Il partito che accoglie tutti. I siciliani di Cuffaro tesserati nel Pd

05/02/2016 di Ludovico Martocchia

Il richiamo di Renzi (e del potere). I "cuffariani" hanno trovato il nuovo partito di riferimento, in preparazione della caccia alle preferenze targate Italicum, e Raciti, segretario Dem della regione, congela il tesseramento

PD Sicilia

 Il partito contenitore. Ce n’è sempre uno in Italia. Dalla Democrazia cristiana al Partito democratico, passando per Forza Italia. Che cosa rappresenta? È come un secondo Stato, un’istituzione nell’istituzione: quel partito che diventa ponte tra la politica e la malavita, che abbandona il suo lato “ideologico” per far spazio alla dimensione delle tessere, degli scambi e del patronato. È vuoto al suo interno, ma allo stesso tempo accogliente, soprattutto verso chi è in grado di offrire qualcosa, senza pregiudizi. Purtroppo, sembra essere un fenomeno che riguarda innanzitutto il Mezzogiorno. Sei un ex-Mpa o Udc? Non importa, oggi il Pd è pronto ad accoglierti. Hai militato nel Pdl? Non c’è problema. Se Denis Verdini in Parlamento è diventato la stampella delle riforme, il soccorso azzurro del governo, anche a livello locale sta accadendo lo stesso. Le idee non contano – e questa non è una novità, non c’è bisogno di stupirsi. I numeri, i voti, le schede e le tessere dominano la scena comunale e regionale, in preparazione della grande lotta per le preferenze, targata Italicum.

Nella Valle dei Templi. Nel giorno di chiusura del tesseramento dem in Sicilia, lo ha denunciato Alessandro De Angelis su L’Huffington Post, suscitando poco scalpore, come se tutti in parte già sapessero o quantomeno se lo aspettassero. I cuffariani, prima berlusconiani, poi centristi, stanno trasferendo la propria “residenza politica” in un nuovo partito contenitore, appunto il Pd. Le parole di un anonimo tesserato descrivono la situazione: «Quelli che stavano con Cuffaro ci stanno sfrattando, si sono tesserati in massa col Pd. Si iscrivono come fanno loro, pacchetti di tessere e moduli fotocopiati. Fate qualcosa: compagni come me hanno paura per questo andazzo, se ne vanno». A dirigere le operazioni sarebbero Davide Faraone, sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, pronto per sostituire Crocetta alla Presidenza dell’Isola, e Michele Catanzaro, braccio renziano nella provincia di Agrigento. Stessa cosa è avvenuta in altre porzioni della Sicilia, a Catania con i parlamentari regionali dell’Articolo 4, a Trapani con Paolo Ruggirello ex-Udc dai buoni rapporti con Raffaele Lombardo e Nello Musumeci, a Palermo con l’ex-ministro Salvatore Cardinale.

“Pulizia etnica”. Così ha cominciato a chiamarla la minoranza dem, composta da bersaniani, ex-civatiani ed ex-dalemiani. Il rischio per i dissidenti interni è quello di essere epurati. Ma come? Ci sarebbe una strategia del premier e segretario Renzi, secondo l’ipotesi di Fabrizio D’Esposito sul Fatto quotidiano. Chi vince il premio con l’Italicum, ottiene 340 deputati alla Camera – l’unica che conterà – di cui solamente un massimo di 100 potranno essere nominati dal partito vincitore, i cosiddetti capilista bloccati. Il resto, ovvero un minimo di 240 (con un massimo di 330, qualora i capilista si candidino ognuno in dieci collegi), verranno eletti tramite voto di preferenza. Ma chi sceglierà questi nomi? L’idea potrebbe essere quella di selezionarli attraverso primarie riservate ai soli tesserati. Appunto, i tesserati, gli stessi che arrivano in quota Cuffaro ad Agrigento. È un meccanismo che sfavorirebbe, senza ombra di dubbio, l’ex-classe dirigente del Partito democratico, sempre meno rottamata, sempre più estinta. Queste non sono pure speculazioni, Renzi sa benissimo che l’unico ostacolo interno consiste nella vecchia guardia Dem che controllava le sezioni: qualora andasse in porto l’operazione, il fiorentino non dovrà più preoccuparsene, potrà creare il suo partito contenitore, forse non perfettamente omogeneo, ma sicuramente più obbediente

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Ludovico Martocchia

Nato e cresciuto nella periferia romana. Ha frequentato il Liceo Scientifico Francesco D'Assisi, ora studia Scienze Politiche alla Luiss. Da sempre appassionato di politica, si interessa anche di filosofia, storia, economia e sport. Ma prima di ogni cosa, libero pensatore.
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