Il caso Telecom: possibile una modifica della normativa OPA

08/10/2013 di Gennaro Gentile

Telecom, modifica normativa opa

Telecom agli spagnoli – Negli ultimi anni, l’investimento in Telecom si è rivelato un vero disastro per gli azionisti. A patire maggiormente le pesanti ripercussioni di questo dato di fatto sono state Generali, Intesa San Paolo e MedioBanca. Questa la principale motivazione che ha spinto le tre società a dismettere le proprie partecipazione, propiziando in questo modo l’intervento della spagnola Telefonica. L’operazione, annunciata già da alcune settimane, porterà Telefonica a detenere il 66% di Telco, che a sua volta controlla il 22,4% di Telecom e, di conseguenza, nomina la maggioranza del consiglio di amministrazione. Questo è solo il primo step di un quadro generale rivolto alla completa acquisizione di Telco. I risvolti economici e politici di questa acquisizione sono evidenti, in particolar modo in un settore critico come quello delle telecomunicazioni. Telefonica si prepara dunque a sostenere un esborso di circa 440 milioni di euro, che la porterà a controllare il 70% di Telco, per poi continuare in seguito la scalata alla società.

Telecom, Telefonica e OPALa normativa OPA – Attualmente, la normativa sulle offerte pubbliche d’acquisto trova applicazione agli acquisti di partecipazioni significative in società di capitali per effetto dell’art. 102 e successivi del TUF. Lo scopo di questa normativa è di trovare un punto d’incontro tra la tutela della libera iniziativa degli operatori di mercato e la difesa degli interessi di risparmiatori, lavoratori. E’ possibile distinguere tra offerta pubblica d’acquisto  volontaria e obbligatoria: la prima sorge su iniziativa dell’acquirente, mentre la seconda è sottoposta a specifiche condizioni previste dal nostro ordinamento. In particolare, è previsto che chiunque arrivi a detenere, in modo diretto o indiretto e a seguito di acquisti, una partecipazione maggiore del 30% di una società sia tenuto a promuovere un’offerta pubblica d’acquisto verso tutti i possessori di titoli aventi diritto di voto nell’assemblea dei soci. Si tratta di una norma volta  a tutelare gli azionisti di minoranza di fronte a sensibili variazioni del controllo societario, che potrebbero determinare una forte variazione del valore azionario. Tale offerta, anche definita “successiva totalitaria”, deve essere formulata entro 20 giorni dall’acquisizione della partecipazione soglia, e non può prevedere un prezzo inferiore rispetto al più alto pagato nei 12 mesi precedenti per acquisto di azioni della medesima categoria. Inoltre, chiunque a seguito di un’OPA totalitaria sia arrivato a detenere una partecipazione pari o superiore al 95% delle quote rappresentate da titoli aventi diritto di voto è tenuto ad acquistare i restanti titoli da chi ne faccia richiesta. Alternativamente, è possibile che questo obbligo venga meno se, entro il termine di 90 giorni, viene ripristinato un livello minimo di flottante ritenuto efficiente, pari al 10%. Specularmente, gli acquirenti che a seguito di offerta pubblica d’acquisto totalitaria siano arrivati a detenere una partecipazione superiore al 95% della società, hanno diritto ad acquistare i rimanenti titoli pagando lo stesso prezzo applicato durante l’OPA o, alternativamente, un compenso equo stabilito dalla CONSOB.

La soglia del controllo – La normativa italiana è quindi molto dettagliata e precisa. Il suo scopo è andare a tutelare i contrapposti interessi di acquirenti e venditori in un processo di fusione aziendale. Il punto attualmente più controverso riguarda le soglie ritenute rilevanti per determinare il passaggio del controllo societario. Il caso Telecom rappresenta una spia d’allarme, in quanto dimostra come sia possibile esercitare un concreto controllo societario, senza tuttavia raggiungere la soglia del 30% individuata dal TUF. Giuseppe Vegas, presidente della CONSOB, ha evidenziato come la vigente normativa non obblighi Telefonica a lanciare alcuna offerta d’acquisto totalitaria nei confronti di Telecom, a tutto discapito degli interessi degli azionisti di minoranza che si trovano bloccati nella loro posizione. Questo perché il Testo Unico tiene conto esclusivamente di criteri formali del controllo, e non dell’esercizio sostanziale di quest’ultimo.

Prospettive di riforma – Il riassetto prospettato da Vegas è attuabile entro la fine del 2013, per far sì che gli interessi dei piccoli risparmiatori possano essere maggiormente tutelati di fronte a successive iniziative di Telefonica. Gli organi regolatori, ora più che mai, sono chiamati a scelte difficili, in quanto devono tutelare una miriade di piccoli investitori senza voce e, contemporaneamente, evitare di avere un effetto negativo sui potenziali investitori. Modificare in corsa la normativa OPA potrebbe determinare numerose accuse di protezionismo, ed innescare un dannoso effetto a catena sull’appetibilità dei nostri assets. Benché sia stato più volte ribadito l’assoluto rispetto per l’autonomia di Telecom, le perplessità rimangono, soprattutto a livello normativo. Banca d’Italia e CONSOB sono già al lavoro.

 

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Gennaro Gentile

Classe 1989, originario di Torre del Greco, ottiene a pieni voti la laurea in Management presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Nel 2013 consegue con lode la specializzazione in Finanza d’Impresa presso la LUISS “Guido Carli” di Roma
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