Il Ducato caraibico della Curlandia

17/01/2014 di Lorenzo

L’avventura coloniale della piccola Curlandia

Neu Kurland, la colonia del Ducato di Curlandia

Il ducato di Curlandia. Come è noto, la colonizzazione delle Indie Occidentali (Americhe) venne portata avanti nel centro-sud dagli spagnoli e dai portoghesi, e nel Nord dai francesi, britannici e olandesi. Pochi sanno però, anche per via della sua breve esistenza, che un piccolissimo ducato, sito nell’odierna Lituania, attraversò con la sua flotta le intemperie del Mar Oceano e giunse nell’isola di Tobago, nel Centro America. Qui vi stabilì una vera e propria colonia, dove ancor oggi un monumento ne ricorda l’impresa.  

Il ducato di Curlandia
Jacob Kettler e la sua flotta

La lungimiranza di Kettler. Ciò che spinse il Ducato e il suo duca, Jacob Kettler, a bramare un posto al sole nelle Indie Occidentali fu la voglia di scavalcare gli intermediari commerciali, quali i mercanti inglesi, svedesi, olandesi e danesi in grado di bloccare o creare seri problemi – con i loro balzelli o dazi da pagare sulle merci importate dalle Indie – ai mercanti curlandesi. Fu cosi deciso di ottenere le materie prime, cui erano costretti ad importare dagli altri mercanti europei, direttamente dalla fonte e quindi tentare di intraprendere un’impresa coloniale.Il duca Jakob, convinto sostenitore delle politiche mercantiliste del Colbert, aveva già da tempo avviato la costruzione di una flotta mercantile di ampio respiro con base nei due porti principali del paese: Windau e Libau. Da questi salpava la flotta curlandese che aveva rotte commerciali verso tutti i paesi del nord Europa.

Lo sbarco. Forte del desiderio di aprire un porto commerciale in America e preso d’esempio l’infausto primo tentativo di colonizzare l’isola di Tobago, avvenuto tra il 1637 e il 1642, il duca inviò, nell’anno del signore 1654, una nave da guerra con a bordo una spedizione di 300 coloni curlandesi più 154 militari al seguito. Sotto il comando del capitano curlandese Willem Mollens, i coloni ribattezzarono l’isola Neu Kurland (Nuova Curlandia) e iniziarono la costruzione di un forte, chiamato poi Jekabforts.

L’arrivo olandese. Pochi mesi dopo, sbarcarono sull’isola dei coloni olandesi, dando vita ad un altro possedimento dall’altra parte della piccola isola. Si era giunti ad una paradossale situazione di due colonie poste su di una piccolissima isola. Intanto la situazione dei coloni curlandesi sembrava volgere per il meglio, i mercanti avevano avviato fiorenti attività commerciali che comprendevano lo smercio di zucchero, tabacco, spezie e caffè, tutti prodotti introvabili nel Vecchio Continente e di cui gli europei non potevano più farne a meno. La presenza di due nazioni sulla stessa isola si fece ancor più difficile allorquando, nella primavera del 1658, sbarcarono 500 coloni francesi, relegando la compagine curlandese ad un ruolo marginale.

La perdita di Neu Kurland. La parabola discendente del piccolo ducato era iniziata già da pochi mesi quando l’artefice dell’impresa coloniale, il duca Jakob Kettler, venne fatto prigioniero dalla Svezia durante la Seconda Guerra del Nord. I coloni olandesi, approfittando delle difficoltà del ducato, attaccarono Jekabforts. Il governatore curlandese di Tobago, riconosciuta l’impossibilità di avviare un conflitto impari, si arrese agli olandesi.

Il breve ritorno. Qualche speranza del ritorno della colonia nelle mani della madrepatria ci fu con la firma del trattato di Oliva nel 1660, in cui si stabiliva il ritorno della colonia di Tobago ai curlandesi. Ma ebbe vita breve, difatti, nel 1666, i coloni si arresero ai continui attacchi dei pirati inglesi che presero così il controllo dell’isola. Agli inglesi successero, poi, i francesi e, nel 1667, gli olandesi. Quest’ultimi respinsero un ulteriore tentativo curlandese di ricolonizzare l’isola nel 1668. Alcune fonti giunte fino ai nostri giorni, testimoniano la presenza di curlandesi ancor presenti sull’isola fino al 1689 – data in cui gli ultimi coloni baltici abbandonarono per sempre l’isol a- e il tentativo di alcuni di loro di formare un agglomerato sotto il controllo degli olandesi.

Nonostante l’irrisoria esistenza che deve essere anche equiparata alla scarsità di risorse di cui il ducato disponeva e il suo diretto confronto con le grandi potenze coloniali europee, l’esperienza curlandese nelle Indie Occidentali rimase nel cuore dei suoi abitanti e dei suoi costumi, tanto che il ducato continuò a nominare, anche se solo de iure, un Governatore della Nuova Curlandia per quasi un secolo dopo la perdita effettiva di quel territorio.

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Lorenzo

Nato a Roma, appassionato di storia moderna, contemporanea e delle relazioni internazionali Si occupa di storia e di esteri.
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