I paesi meno noti e più belli della Costiera Amalfitana

26/07/2015 di Mariagiovanna Giuliano

Non solo Amalfi e Positano nella costiera più rinomata d’Italia. Da Vietri a Cetara, fino a raggiungere Ravello e Furore, un breve viaggio lungo la strada tortuosa che affaccia sul mare, alla scoperta dei paesi meno conosciuti.

Non solo Amalfi e Positano nella costiera più rinomata d’Italia. Per i viaggiatori che non si accontentano delle mete famose la costiera amalfitana fa da maestosa cornice a piccoli paesi e luoghi pittoreschi che, all’ombra delle bellezze più conosciute, nascondono sapori, colori e tradizioni di una Campania tutta da scoprire.

Muovendosi verso ovest da Salerno si incontra Vietri, che sorge nell’angolo più riparato del golfo di Salerno. Prima tra tutte, da il benvenuto a chi si addentra in costiera. Il centro della cittadina è caratterizzato dall’inconfondibile cupola maiolicata della chiesa madre di San Giovanni Battista, che si staglia verso il cielo riprendendo i colori brillanti di sole e mare. Sulla spiaggia si stende invece la frazione di Vietri Marina, con al centro la torre di difesa dei saraceni risalente al Cinquecento. Ma a rendere particolarmente degna di nota la piccola cittadina è la produzione di ceramica artistica e tradizionale, esposta al museo allestito nella torretta di Villa Guariglia a Raito – frazione vietrese – che raccoglie reperti ceramici dal Settecento alla prima metà di questo secolo.

Procedendo lungo la strada tortuosa che da Vietri continua fino alla punta di Fuenti, attraversando il vallone dell’Albore fino a Raito e Albori, si giunge a Cetara, anche noto come “il paese della colatura di alici”, il particolare condimento che si produce fin dall’antichità solo a Cetara. Il pittoresco borgo marinaro sorge ai piedi del monte Falerio e si distende in una vallata fiancheggiata da vigneti e agrumeti. I vicoli del paese, le spiagge, i ristoranti, l’antica torre risalente al XVI secolo, sono solo alcune delle tante bellezze che Cetara ha da offrire.

Superando le più note Maiori e Minori e distanziandosi dalla costa si può arrivare fino a Ravello. Sul sito ufficiale del comune si legge: “fermarsi ai monumenti non basta, occorre, invece, cogliere quello che c’è di più sfuggevole ma che ugualmente determina l’identità culturale del luogo”. E così occorre scoprire la cucina, la musica, l’artigianato e le feste di paese per conoscere a pieno quello che il paese ha da offrire. Non è da meno il patrimonio culturale materiale, con l’architettura civile, religiosa o le antiche costruzioni difensive. Da qualunque punto della cittadina è inoltre possibile ammirare l’inconfondibile paesaggio, in cui uomo e natura si incontrano in un incastro perfetto che non può fare a meno di imprimersi nella memoria di chi lo guarda.

Giunti a questo punto, sarebbe difficile descrivere tutti i paesi incontrati lungo la strada, caratterizzati da tradizioni, paesaggi e bellezze proprie. Da Scala a Castiglione, da Atrani fino alla magnifica Amalfi, da Conca dei Marini a Furore. Proprio quest’ultima sarà l’ultima tappa di questo breve viaggio attraverso le meraviglie costiere. Furore è diventato famoso per quello che di solito si conosce come il Fiordo di Furore ma che in realtà è un rìa, un tratto di costa che presenta un’insenatura nella quale penetra il mare. La sua particolarità , che lo rende probabilmente unico al mondo, è il fatto che sia scavalcato da una strada statale mediante un ponte sospeso alto 30 metri dal quale, ogni estate, si svolge una tappa del campionato mondiale di tuffi dalle grandi altezze. Una caratteristica che rende un bagno in quell’insenatura incredibilmente suggestivo.

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Mariagiovanna Giuliano

Salernitana, classe 1994. Diplomata al Liceo Classico, attualmente studia Scienze Politiche a Roma. Le sue passioni sono la lettura, l’arte, lo yoga e la meditazione. Sogna di girare il mondo e di scrivere delle sue avventure. Cura un travel blog per giovani, www.ilpiccoloviaggiatore.com
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