Il dibattito sul finanziamento ai partiti, la tv e il telecomando

12/10/2013 di Giacomo Bandini

Il Parlamento ha approvato oltre 22 mila leggi dal 1946 ad oggi.

Ultimatum – Il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, aveva lanciato il suo anatema sull’inconcludente Parlamento italiano. O si prova seriamente a riformare il sistema del finanziamento ai partiti all’interno dell’Aula con un accordo di maggioranza o ci pensiamo noi del Governo con l’ennesimo decreto legge. Dunque: o voi, o noi, ma se toccherà a noi non lamentatevi. Due giorni fa ci hanno provato alla Camera, con nefaste conseguenze, sia per il tempo che c’è voluto, sia per l’ennesimo danno d’immagine.

Maggioranza divisa – Oggetto principale del contenzioso non è questa volta il tanto vituperato finanziamento pubblico, bensì il tetto massimo del finanziamento privato, come avevamo già sottolineato qui. Da una parte il Pdl, guidato dall’inesauribile Gelmini, ha cercato di innalzare la soglia fino ai 400.000 euro. Dall’altra il Pd fermo sui 300.000 e apparentemente inamovibile nella propria decisione. La terza voce, fuori dal coro, è quella di Laura Boldrini. Il Presidente della Camera infatti ha esposto la propria riflessione prendendo le mosse da un concetto di vecchio retaggio: il finanziamento privato non è democratico, favorisce i partiti di grandi dimensioni e rischia di nuocere alla già cagionevole salute della politica italiana. In poche parole un concetto completamente opposto alla tendenza del momento. L’intesa in ogni caso è in bilico. La Grande Coalizione è spaccata da tempo. Pd e Pdl si guardano in cagnesco.

Insopportabile spettacolo part.1 – Ad alimentare la tensione si inserisce il cittadino Fraccaro, accanito grillino: finanziamento pubblico o meno “noi continueremo a chiamarvi ladri”. Sentite tali dichiarazioni l’assemblea esplode. Un parlamentare di Scelta Civica si toglie una scarpa e cerca di colpire il collega pentastellato. I democratici iniziano cori da stadio. Alcuni deputati 5 stelle riportano minacce da parte degli avversari: “Fuori vi ammaziamo”. Seduta sospesa, altro tempo perso su una questione chiave. Si vota comunque la prossima settimana sul tetto a 300.000.

Radio Belva, Cruciani e SgarbiInsopportabile spettacolo part.2 –  La sera prima su Rete 4 è invece andata in onda la prima di “Radio Belva” condotta da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, la coppia de “La Zanzara”. Proprio coloro che due settimane fa hanno inguaiato Barilla con la storia dei gay. Ospite: l’onorevole Sgarbi. Cruciani lo provoca. Sgarbi reagisce insultando pesantemente mezzo studio, sbraitando come un ossesso e imbarazzando l’intero pubblico che secondo i dati ufficiali ha abbandonato in massa il canale dopo 5 minuti. Risultato: programma cancellato.

Politica, Tv e democrazia – Due palcoscenici differenti, due realtà che si assomigliano. Lo specchio di un Paese che non è più in grado di comunicare valori e tranquillità alla sua gente, le uniche cose di cui avrebbe bisogno per poter rialzare la testa. Il finanziamento ai partiti è un tema delicato che merita un’adeguata discussione. È fondamentale per l’andamento della democrazia e ne è simbolo di massima importanza. La televisione allo stesso modo libera e maestra. Democratica come la politica. Deve riconciliarci con la realtà che ci circonda e spingerci a migliorarla. Un programma pungente è sempre apprezzato quando fa riflettere, mai quando è volgare.

È la democrazia dunque a insegnarci che non serve sempre cercare il consenso di tutti per provocare un mutamento, ma trovare un accordo è fondamentale. Usare la violenza a tutto campo serve ancora meno, soprattutto quando è verbale. ll paragone allora torna di attualità. Tv e politica in Italia rappresentano la decadenza  di una società fallimentare. Con un’unica differenza. Per cambiare canale basta un secondo, con un telecomando. Per cambiare rotta politica servirebbe una generazione intera, e il telecomando, purtroppo, non serve a nulla.

The following two tabs change content below.

Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
blog comments powered by Disqus