Il nuovo cinema che sta cambiando Hollywood.

23/04/2013 di Jacopo Mercuro

Qualcosa ad Hollywood sta cambiando, soffia un vento nuovo da quelle parti, aria fresca in uno star system che trema ogni volta che vede comparire una nuova ruga sui volti di attori considerati quasi immortali nell’immaginario collettivo. Cominciano a diventare opache le stelle della “Walk of fame”, sui marciapiedi che corrono lungo Hollywood Buolevard, tanto quanto i calchi delle mani lasciati dagli attori che hanno fatto la storia del cinema.

Hollywood, il cinema che cambiaC’è un Hollywood che avanza, quella dei nuovi trentenni, che non badano a quella smaniosa quanto capricciosa voglia di essere immagini icone e alla fama preferiscono ruoli impegnati, correndo il rischio di attrarre solo un pubblico di nicchia. Il nuovo cinema indipendente sta prendendo piede, poche regole e ancor meno freni, preoccupandosi così solo della loro espressione artistica senza badare agli aspetti commerciali. Ne è un esempio la storia di “Blu Valentine” che ha impiegato più di tre anni prima di essere distribuito nel nostro paese, film di Derek Cianfrance, conosciuto solo ora nel nostro paese grazie al coraggioso quanto riuscito “Come un tuono”. Questo dimostra quanto la fatica non sia mai sprecata. Dietro a quell’enorme macchina da soldi chiamata cinema, in cui si nascondo le grandi case di produzione, ci sono ancora sogni e speranze di chi crede in quello che fa e non ha paura di potarlo sul grande schermo.

L’ultima notte degli Oscar ha sancito una grande inversione di rotta, Ben Affleck su tutti, simbolo della rinascita, è il testimonial di questo passaggio generazionale. Una volta gli attori hollywoodiani si contraddistinguevano per le loro manie e i loro eccessi, ma a quanto pare alle notti brave si preferiscono la famiglia e la lotta nel sociale. Sarà che questi personaggi sono finalmente maturati sconvolgendo un mondo che fino ad oggi è stato il regno degli eterni Peter Pan.

Vita dura, invece, per i vari Stallone e Schwarzenegger, messi letteralmente spalle al muro dal nuovo che avanza. Fa quasi tenerezza vederli arrancare in ruoli che rischiano di scadere nel banale, toccando quasi il ridicolo. Ma la legge del cinema parla chiaro, essendo un’industria, sono i numeri a decidere, se al botteghino sono premiati film come “Jimmi Bobo” o peggio ancora “The last stand” continueremo a ritrovarli nelle sale ancora per molto tempo. Come può essere credibile un uomo di quasi 70 anni imbottito di gh e steroidi per camuffare un fisico da terza età che salta sui tetti sconfiggendo ondate di nemici con almeno 30 anni di meno? Personaggi come “Rambo” e “Terminator” rimarranno icone nella storia dei film action, ma non credete che ormai lavori come “I Mercenari”, in cui appare anche un Mickey Rourke quasi irriconoscibile, stiano tirando troppo la corda oltre a farsi tirare il viso? Capisco che il pubblico più grande riveda in loro ancora quei personaggi che sono stati in grado di farli sognare, ma non siete stanchi di tutta questa banalità e del ritorno al passato a tutti i costi?

Una corda che si sta spezzando, ma grazie allo spessore dovuto al successo del passato continua a resistere. Attenzione a cantare vittoria, oltre al tempo, sono arrivati giovani attori pieni di talento e passione, stanchi di un cinema sempre più vecchio e a corto di idee. Sono giunti sulla scena dopo una lunga gavetta ed ora sono pronti a tagliare di netto questo cordone ombelicale. Parliamo dei nuovi divi partendo da Ryan Gosling arrivando a Gordon-Levitt, gente che alla fama da blockbuster preferisce il cinema engagè. Sly, Swarzy e i loro affezionati compagni con i quali hanno condiviso i successi di epoche passate dovrebbero temere più loro che i nuovi nemici del prossimo “I Mercenari 3”.

Personaggi d’avanguardia che assomigliano a degli antieroi, non compiono missioni impossibili, non combattono contro eserciti vietnamiti e non sono duri a morire. Preferiscono quel trionfo di emozioni e sentimenti proponendo spaccati di vita reale, una vera boccata d’ossigeno per gli amanti del cinema.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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