Il cinema europeo del dopoguerra (1945-1959)

29/04/2015 di Jacopo Mercuro

Affrontiamo oggi, per il nostro spazio dedicato alla storia del cinema, il periodo post bellico in Europa

Cinema Europeo Dopoguerra

Il cinema europeo, nell’immediato dopoguerra, dovette riorganizzarsi per trovare una nuova identità, ma soprattutto per resistere alle importazioni americane che, dopo un periodo di stallo, erano pronte a tornare prepotentemente sul mercato internazionale. Per contrastare le pellicole provenienti dagli States, si adottarono diverse forme di resistenza. Tutti i paesi europei si tutelarono fissando minimo obbligatorio di ore destinate alla proiezione dei propri film. Inoltre, le pellicole d’oltreoceano iniziarono a subire delle tassazioni severe e, in altri casi, i ricavi, dovevano essere rinvestiti all’interno del paese ospitante.

La politica adottata contro l’industria cinematografica statunitense non era l’unica via perseguibile; la maggior parte dei governi europei iniziò a finanziare le produzioni, coinvolgendo le banche, al fine di prestare denaro destinato alla realizzazione di nuovi progetti. Un’altra strategia attuata furono le coproduzioni internazionali; i produttori selezionavano un cast proveniente da più paesi, prendendo accordi bilaterali, convenienti a più nazioni.

Non mancavano le innovazioni tecnologiche, come la macchina da presa, che permetteva agli addetti ai lavori di vedere ciò che la lente stava inquadrando, e la nascita di festival cinematografici, come la Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, alla quale seguirono manifestazioni come il festival di Cannes e di Berlino. I festival europei furono una grande cassa di risonanza a livello internazionale, motivo per cui, nel 1947, Hollywood creò una sezione agli Academy Awards, riservata ai film stranieri.

Gli anni Cinquanta furono un periodo prolifero per le cinematografie europee. La produzione aumentò a dismisura, superando i livelli raggiunti prima della guerra. La televisione, che dopo la sua uscita creò molti problemi all’industria cinematografica americana, in Europa non era ancora diffusa su larga scala, e le nuove generazioni affollavano le sale.

Al contrario dei film statunitensi, caratterizzati da una forte struttura narrativa, le pellicole europee risentivano della mano dei registi, sempre più fedeli alla realtà. Vennero prodotti film impegnati, che denunciavano l’antagonismo di classe, gli orrori dei totalitarismi e della guerra. Attraverso il commento dell’autore, plasmato dallo stile della pellicola, veniva sottolineato allo spettatore quello che stava accadendo; la macchina da presa creava momenti simboli, che sussurrava silenziosamente al suo pubblico. Iniziò ad emergere un cinema d’arte: il cinema moderno.

Un esempio di quanto detto è la Francia dove, nel 1946, non vi erano regole che limitassero il mercato americano, cosa che permise un totale dominio delle produzioni a stelle e strisce. L’industria cinematografica francese, spinse il proprio governo affinché emanasse una legge per mettere un tetto alle produzioni americane, cosa che effettivamente avvenne nel 1948. Il pubblico francese, specialmente quello giovanile, iniziò ad affollare le sale per vedere finalmente proiettati i grandi film americani come Quarto potere e Il mistero del falco, banditi durante l’occupazione tedesca.

Iniziarono a proliferare cineclub in tutto il paese; nelle università vennero introdotti i primi corsi di cinema e nacquero riviste autorevoli come i Cahiers du Cinema. Finalmente il cinema era considerata un’arte. Si facevano strada anche le nuove idee sull’analisi stilistica e tecnica dei film, idee portate dal grande critico francese André Bazin. La nuova cultura cinematografica francese plasmò la teoria e la pratica filmica. Grazie ad una legge del 1953, che incoraggiava le produzioni di cortometraggi di qualità, molti giovani cineasti trovarono il modo di mettersi in luce, e attraverso questi lavori si potevano scorgere i primi fermenti della Nouvelle Vague.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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