II Movimento 5 stelle e le sue articolazioni nel territorio: i Meetup

21/10/2014 di Ruggero Toffoletto

Fin dall'inizio la prima caratteristica del movimento guidato da Beppe Grillo fu l'uso di sistemi di democrazia partecipativa. Ma come funziona la piattaforma che ha permesso la formazione della sua base elettorale?

Come ben noto, è ormai da qualche anno che sulla scena politica italiana è comparso un nuovo attore politico che ha progressivamente aumentato i suoi consensi, contestualmente alla situazione di grave crisi economico – finanziaria che pervade l’Italia oltre al resto dei paesi nel  contesto internazionale: parliamo del Movimento 5 stelle. Ma uno dei punti di vista che più interessa quando si forma una nuova compagine politica è la sua diramazione, il suo radicamento all’interno del territorio. Ebbene in questo caso i 5 stelle, sempre nell’ottica dell’azione anti-sistema e anti-partiti che fin da subito li ha contraddistinti, marcano una sensibile differenza rispetto ai partiti tradizionali.  Per comprendere questa differenza bisogna risalire agli albori della storia grillina.

Il 16 luglio del 2005 Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio decidono di dare una forma compiuta a quella variegata composizione di  soggetti che abitualmente scrivevano nel Blog di Grillo (a sua volta creato nel Gennaio dello stesso anno). Il tutto viene profuso da quelli che a tutti gli effetti sono  i garanti del MS5 nel tentativo  di dare vita all’ideale di democrazia diretta e partecipativa da essi propugnato: cioè, mettere al centro del proprio operato i cittadini, i quali autonomamente possano interessarsi alla “cosa” pubblica, senza l’intermediazione della classe politica avversata dai Grillini. I due leader decidono quindi di utilizzare una piattaforma on-line (appunto Meetup), nella quale i simpatizzanti possono unirsi in gruppi per discutere delle stesse problematiche a livello locale. L’iniziativa ha avuto fin da subito un enorme successo, tanto che nel giro di breve tempo vennero coinvolte più di 60 mila persone.

Fino al 2009 però questi gruppi potevano solo discutere delle più svariate tematiche, senza poter giungere a decisioni specifiche, quindi senza presentarsi alle tornata  elettorale. Dunque lo sviluppo di questi gruppi locali va di pari passo allo sviluppo del Movimento stesso. Non a caso dal 2009 in poi, con la Carta di Firenze, sia i Meetup che di conseguenza le Liste Civiche possono tradurre le molte discussioni sulle tematiche locali in veri e propri programmi da presentare alle elezioni in cui decidono di correre, dando quindi un primo segno di tangibilità, seppur a livello locale. Questa strategia non è casuale: secondo la visione politica dei due leader, la rinascita parte dal basso, appunto dal territorio, e quindi dalle persone.

Un banchetto organizzato da uno dei gruppi di Meetup del Movimento 5 Stelle
Un banchetto organizzato da uno dei gruppi di Meetup del Movimento 5 Stelle

Ma vediamo la composizione di questi gruppi: ovviamente vi possono  accedere solamente chi è in possesso delle credenziali (gli iscritti). Esiste una struttura (che non denota alcun rapporto di gerarchia, secondo i 5 stelle stessi) che così si rivela: vi sono 4 figure che gestiscono la vita dei vari meetup, e sono: Organizer (Amministratore), Co-Organizer (Vice Amministratore), Assistant organizer, Organizer d’eventi. Queste quattro figure, va detto, non sono sempre presenti in ogni gruppo, appunto perché ogni gruppo si gestisce secondo proprie esigenze, ma come già detto regolamentano l’attività del gruppo stesso. L’unica figura che gode di una maggiore autorevolezza è l’Organizer  il quale paga la licenza (alla piattaforma Meetup) per poter aprire il gruppo e gestisce in maniera più compiuta il gruppo stesso rispetto alle altre figure che coadiuvano il suo lavoro. Dal 2005 ad oggi i Mu sono notevolmente aumentati, ed oggi esistono circa 1900 gruppi in tutta Italia, con circa 180.000 iscritti. Inoltre sono presenti gruppi 5 stelle anche oltre confine, come testimonia la pagina del movimento, dove è presente l’elenco degli stessi.

Una delle peculiarità di questi gruppi è da ritrovare nella possibilità di aprire o chiudere un gruppo (se per esempio vengono meno le tematiche o la discussione nel gruppo) con un semplice click, dato appunto che i Mu non hanno sedi fisiche, ma nascono all’interno del mondo telematico, liquido per eccellenza. Inoltre questi gruppi, fatte salve il rispetto delle linee programmatiche previste nel programma 5 stelle, godono di una indiscussa autonomia per ciò che concerne la loro vita e lo svolgimento del loro operato. Si occupano di diverse tematiche (lavoro, disoccupazione, ambiente, scuola, sanità): ad esempio la questione delle morti per tumore nella Terra dei fuochi in provincia di Caserta o il dissesto idrogeologico a Genova o in Sardegna, o  la lotta alla mafia nella provincia catanese, tanto per fare degli esempi.

In conclusione si può dire che, malgrado qualche spiacevole uscita di Beppe Grillo sui media nazionali e l’esistenza di una certa mancanza di democrazia interna ai grillini, il Movimento 5 stelle abbia  permesso ai cittadini di attivarsi in prima persona, in qualche modo riavvicinandoli al mondo della politica. Con questo non si vuole dire che gli altri partiti (PD, Forza Italia su tutti) non siano attivi sul territorio o non valorizzino la partecipazione popolare, ma è indubbia la riuscita (almeno per il momento) dell’esperimento Meetup. La sfida del futuro per i 5 stelle sarà indubbiamente legata alla possibilità degli stessi Grillini di esistere senza le figure dei due leader attuali (Grillo e Casaleggio), nonché tentare di operare una gestione più collegiale del potere in vista magari di un possibile ruolo di governo.

Ai posteri l’ardua sentenza.

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Ruggero Toffoletto

Ruggero Toffoletto nasce a Portogruaro il 3 agosto 1987, ma da sempre risiede nel comune di Caorle (Ve). Nel 2012 consegue la laurea triennale in Scienze Politiche presso l'Università degli studi di Trieste. Nel settembre 2014, sempre presso la stessa università, consegue la laurea magistrale in Scienze del Governo e Politiche Pubbliche con il voto di 110 su 110 e menzione della lode. Da tre anni è collaboratore per la pagina sportiva presso il CaorleMare magazine.
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