Il legame oltre le diversità

15/01/2015 di Alessia Caponi

Inauguriamo oggi una nuova rubrica a cura di Alessia Caponi, il cui tema centrale sarà la letteratura. In questo primo appuntamento, parleremo de "L'amico ritrovato" di Fred Uhlman

Amico Ritrovato

Permettete ad un libro , saggio breve o romanzo che sia, di rapirvi anche solo per un’ora. Lasciate che le sue pagine vi portino in mondi e in luoghi in cui non siete mai stati: vivete, amate, piangete e combattete con lui. Devo riconoscere che un libro capace di sucscitare tutte queste emozioni non si scova facilmente, ma è bello pensare di poter essere lo spartiacque tra voi e questa vita trasognata. Per il primo numero volevo concentrare l’attenzione sulla categoria dei romanzi brevi.

L’amico ritrovato” di Fred Uhlman, pubblicato edito da Feltrinelli nel 1986 con il titolo “Ritorno”, è uno splendido esempio di come si possa rimanere completamente stregati da un libro in sole novantadue pagine. Questo romanzo si può definire grandioso proprio nella sua semplicità imbarazzata. Un legame. Un legame è tutto ciò che occorre ad Uhlman per farci tornare bambini e provare quell’amicizia estasiata, senza limiti e interessi che riesce a superare l’ostacolo della diversità, in un’epoca in cui essere diversi significa campi di concentramento e lavori forzati.

La destrezza dell’autore sta proprio nel non imbellire nulla, lasciare le descrizioni di luoghi e volti nudi e veri, spogli di ogni orpello o vanità, cosicché si possa immaginare tutto nei minimi dettagli, aprire gli occhi ed essere li, nella Germania del 1933 in pieno fermento nazista, in un periodo in cui le menti sono soggiogate dalla rabbia e dalla voglia di rivendicare la propria autonomia.

Inutile dilungarsi su quanto abbia adorato questo romanzo, sarebbe un’osservazione più che scontata. Quello che ancora oggi sorprende è come un’ora di lettura abbia potuto portare tanti giorni di riflessioni e ricordi fatti di quelle stesse frasi, delle stesse descrizioni. “L’amico ritrovato” è capace di entrare nei ricordi senza uscirne più. Uhlman riesce, con crude parole stampate in corsivo, ad aprire un varco nella coscienza di ognuno di noi, a bussare alla porta delle relazioni e fare la domanda più scomoda: cosa si è disposti a fare per la persona più cara al nostro essere? Solo negli occhi di Konradin – uno dei due protagonisti – potrete trovare le risposte che nessuno oggi corre il rischio di assumersi.

Visto la lode smisurata, vorrei raccontare un ultimo elemento che fuoriesce dalle pagine di questo piccolo grande romanzo. La guerra, il nazismo, non vengono descritti nei loro avvenimenti principali, ma si nota l’effetto che questi ultimi hanno sui personaggi. Non troverete particolari descrizioni che si soffermano stancamente sull’andamento della guerra o della politica espansionistica di Hitler, ma le percepirete da un’angolazione inedita e diversa, che saprà immergervi nella storia, utilizzando ritmi delicati ed inusuali.

Detto ciò non mi resta che augurarvi buona lettura…

Stay readers. Stay tuned.

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Alessia Caponi

Alessia Caponi. nasce a Roma nel 1993 e si diploma al liceo linguistico "Vincenzo Arangio Ruiz" nel 2012. Attualmente iscritta al corso di laurea in scienze e tecnologie della comunicazione presso l'università " Sapienza".la lettura è la passione segreta delle sue notti insonni, ha deciso, cosi, di amarli incondizionatamente.
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