che, alle primarie del centro-sinistra per le elezioni del 2013, quello sulle unioni civili fu uno dei terreni di discussione più battuto.

Insomma, è facile pensare a come Matteo Renzi stia iniziando a muovere le sue pedine in vista di un possibile voto entro la prima parte del 2016. Sarebbero tasselli iniziali, introduzioni di una campagna elettorale aggressiva che punterebbe a riconquistare quell’elettorato progressivamente sempre più deluso degli ultimi mesi. Non è detto che la mossa riesca. E non è affatto certo che le elezioni siano davvero alle porte. Elezioni che, è utile ricordarlo, porterebbero il paese al caos politico. Fino a luglio 2016, l’uso del Consultellum, sistema basato sul proporzionale puro consegnato dalla sentenza Corte Costituzionale dello scorso anno, è certo: solo un intervento legislativo d’urgenza e ad ampia maggioranza potrebbe cambiare la situazione.

Fatto sta che la battaglia d’autunno è alle porte. E, c’è da scommetterci, il ritornello sulle elezioni anticipate comincerà presto, più forte che mai.

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Luca Andrea Palmieri

Nasce a Napoli il 3/11/1984 e decide a 7 anni di voler diventare giornalista, ma è troppo curioso per non svariare tra gli interessi più diversi lungo tutto il suo periodo di formazione. Dopo varie fluttuazioni tra lavoro, studi ed esperienze all’estero si laurea presso la LUISS Guido Carli in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica, indirizzo Istituzioni Politiche e Amministrative. Continua ad avere problemi col fatto di essere interessato più o meno a tutto lo scibile umano.
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