Il caso delle primarie liguri Pd, tra conservazione e prove di larghe intese permanenti

09/01/2015 di Edoardo O. Canavese

Domenica in Liguria si sceglierà il candidato del centrosinistra alla guida della regione; l'usato sicuro Cofferati contro la renziana Paita. Che tuttavia godrà del sostegno di Ncd, nella prospettiva di riproposizioni dell'alleanza Renzi-Alfano.

Liguria, Primarie Pd

Successione difficile – La Regione Liguria, una delle roccaforti del centrosinistra, sta per archiviare l’amministrazione Burlando e prepararsi alla successione. Sofferta. Anzitutto perché Liguria ė stata negli ultimi anni sinonimo di dissesto idrogeologico, alluvioni e cementificazione selvaggia, ed ereditarne le conseguenze non è compito semplice. In seconda battuta perché le primarie del Pd, come talvolta accaduto, stanno piombando il partito, ma soprattutto gli elettori, in una crisi di nervi che rischia di azzoppare ancor prima delle elezioni il candidato di centrosinistra. Il problema? Sostegni estranei al centrosinistra a favore di Raffaella Paita, come quello del revisionista storico Arrigo Petacco, noto per aver negato sul blog di Beppe Grillo le responsabilità di Mussolini nell’omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti.

I candidati “nazionali” – L’ex assessore regionale alle infrastrutture Paita ė candidata dell’ala renziana. All’altro angolo del ring siede Sergio Cofferati, già segretario Cgil, già sindaco di Bologna, già europarlamentare, usato sicuro; soprattutto esponente forte della sinistra critica del Pd, critico rispetto alla ricetta di rilancio economico del premier Renzi. Che peraltro aveva in qualche modo tentato di evitare che si arrivasse ad uno scontro politico interno che potesse favorire un proprio avversario e che rischiasse di evidenziare una riscossa nazionale degli anti-renziano, candidando il ministro della giustizia Orlando. Facile immaginare l’odierno disagio dopo il sostegno di Ncd per la propria candidata.

Il dilemma delle primarie – La questione ė di origine antica. Chi ammettere alle primarie? Solo i propri elettori o anche i simpatizzanti di altri partiti? In verità l’ascesa di Renzi, politico che pesca ovunque, ha infiammato il dibattito sull’argomento. In occasione delle primarie 2012 per definire il candidato premier, si risolse la faccenda obbligando l’elettore a sottoscrivere una sorta di manifesto politico che lo avrebbe in qualche modo riconosciuto come simpatizzante del centrosinistra. E ugualmente accadrà stavolta per le primarie regionali in Liguria. Ma che fare, nel caso in cui dirigenti di un altro partito si ripromettano di andare al seggio, in barba a manifesti e sottoscrizioni d’intenti?

Il gioco di Ncd – Ė quello di spingere il carro della Paita, piano che necessita uno sguardo che vada al di là dei confini regionali. Perché se la candidata renziana ha recentemente fatto intendere che il sostegno espresso da Ncd non sia scandaloso, giacché ricalca la fisionomia politica del governo Renzi, possiamo cogliere come al Nazareno si cominci a fare i conti con l’idea di riproporre l’alleanza con Alfano alle future, anticipate (?), politiche. Il sostegno del ministro Pinotti alla Paita la dice lunga sulla possibilità che Renzi voglia usare la Liguria come laboratorio elettorale per quantificare gli effetti di un consolidamento dell’asse Pd-Ncd. Che, nel caso di mancate riforme economica ed elettorale, smarcherebbe Renzi dalla reunion con l’iper critica Sel e Alfano dal declino del berlusconismo, di cui il già debole Ncd non potrebbe giovare. Intanto però il caso del sopracitato Petacco lacera una delle anime del centrosinistra, l’Anpi, il cui vicepresidente genovese Gianni Ponta ha ripromesso di negare il voto ai democratici, nel caso in cui prevalga la candidata del revisionista; si tratterebbe di una nuova puntata dello sfilacciamento tra Pd renziano e elettorato storico.

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Edoardo O. Canavese

Classe '91, milanese. Diplomato al liceo classico Giovanni Berchet, laureato in Storia presso l'Università degli Studi di Milano. Ossessionato dalla politica italiana dalla sfiducia al secondo governo Prodi, ne fa oggetto privilegiato della sua grande passione, la scrittura. E' ottocentista, saudosista, floydiano.
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