Il curioso caso di Aldrich Ames

28/04/2013 di Lorenzo Vermigli

La ricorrenza – Oggi trattiamo il caso di Aldrich Ames perché, esattamente 19 anni fa, l’ex agente della CIA Aldrich Hazen Ames confessava di aver “compromesso virtualmente tutti gli agenti Sovietici della CIA e altri Americani e servizi esteri di cui era a conoscenza”. Ha anche confessato di aver passato all’Unione Sovietica “una grande quantità di informazioni sulle politiche estere, di difesa e di sicurezza degli Stati Uniti”. Tutto ciò succedeva il 28 aprile 1994.

Aldrich Hazen Ames
Aldrich Hazen Ames

Gli esordi alla CIA – Dopo aver studiato alla University of Chicago (si fermò al secondo anno) e alla George Washington University (completò i quattro anni), nel 1962 entrò nella CIA e sette anni più tardi sposò Nancy Segebarth (una sua collega). Dopo il matrimonio, Ames fu assegnato ad Ankara con il compito di cercare e reclutare spie Sovietiche che avrebbero lavorato per la CIA. Nel 1972 Ames tornò al quartier generale di Langley, Virginia. Poi ancora New York e Città del Messico. In tutte queste esperienze, i fascicoli sul nostro dicono che il suo apporto ai servizi della Central Intelligence Agency era insufficiente e che la sua drinking addiction (era un accanito bevitore) cominciava ad essere un serio problema. In Messico, Ames ebbe ben tre affari extraconiugali (e ovviamente tutti ne vennero a conoscenza, nonostante lui non disse niente, ma d’altronde non lavorava mica per la panetteria sotto casa…). Punto di svolta della sua carriera: nel 1982 Ames ebbe un love affair con un’attaché dell’ambasciata colombiana in Messico (la signora Dupuy). Lui e la moglie Nancy si lasciarono e nell’ottobre 1983 il divorzio fu reso ufficiale. Ames dovette passare a Nancy circa $46,000 in 3 anni. Il nostro temeva la bancarotta e così comincio ad accarezzare l’idea di fare la spia per il KGB…

Quella CIA fu tutto tranne che Intelligent – Il suo compito di reclutare spie sovietiche era ideale per avere una copertura nel frequentare i sovietici stessi e anche l’ambasciata dell’URSS. Insomma, Ames aveva le spalle coperte. Quindi ebbe anche gioco facile nel tradire la CIA e favorire il KGB in cambio di un sacco di soldi. Ogni volta che Ames e il suo contatto all’ambasciata sovietica, Sergey Dmitriyevich Chuvakhin, si incontravano apertamente per un pranzo, il nostro se ne tornava a casa puntualmente con un portafogli più pesante (dai $20,000 ai $50,000). Dal 1985, la CIA cominciò a capire che qualcosa non tornava, dato che gli agenti nelle maglie sovietiche (che spiavano per gli USA) cominciarono a sparire uno ad uno. All’inizio Langley si preoccupò di eventuali cimici sovietiche o codici decriptati. E dato che quella CIA era molto intelligent, incolpò Edward Lee Howard, un agente che nulla aveva a che vedere con quella storia e la cui innocenza fu dimostrata quando 3 agenti della CIA morirono, e di quei 3 agenti Howard non ne conosceva nemmeno l’esistenza.

KGB-CIA 1-0 – Di male in peggio: Ames sentiva il fiato sul collo e aveva paura che Langley avrebbe collegato tutti gli agenti morti al suo ruolo (ovvero quello di reclutare spie, quindi a stretto contatto con i doppiogiochisti). Ecco che entrano in scena i più furbi colleghi del KGB: nel 1986 un ufficiale sovietico (finta spia) disse alla CIA che la talpa era stata addestrata al Warrengton Training Center (Ames non fu addestrato lì). Fatte le indagini, dopo un anno in cui la CIA teneva sott’occhio i sospetti di Warrington, il documento finale affermò che “there are so many problem personalities that no one stands out”. Ah beh! Colpo finale della CIA: trasferimento di Ames prima a Roma e poi al Counterintelligence Center Analysis Group, dove aveva accesso a dati estremamente sensibili, comprese informazioni sui double agents americani. Grande Langley!

Quando anche le sorbe maturano –  Ames, ormai arricchitosi a dismisura, faceva una vita da milionario, ma qualcuno notò la sua casa in Virginia da $540,000, la sua Jaguar da $50,000 (e così la CIA si insospettì). Insomma, uno standard di vita molto più alto di un comune agente CIA del suo ruolo. Lo tennero d’occhio, gli fecero anche un test della verità (superato senza problemi). Nonostante ciò, dal marzo 1993, Aldrich Ames cominciò a essere sorvegliato e intercettato. Fu arrestato il 21 febbraio 1994. Meglio tardi che mai!

Oggi – Per evitare la condanna a morte (dato che aveva mandato a morire molti agenti della CIA), Ames confessò tutto ciò che aveva fatto il 28 aprile 1994 e si “guadagnò” così l’ergastolo. La sua moglie colombiana Dupuy si prese 5 anni per evasione fiscale e cospirazione a commettere spionaggio. Oggi Ames sconta la sua pene nel penitenziario di massima sicurezza di Allenwood, Pennsylvania. Sulla sua storia è stato girato anche un film: “Aldrich Ames: Traitor Within” del 1998.

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Lorenzo Vermigli

Nato a Massa Marittima (GR) il 13/02/1989, ma cresciuto nella ridente Follonica (GR). Ha frequentato il Liceo Linguistico Sperimentazione Brocca di Follonica e ha conseguito la maturità con 100/100. Ha studiato Scienze Politiche alla LUISS di Roma e si è laureato con una tesi sul fondamentalismo islamico (110 e lode). E' attualmente iscritto al secondo anno del corso di Laurea Magistrale in International Relations alla LUISS. Ha studiato all'Institut d'études politiques di Parigi e alla University of Pennsylvania di Philadelphia. Ha frequentato un corso di Security Studies presso l'Institute of Global Studies di Roma. Appassionato di calcio, storia e viaggi.
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