Il nuovo Parlamento, l’incertezza e gli scenari possibili

15/03/2013 di Federico Nascimben

Difficile dire se oggi è nata la Terza Repubblica, e se le diamo il significato attribuito alla Seconda non credo abbia molta importanza per i cittadini. Certamente il nuovo Parlamento è il più giovane e con la più alta partecipazione femminile di sempre, ma altrettanto certamente è destinato a durare ben poco. Il tutto mentre Cosentino, De Gregorio e Nespoli si costituiscono e l’ex Senatore PD, Tedesco, viene arrestato a seguito della decadenza dell’immunità parlamentare. Forse qualcosa sta cambiando.

Fico, candidato per la Camera del M5S
Roberto fico, candidato presidente alla Camera per il M5S

I protagonisti di questa prima giornata del nuovo Parlamento sono senza dubbio i grillini che hanno deciso di sedersi (per ora) nelle postazioni più in alto “per controllare” i partiti. Alle elezioni dei Presidenti delle Camere si dovrebbe arrivare domani, in quanto la situazione è in assoluto stallo (soprattutto per quel che riguarda il Senato), e il M5S è l’unico gruppo politico ad aver indicato ufficialmente i propri candidati per le due poltrone più importanti di Palazzo Madama e di Montecitorio (rispettivamente Orellana e Fico). Mentre le altre forze hanno optato per una più strategica scheda bianca, in vista di possibili accordi per la formazione di Governo e dell’elezione di tutte le più alte cariche della Repubblica.

Accordi lontani come utopie al momento, specie dopo le fumate nere di oggi, ma per domani i nomi dovranno venire fuori. È certo, però, che la tattica del PD di votare scheda bianca come simbolo d’apertura nei confronti dei grillini non ha portato nessun risultato. Non vi saranno comunque difficoltà, domani, per i democratici a far eleggere un proprio nome alla Camera (si parla di Franceschini); per il Senato, invece, la partita, visti i numeri, è molto più incerta e presuppone un accordo delle parti, soprattutto in vista dell’elezione più importante: quella del Presidente della Repubblica.

Il 20 marzo, dopo aver eletto i propri Presidenti, all’interno delle Camere si formeranno ufficialmente i gruppi parlamentari e questi nomineranno i propri capigruppo. Al termine di tutte queste procedure istituzionali finalmente il Capo dello Stato disporrà di tutti i player necessari per dare il via alle consultazioni, che partiranno presumibilmente giovedì 21 marzo.

Il susseguirsi degli impegni istituzionali molto probabilmente mostrerà via via un grado di maggiore difficoltà nel raggiungimento di accordi fra le varie forze politiche, infatti già oggi abbiamo avuto di vedere i primi segnali. È possibile che Napolitano, qualora non si dovesse arrivare ad un punto d’incontro, si dimetta anzitempo per favorire il ritorno a nuove elezioni, anche perché appare molto probabile che non venga dato il via libera alla formazione di un Governo di minoranza a guida Bersani che vada a cercare i voti necessari al Senato.

A questo punto rimarrebbero altre tre ipotesi. La prima prevede un Governo di larghe intese con dentro PD-PDL e Monti, la seconda la formazione di un Governo puramente tecnico e la terza un governo misto con dentro politici e tecnici. Ma data la situazione appaiono poco probabili anche queste tre ipotesi, dato che i “vecchi” partiti sicuramente avrebbero solo che da perdere in termini di consenso. Stante le attuali condizioni, quindi, al momento lo scenario (altamente) più probabile appare quello di un ritorno alle urne, mentre il Paese reale aspetta e soffre.

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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