Il Governo salva evasori e gioco d’azzardo, ma la morale e i contribuenti onesti?

05/09/2013 di Andrea Viscardi

All'interno del decreto Imu, un salvacondotto da 2 miliardi per le società di slot condannate per evasione fiscale. E per coprire la manovra si tagliano i fondi per combatterla

Letta, Gioco d'azzardo e copertura imu

Lo Stato, prima di tutto, dovrebbe essere in grado di dare il buon esempio ai cittadini e mantenersi sempre, nel suo agire, in un ambito etico quantomeno, se non esemplare, corretto per quanto possibile. Con il decreto legge 31 agosto 2013, n.102 – per intenderci quello sull’abolizione dell’Imu -, l’esecutivo guidato da Enrico Letta ha invece superato se stesso, riuscendo, in sedici articoli e quattro allegati, a fare tutto quello che un Governo non dovrebbe fare o, perlomeno, non dovrebbe permettersi di fare in un periodo di crisi culturale e morale, oltre che economica. Sono stati colpiti più o meno indirettamente i contribuenti onesti, aiutati gli evasori fiscali, tra cui grandi aziende del gioco d’azzardo.

Imu e coperture – La cancellazione dell’Imu, dunque, richiede come logico una copertura finanziaria non indifferente: 2,4 miliardi di euro da trovare. Come fare? La soluzione è stata trovata, tra le altre cose, in 675 milioni di euro di tagli ai ministeri. Tagli, lasciatecelo dire, capaci di far passare, un’altra volta, il nostro Paese come quello dell’evasione e dell’inefficienza.

Ferrovie – L’allegato 3 ci mostra, infatti, come il taglio più pesante, 300 milioni di euro, peserà sui contributi stabiliti dalla LF 266/2005 Art. 1, C.86, cioè sui fondi “a copertura degli investimenti relativi alla rete tradizionale, compresi quelli per la manutenzione straordinaria” delle ferrovie. Una cifra considerevole, certo, ma i veri capolavori, in realtà, arrivano dopo.

Evasione e Gioco d'azzardoLotta all’evasione fiscale – Per l’esattezza quando si parla di 20,06 milioni tagliati al DL 203/2005 ART. 2, C. 2. Questo comma, recante “Norme in materia di rafforzamento e di funzionamento dell’Agenzia delle entrate, dell’Agenzia delle dogane e della Guardia di finanza” autorizzava una spesa di 80 milioni a decorrere dall’anno 2007 per “assunzioni di personale per l’amministrazione dell’economia e delle finanze e all’incremento di organico ed alle assunzioni di personale del Corpo della Guardia di finanza” al fine di “potenziare l’azione di contrasto all’evasione fiscale, alle frodi fiscali e all’economia sommersa, nonche le attivita’ connesse al controllo, alla verifica e al monitoraggio degli andamenti di finanza pubblica”. Meno fondi alla lotta contro l’evasione fiscale che, per quanto di dimensioni ridotte, suona come un pugno in pancia a tutti i contribuenti onesti del nostro Paese. Quei contribuenti schiacciati, da oramai tre anni, dal peso della crisi e delle tasse. E pensare basterebbe una riduzione dell’evasione del 25 per cento per recuperare 50 miliardi di euro e diminuire di diversi punti iva o le tasse sui lavoratori.

I tagli non si fermano qui, continuano e colpiscono i fondi per le rinnovabili, le forze di polizia, la difesa, i vigili del fuoco e così via. Ma proprio sull’evasione vogliamo soffermarci.

Maxicondono per le società di gioco d’azzardo – Con l’articolo 14, recante “Definizione agevolata in  appello  dei  giudizi  di  responsabilità  amministrativo-contabile“, viene infatti approvata una vera e propria sanatoria da hoc, in riferimento a dieci società di gestione delle slot machine. Queste, dopo un’indagine di circa dieci anni fa, erano state condannate a pagare 93 miliardi di euro per evasione fiscale, poi ridotti  a 2,5 miliardi di euro. Ebbene, per incassare subito circa 600 milioni, lo stato ha introdotto questo articolo che permette il pagamento del 25% della cifra, a patto che sia versata entro il 15 novembre 2013. Un vero e proprio condono fiscale per le società del gioco d’azzardo. Una doppia beffa per tutti i contribuenti onesti. Un provvedimento moralmente non solo discutibile, ma deprecabile.

Plauso alla Lega – Il tutto mentre in Senato, stamane, il governo è stato battuto in riferimento ad una mozione presentata dalla Lega per vietare l’apertura di nuovi centri di gioco d’azzardo, fisici o nel web, per un anno. Per il sottosegretario Giorgetti si perderanno 6 miliardi di euro. Per noi, invece, si eviterà di fare cassa su una dipendenza in crescita del 13% all’anno, soprattutto tra i giovani. Per noi, l’Italia, in questi ultimi giorni, ha perso un’altra volta la faccia.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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