Il PD e l’Emilia: una storia sempre più tormentata

10/09/2014 di Iris De Stefano

Non accennano a diminuire le difficoltà per il PD in una delle storiche roccaforti della sinistra italiana, l’Emilia Romagna.

Terremerse – Dopo le dimissioni di Vasco Errani, presidente dell’Emilia Romagna per oltre 15 anni, il luglio scorso a causa dell’inchiesta della Procura di Bologna, una nuova pratica della stessa Procura ha sollevato una vera e propria bufera sui candidati PD alle primarie. L’ex presidente Errani era stato infatti condannato ad un anno di reclusione (con pena sospesa) per la vicenda Terremerse, con l’accusa di falso ideologico in atto pubblico per un finanziamento da un milione di euro a favore della cooperativa guidata dal fratello Giovanni. Assolto in primo grado, condannato in secondo, sarà la Cassazione a pronunciarsi definitivamente. Nel frattempo però la corsa alle elezioni è cominciata.

Le primarie PD – Sebbene la Segreteria nazionale del Partito Democratico gli avesse chiesto di ritirare le dimissioni l’ex presidente Errani non ha voluto sentir ragioni, dicendosi sicuro della propria innocenza. Decisa nel 28 settembre la data delle primarie i due candidati principali erano Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, entrambi renziani: il primo, presidente dell’Assemblea regionale emiliana vicino al Presidente del Consiglio dalla prima ora, mentre il secondo passato al lato di Matteo Renzi dopo il cattivo risultato con Pierluigi Bersani nel 2013. La giornata del 9 settembre ha però cambiato le carte in tavola, a seguito del ritiro dalla competizione di Richetti con la motivazione ufficiale di “mantenimento dell’unità di partito”. In realtà nel pomeriggio la procura ha diffuso la notifica dell’inchiesta in cui Richetti è coinvolto insieme ad altri otto consiglieri regionali. L’accusa è quella di peculato, ovvero appropriazione di denaro pubblico. In serata invece ed attraverso il suo avvocato è arrivata la notizia che anche Stefano Bonaccini sarebbe indagato dalla Procura; quest’ultimo però nella giornata del 10 settembre ha regolarmente presentato le firme necessarie per la propria candidatura, dimostrando così di non aver alcuna intenzione di ritirarsi dalle primarie.

l'ex governatore dell'Emilia Romagna, Vasco Errani
l’ex governatore dell’Emilia Romagna, Vasco Errani

Una questione di giustizia? – Stefano Bonaccini ha dichiarato infatti, come riportato dall’Huffington Post: “Mi accusano di una piccolezza, una cosa assurda, non voglio commentare. Voglio chiarire. Chiarire presto. Avrei approfittato di quanto? Di poche centinaia di euro. Io giro sempre da solo per il partito, non ho mai coinvolto nessun dipendente regionale, ma di cosa mi accusano?”. Tra le righe delle dichiarazioni di Bonaccini, in effetti, sembra leggersi una polemica che nessuno fa apertamente, ma che aleggia nell’aria da qualche tempo: quella sulla giustizia a orologeria che, non appena viene toccata da un tentativo imponente di riforma, subito andrebbe all’azione contro chi osa toccarla. Le tempistiche possono lasciare qualche dubbio – proprio in questi giorni si discute il progetto del ministro Orlando –, ma quel che è indubbio è che per ora nessuno dei big del centro-sinistra osa porre in maniera sostanziale la questione: anni di accuse e sbeffeggiamenti contro Silvio Berlusconi rischiano adesso di ritorcersi loro contro, anche con un quadro dirigente del tutto cambiato.

Il piano B – Quello che però emerge è comunque un partito in fermento alla ricerca di un candidato terzo. Matteo Renzi avrebbe infatti sin dal primo momento voluto evitare lo scontro tra due esponenti del partito a lui vicini e infatti aveva evitato qualsiasi commento anche a Bologna, dopo esser sceso dal palco della Festa dell’Unità augurando semplicemente la vincita al migliore.
Il Presidente del Consiglio si è detto infatti completamente all’oscuro della vicenda e non ha commentato, mentre invece Lorenzo Guerini, notoriamente braccio destro di Renzi e vicesegretario del partito ha diffuso una nota: “Guardiamo con rispetto la decisione di Matteo Richetti di non candidarsi alle primarie in Emilia Romagna e apprezziamo il suo gesto di tutelare il bene del Pd e dell’istituzione regionale. In attesa di notizie ufficiali, confidiamo potrà dimostrare la sua totale estraneità ai fatti che gli verrebbero contestati”.

Dopo l’ondata di nuove rivelazioni servirebbe però trovare un candidato che sia in grado di compattare i ranghi del partito, assicurando una vittoria certa al PD; sarebbe quanto meno umiliante per un premier (e segretario) che si vanta del 41% dei voti perdere nella regione storica per appartenenza alla sinistra. Ad essere citato da più parti è l’attuale Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, già sindaco di Reggio Emilia, ma il diretto interessato avrebbe più volte sottolineato di non essere interessato a lasciare Roma, dove gode di una posizione difficilmente uguagliabile, nonostante le polemiche degli ultimi tempi. La situazione è dunque un continuo evolversi e per ora, imprevedibile.

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Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
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