Il fantastico mondo di Wes Anderson

09/09/2015 di Jacopo Mercuro

Anderson iniziò ad incantare il grande pubblico attraverso il suo stile nel 1996, e da allora si è ritagliato un posto nell'olimpo del cinema, ma dovrà essere bravo, in futuro, a sfruttare il suo stile fin troppo riconoscibile, senza cadere nella banalità e nella ripetizione.

Wes Anderson

C’èrano una volta un avvocato, un oceanografo, tre fratelli che non si parlavano più e un garzoncello che divenne il proprietario di un’incantevole hotel. Messi insieme, sembrano un gruppo di personaggi stravaganti e male assortiti, con poco o nulla in comune, ma tutti usciti dalla scatola magica di Wes Anderson. Non si può parlare del regista texano, senza entrare in clima fiabesco e surreale, proprio come la sua intera filmografia.

Tutto iniziò alla University of Texas, dove Anderson conobbe i suoi futuri collaboratori, nonché attori meticci: i fratelli Wilson, con i quali diede vita al suo primo cortometraggio. Bottle Rocket, questo il nome dell’opera prima, che riscosse un grande successo al Sundance Film Festival, cosa che gli permise di trovare i fondi per girare il definitivo lungometraggio, uscito nel 1996.

Da lì in poi, Anderson iniziò ad incantare il grande pubblico attraverso il suo stile, divenuto in poco tempo inconfondibile. Fin dai primi fotogrammi, caratterizzati dalla maniacale costruzione simmetrica, ci si può rendere subito conto, di essere al cospetto di un’opera del regista di Huston. La macchina da presa, posizionata nell’esatto centro della scena, da allo spettatore, la sensazione di trovarsi di fronte ad un quadro, nel quale Anderson si sposta con linee verticali ed orizzontali, senza stacchi di montaggio. Componente fondamentale dello stile Andersoniano è il colore; come un attento pittore, è solito usare dei particolari colori pastello, sempre in contrasto fra loro, suggerendo un mondo immaginario e fiabesco. Il fantastico impatto visivo di Anderson, grazie all’aiuto del fidato collaboratore Randall Poster, viene sempre accompagnato da colonne sonore solenni, che rendono il suo mondo ancora più poetico. Le magistrali colonne sonore, sono sempre in grado di mettere in sintonia lo spettatore con le emozioni e i sentimenti dei personaggi che Anderson partorisce di volta in volta.

I personaggi, figure stravaganti quanto malinconiche, di cui è impossibile non innamorarsi, costituiscono il nocciolo centrale della produzione di Wes Anderson. I mondi progettati dal regista, rispecchiano gli stessi protagonisti che lo abitano, creature difficili da decifrare, che possiedono delle caratteristiche particolari, partendo dall’abbigliamento, fino all’aspetto psicologico. La psicologia dei protagonisti rappresenta un film nel film; durante la visione, oltre che nella trama, il pubblico si ritrova immerso in un universo parallelo, rappresentato dalla complessa e maniacale mente dei personaggi. Tra amore e odio, le creature di Anderson si divincolano in un mondo in cui non c’è malizia, dove non vi sono antagonisti, ma sono gli stessi protagonisti ad essere i nemici di loro stessi, a causa della loro insoddisfazione, che li porta ad un’autocritica, che lascia Anderson libero dal dover fornire una morale e un giudizio.

The Royal Tenebaums, Le avventure acquatiche di Steve Zissou, Il treno per Darjeeling e Grand Budapest Hotel, sono solo alcuni tra i film più riusciti di Wes Anderson, commedie dal sapore agrodolce, nelle quali compaiono sempre i temi cari al regista texano, come la famiglia e il viaggio. Accompagnato da un cast fidelizzato nel tempo, in cui sono presenti attori come Bill Murray, Jason Schwartzman e i fratelli Owen e Luke Wilson, Wes Anderson si è ritagliato un posto nell’olimpo del cinema, ma dovrà essere bravo a sfruttare il suo stile fin troppo riconoscibile, senza cadere nella banalità e nella ripetizione.

 

“Non lo so, mi sa che il treno si è perso!
Cosa ha detto?
Dice che il treno si è perso.

Come fa a perdersi, viaggia sulle rotaie!”
Fratelli Whitman-Il treno per Darjeeling

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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