Il disegno del mondo: Leonardo da Vinci in mostra al Palazzo Reale di Milano

28/04/2015 di Simone Di Dato

“La pittura è […]imitatrice de’ colori per li quali el pittore s’affatica a trovare che lle ombre sieno compagne de’ lumi” Leonardo da Vinci, Libro di pittura I, 31

Il disegno del mondo, Leonardo da Vinci

Nasce da uno sforzo curatoriale durato ben sei anni, dall’impegno di un comitato scientifico di enorme prestigio convocato a partire dal 2009 e che vanta professionisti del Metropolitan Museum di New York, dei Musei Vaticani, dell’Accademia Nazionale dei Lincei di Roma solo per citarne alcuni. Fa sfoggio di prestiti di assoluto rilievo, dal Musée du Louvre alla collezione di Sua Maestà la Regina Elisabetta II; e cosa da non sottovalutare, è il fiore all’occhiello del programma di ExpoInCittà. Stiamo parlando di “Leonardo da Vinci 1452-1519”, la nuova mostra ospitata e prodotta da Palazzo Reale in collaborazione con Skira, interamente dedicata all’arte del genio rinascimentale, studiata in una visione d’insieme che abbraccia la sua complessa figura di pittore, scultore e disegnatore, oltre che scienziato, tecnologo e filosofo.

Si tratta della più importante monografica mai organizzata in Italia su Leonardo da Vinci, non solo per la selezione di 200 opere provenienti da un centinaio di musei e istituzioni di tutto il mondo, e perché curata da Pietro C. Marani e Maria Teresa Fiorio, storici dell’arte ed eccellenze italiane in materia leonardesca, ma soprattutto perché è il frutto di un ambizioso progetto perseguito con notevole sforzo in diversi anni e che propone un pregevole livello curatoriale in un percorso ben lontano da mitografie e banalizzazioni di sorta. “Un progetto che nasce da un lavoro tanto appassionato – ha spiegato Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura – quanto lungo e paziente di relazione con le principali istituzioni culturali di tutto il mondo, che hanno voluto contribuire a questo grande evento con alcuni ‘gioielli’ delle loro collezioni.”

[inpost_fancy thumb_width=”220″ thumb_height=”170″ post_id=”21218″ thumb_margin_left=”20″ thumb_margin_bottom=”15″ thumb_border_radius=”2″ thumb_shadow=”0 1px 4px rgba(0, 0, 0, 0.2)” id=”” random=”0″ group=”0″ border=”” show_in_popup=”0″ album_cover=”” album_cover_width=”200″ album_cover_height=”200″ popup_width=”800″ popup_max_height=”600″ popup_title=”Gallery” type=”fancy” sc_id=”sc1430210722898″]

Formatosi presso la bottega di Andrea Verrocchio, convinto dal padre Piero che aveva mostrato all’amico alcuni considerevoli disegni del giovane figlio, Leonardo, che è prima di tutto un filosofo, trasforma le intuizioni pratiche del suo maestro guardando a presupposti scientifici e dando risposte di ordine razionale alla rappresentazione creativa. Per l’artista la pittura è infatti una scienza e in quanto tale deve creare un legame indissolubile tra teoria e pratica. Curioso e attento a tutto ciò che riguarda il sapere, durante la sua carriera svilupperà una tecnica che unisce conoscenza e applicazione. Tutto parte dalla “figura”, dalle linee del corpo, un corpo che si finge, laddove “fingere” assume il significato di “rappresentare”. Viene aggiunto poi l’uso di un colore che trova il perfetto accordo con ombre e luci, grazie ad un approccio rivoluzionario rispetto alle botteghe coeve proprio per i preziosissimi studi analitici sulla composizione dei riflessi e del rapporto tra cromie. Non c’è da stupirsi dunque, se il quadro di interessi del maestro si estenda, partendo dall’eredità del Verrocchio, alla matematica, all’astronomia, all’anatomia, alla biologia, alla botanica in modo altrettanto ambizioso e curioso come per l’arte.

Analizzando le tematiche centrali della poetica di Leonardo, in un arco di tempo che abbraccia non solo la sua formazione fiorentina, ma anche i soggiorni milanesi e la permanenza in Francia, il percorso espositivo incastra perfettamente opere del maestro insieme a capolavori di altri artisti, quali il Ghirlandaio o Lorenzo di Credi, tra paralleli e confronti. Dodici le sezioni, a partire da “Il disegno come fondamento”, passando per “Natura e scienza della pittura”, “Anatomia, fisiognomica e moti dell’animo”, “Il sogno”, “Realtà e utopia”, fino a “L’unità del sapere” e “I leonardeschi”, in cui sarà possibile ammirare capolavori come il San Girolamo della Pinacoteca Vaticana, la Madonna Dreyfus della National Gallery of Art di Washington e la bellissima Belle Forrenière dal Louvre. Grande assente invece l’”Annunciazione” del 1472-75, prestito rifiutato da parte degli Uffizi di Firenze, che sebbene sia un boccone troppo amaro da mandar giù, non scalfisce quest’ambiziosa celebrazione dell’intelligenza più complessa e articolata che la storia della pittura abbia mai conosciuto.

 

Info:
LEONARDO 1452-1519
a cura di Pietro C. Marani e Maria Teresa Fiorio
Palazzo Reale, Milano
15 aprile 2015 – 19 luglio 2015

The following two tabs change content below.

Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
blog comments powered by Disqus