Il cinema e la sua espansione internazionale (1905-1912)

22/04/2014 di Jacopo Mercuro

La seconda puntata del nostro speciale sulla storia del cinema

Fino al 1904 l’andamento dell’industria cinematografica era stato molto oscillante. Le proiezioni dei film avvenivano in luoghi differenti come teatri, sale da concerto o padiglioni delle esposizioni. Le pellicole, oltre al non aver trovato ancora una fissa dimora, circolavano più volte, senza avere un grande ricambio, portando gli spettatori a stancarsi. Solamente dopo il 1905 il cinema si espanse, divenendo più stabile; ciò avvenne grazie alla creazione di sale permanenti, con proiezioni più lunghe fatte di storie narrative.

Le produzioni cinematografiche europee – Nel primo decennio del 900, in Francia, l’industria cinematografica dominava sul mercato internazionale. Per soddisfare le continue richieste degli esercenti, nacquero nuove case di produzione, oltre alla due più importanti: la Pathé e la Gaumont. La forza delle due case di produzione era proprio la loro rivalità, che le portò a costruire le attrezzature necessarie alla realizzazione dei film, dalle macchine da presa alle pellicole su cui stampare. Ben presto iniziarono ad acquisire le sale di proiezione, per poi divenire, oltre che produttori, anche distributori.

L’Italia cominciò l’attività produttiva solamente verso la metà degli anni 10. Nonostante ciò, l’industria, si andò a sviluppare molto rapidamente calcando il modello francese, a tal punto che le prime pellicole non erano altro che imitazioni e remake di quelle prodotte in Francia. In Italia, prima che nelle altre nazioni, il cinema venne subito inteso come una forma d’arte. Sul finire del 1910, l’industria cinematografica italiana, era seconda solo a quella francese per quanto riguarda le esportazioni. I film che andavano per la maggiore erano quelli storici come La caduta di Troia di Giovanni Pastrone, ma c’era spazio anche per le serie comiche, più semplici ed economici da produrre.

NickelodeonL’industria cinematografica americana – Nei nostri giorni, il cinema americano, domina sulla scena internazionale, ma fino al 1912 la situazione era tutt’altra. Tra il 1905 e il 1912, le case di produzione, portavano avanti una lotta per l’egemonia del mercato interno e solo dopo aver ordinato la situazione nel paese riuscirono a concentrarsi sul mercato estero. Nel periodo in cui i produttori si davano battaglia cominciarono a fiorire le sale permanenti: nacquero i nickelodeon (chiamate così perché l’entrata costava un nickel). Ben presto, per andare incontro alle esigenze del pubblico, vennero abbandonati i documentari di attualità per favorire le storie narrative. Se all’inizio le pellicole venivano vendute ora potevano anche essere noleggiate, questo portò ad una grande varietà di spettacoli che partivano dalla tarda mattinata fino alla mezzanotte. Molte di queste sale aprirono le carriere ai futuri proprietari degli studios; gli stessi fratelli Warner, prima di dar vita all’impero cinematografico ancora vivo nei nostri giorni, erano dei semplici proprietari di un nickelodeon.

L’autocensura e la nascita del lungometraggio – Negli Stati Uniti le due società cinematografiche più importanti erano la AM&B e la Edison; dopo i difficili rapporti iniziali, decisero di fondersi ed unire tutti i brevetti per sovrastare le piccole società indipendenti. Nacque la Motion Picture Company, alla quale ogni compagnia doveva pagare una tasse per usufruire dei brevetti. Solamente il movimento degli indipendenti continuò un lungo braccio di ferro che portò, nel 1915, alla condanna della Motion Picture Company da parte dell’antitrust, liberando di fatto il mercato.

Il mercato del cinema stava diventando un mercato molto fiorente, le produzioni crescevano a dismisura, arrivò così la necessità di un’autocensura, questo perché, i contenuti espressi nelle sale cinematografiche non erano visti di buon occhio dai religiosi. Nel 1909 si venne a formare il Board of Censorship, una società che puntava a migliorare i contenuti dei film attraverso un’autocensura, così da non dover far ricorrere il governo stesso a prendere provvedimenti con una censura nazionale. Insieme a questo sistema di controllo, prese vita un nuovo modo di fare i film: il lungometraggio (sulle locandine appariva la parola “feature”, ad indicare pellicole insolite o più lunghe).

Il trasferimento ad Hollywood e lo star system – New York, per i primi anni, fu il centro nevralgico dell’industria cinematografica; nella grande mela si svolgevano tutti gli affari economici e le questioni burocratiche, ma perse la sua importanza quando nel sud della California cominciarono a nascere i primi teatri, che poi diverranno gli studi più influenti. La zona di Hollywood era un luogo perfetto per le riprese cinematografiche; grazie alle diverse varietà di paesaggio e alle tante ore di luce solare divenne la culla del cinema.

Dopo il trasferimento ad Hollywood le società iniziarono a vendere i film con il loro marchi, cosa che permetteva allo spettatore di riconoscere il produttore. Gli studi iniziarono ad offrire contratti più lunghi agli artisti, portando il pubblico ad affezionarsi ad attrici ed attori. Tra il 1910 e il 1911 nacquero un gran numero di riviste per i fan, iniziando quello che oggi è conosciuto come lo star system.

Il lungometraggio e il problema della chiarezza narrativa – In risposta alle richieste degli spettatori il cinema commerciale si orientò sempre di più verso il lungometraggio. Le storie iniziavano ad essere più lunghe e raccontate attraverso più inquadrature. Queste novità resero i film meno chiari a livello narrativo, perciò i registi apportarono degli espedienti che rendessero chiari al pubblico i rapporti di causa/effetto, spazio e tempo. Dal 1917 si codificò un sistema di regole, al quale tutti i produttori ricorrevano, plasmando il cinema hollywoodiano classico. Tutte le tecniche che ancora oggi vengono usate come: la profondità di campo, didascalie, posizione della macchina da presa, colore, scenografie, illuminazione e montaggio; furono innovazioni che portarono il pubblico ad avere una maggiore chiarezza narrativa.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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