Il caso Santanchè, quando la politica non sa decidere

06/07/2013 di Giacomo Bandini

Parlamento immobile, e una nomina diviene Odissea

Daniela Santanchè, vicepresidenza Camera

Un altro caso di empasse – La mancata elezione di Daniela Santanchè è emblematica di come Grillo in realtà abbia ragione quando sostiene l’immobilità del Parlamento. Se una decisione solitamente presa di comune accordo fra i partiti (in segreto certo, ma la democrazia è anche questo) non riesce a produrre nemmeno una nomina condivisa concernente la struttura della Camera stessa è arrivata l’ora di ammettere vi siano effettivamente gravi problemi funzionali.

Una nomination dall’alto – Il posto vacante alla vicepresidenza della Camera spettante al Pdl è quello di Maurizio Lupi, salito al vertice del Ministero dei trasporti. E il Pdl per sostituirlo ha proposto la Santanchè. O meglio Berlusconi ha imposto la sua candidatura. D’altronde siamo abituati a vederlo premiare i suoi fedelissimi, storici o del momento, senza consultare la base. Il problema intrinseco, però, delle decisioni effettuate sempre di testa propria emerge alla resa dei conti. I franchi tiratori infatti sono in agguato dietro ogni angolo ed ogni elezione ormai deve fare i conti con la loro presenza. In questo caso preannunciata.

Scarso consenso – I malumori e le contrarietà alla figura della “pitonessa” non hanno tardato a palesarsi. Sia da parte dei suoi sodali sia da parte dei partiti di opposizione. In primis il Mov. 5 Stelle che ha addirittura avanzato una proposta parallela per coprire la carica, candidando ovviamente uno dei suoi e sfidando le consuetudini parlamentari di proporzionalità nelle composizione degli organi interni. Il Pd dal canto suo ha annunciato la scheda bianca. Alcuni, ad esempio Civati, addirittura il voto contrario.

Il parlamento inceppato – Svanite così le flebili speranze di una facile decisione si è passati per la potente conferenza dei capigruppo, rivelatasi tutt’altro che in grado di prendere una decisione. Il principale organismo dei partiti all’interno delle Camere infatti non è stato in grado di deliberare in comune accordo sullo slittamento della votazione rimettendo la questione all’Aula. Cosa desueta e una grossa perdita di tempo. Ed è qui che si comprende come ormai i meccanismi delle Aule facciano grande fatica a funzionare.

Tirare le somme – Gli spunti di riflessione offerti sono vari. In primis la situazione di stallo delinea ulteriormente uno scenario di crisi dei partiti tradizionali della Seconda Repubblica. Falcidiati da tradimenti, giochetti e scarsa saggezza politica. Da una parte infatti abbiamo il caso Santanchè, dall’altra il caso Renzi. E i paragoni si sprecano. Osteggiati dai loro stessi compagni, caratteri decisi, utilizzo massiccio dei social network, personalità scomode e ingombranti. In secondo luogo bisogna denotare la scarsa furbizia del Pdl nel candidare, o meglio accettare la candidatura di un personaggio assolutamente estraneo al concetto di mediazione. Semmai si può parlare di una figura piuttosto controversa nei giudizi a riguardo. C’è chi la ama e chi la odia. Gli avversari spesso la odiano, dunque non ne accettano nemmeno una candidatura. Infine va riscontrata una vera e propria novità. I grillini hanno finalmente dimostrato di saper giocare oltre a fare ostruzionismo oltranzista. Bocciando la nomina e proponendone un’altra si sono posti ancor più come players coi quali bisognerà fare i conti. Intanto la Santanché ha dichiarato di non voler mollare. Nessun dubbio a riguardo, se non per l’emblematico quadro che la vicenda raffigura: l’Italia è un paese in stallo, dove si creano solo fragili equilibri e la politica non sembra per ora in grado di dare risposte convincenti.

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Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
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