Il progresso tramite lo scandalo: arrivano a teatro Romeo&Giulio

22/01/2016 di Isabella Iagrosso

Lo scandalo nell’arte è sempre stato il punto di partenza di ogni progresso morale, proprio perché, come diceva Oscar Wilde, "la base di tutti gli scandali è un'assoluta immorale certezza". E non vi è progresso senza l’abbandono di tutte le sicurezze.

Romeo&Giulio

“Nella bella Verona s’apre la nostra scena, dove fra due famiglie di pari nobiltà da un rancore antico s’arriva a una novella lotta, che fraterne mani sporca di sangue fraterno. E dalla carne fatale di questi due nemici nasce una coppia d’amanti sotto cattiva stella, la cui pietosa vicenda seppellirà, coi loro corpi, anche l’odio dei genitori.” Il prologo di Romeo e Giulietta, chi non conosce le parole che introducono una delle opere più romantiche della letteratura mondiale? La storia d’amore contrastata tra un uomo e una… un momento. E se non esistesse nessuna Giulietta, se invece al suo posto ci fosse Giulio?

Lo scandalo nell’arte è sempre stato il punto di partenza di ogni progresso morale, proprio perché, come diceva Oscar Wilde, “la base di tutti gli scandali è un’assoluta immorale certezza”. E non vi è progresso senza l’abbandono di tutte le sicurezze. Lo scandalo è l’effetto di un’azione che, una volta divenuta di pubblico dominio, causa un turbamento della sensibilità morale pubblica, prevalentemente in materia di sesso, denaro ed esercizio del potere. E la storia dell’arte ne è piena. Impossibile non fare riferimento alla “Fontana” di Marchel Duchamp, quell’orinatoio rovesciato che nel 1917, con l’intento di de-deificare la figura dell’artista, destò sorpresa e ribrezzo nell’ambiente della Society of Indipendent Artists. Ancora più paradossale appare allora “L’origine del mondo” di Gustave Courbet, che ritrae i genitali femminili in primo piano. Ma non è necessario riferirsi unicamente all’arte moderna, lo stesso “Giudizio universale” di Michelangelo, inizialmente pensato, e realizzato, con figure umane interamente nude, ha subito una modifica dopo il Concilio di Trento obbligando una velatura di tutti i genitali.

Scandalizzare, sensibilizzare, impressionare, ma soprattutto intrattenere. L’arte ha molteplici scopi e infiniti mezzi. Può avere valenza sociale, pedagogica, esclusivamente estetica, può non avere senso se non nella mente di chi la crea. L’arte però sa essere progresso, sa colpire chi ne fruisce. Si basa su un attivismo creativo, in grado di generare nuovi linguaggi. Attraverso un’attenta ricerca sociale e artistica, ecco lo scopo di “bologninicosta”, una produzione incentrata sulle arti performative, un’officina creativa che mira a offrire allo spettatore uno spettacolo autentico e consapevole. Lo studio si occupa di questioni civili, ogni opera, spettacolo, performance, installazione, si realizzano dopo uno studio sul territorio e attraverso le esperienze dirette.

In questo stesso modo è nato “Romeo&Giulio”, definito “una tragedia che nega sé stessa nell’atto di compiersi”. Non uno spettacolo contro l’omofobia, non si vuole alimentare un dibattito ormai divenuto sterile, si vuole stupire di nuovo, creare qualcosa di diverso, attraverso “una drammaturgia piena dei fantasmi moderni, feroci. Uno scandaloso viaggio teatrale che indaga il bisogno di amare ed essere amati. (..) una insostenibile autopsia del conflitto identitario, sessuale, di appartenenza civile.”

L’invito è quindi quello di godersi quest’opera politica, sociologica, che riflette sull’amore, in generale, e sull’amore contemporaneo, che andrà in scena il 29,30,31 gennaio al teatro Abarico (via dei Sabelli 116 C- San Lorenzo, Roma).

 

EVENTO FB: https://www.facebook.com/events/951984034885838/

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Isabella Iagrosso

Nasce a roma il 19/03/1994, iscritta alla facoltà di scienze politiche della Luiss Guido Carli. Appassionata di viaggi e di culture straniere. Da sempre coltiva l'interesse per tutto ciò che riguarda l'estero e le relazioni internazionali
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