I nomi italiani per l’Europa

26/06/2014 di Eleonora Pintore

Quali sono le nomine portate avanti dal nostro paese per i ruoli di spicco dell’Unione?

Si apre oggi ad Ypres una riunione del Consiglio Europeo (dei capi di stato e di governo) che dovrebbe inaugurare l’iter di nomina di Junker alla presidenza della Commissione Europea. I socialisti accettano di appoggiare il candidato del Ppe, come ha sottolineato il Presidente Hollande, ma rivendicando interesse per gli altri “top jobs”dell’Europa. A fronte dei voti in favore del candidato della destra europea, i socialisti rivendicano infatti un secondo mandato di Martin Schultz, loro candidato di punta alle elezioni, alla presidenza del Parlamento Europeo. Tra le legittime rivendicazioni del PSE, secondo partito del Parlamento Europeo, hanno particolare rilievo le aspirazioni del PD,  che dalle elezioni esce come il maggior partito all’interno dello schieramento. Nonostante Renzi abbia dichiarato di voler conquistare l’Europa con “le idee”e non con la “carta di identità”, le pedine italiane nello scacchiere delle nomine non sono certo di secondo piano, e non potrebbe essere altrimenti dopo la sua schiacciante vittoria, impareggiabile da nessuno dei suoi alleati.

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Federica Mogherini, l’attuale Ministro per gli Affari Esteri

Alto Rappresentante dell’Unione Europea per la Politica Estera – Federica Mogherini, attuale Ministro degli Esteri italiano sembra essere il nome favorito per la guida della Politica Estera e di Sicurezza Europea (PESC): sarebbe una grande svolta dopo l’inglese Lady Ashton. La politica estera resta il settore meno sviluppato dell’Unione Europea, dove i contrasti e gli interessi nazionali dei vari stati non trovano ad oggi ancora unione in politiche comuni di rilievo. Effetto nefasto, che in Italia si ripercuote fortemente nella gestione, solitaria anche se non abbandonata, delle politiche di immigrazione. Una figura Inglese in questo ruolo aveva, nella precedente legislatura, rassicurato l’Inghilterra: la politica estera sarebbe rimasta di fatto una prerogativa degli stati che l’Unione Europea non avrebbe intaccato eccessivamente. Una “Mrs PESC” italiana, potrebbe invece invertire la linea di tendenza. A questo proposito sono significativi i cenni di Hollande, che a nome dei socialisti europei parla di un intervento comune nei confronti delle politiche di immigrazione, tendendo una mano a quella che da sempre risulta essere una rivendicazione forte dell’Italia.

Il Gruppo S&D – Gianni Pittella diventerà quasi sicuramente il prossimo Presidente del Gruppo dei Socialisti e Democratici: deputato di grande esperienza europea, Pittella avrebbe ottenuto il più alto numero di voti tra i vicepresidenti del gruppo. Con lui il Pd si assicurerebbe la rappresentanza dell’intera compagine socialista europea. Simona Bonafè, renziana della prima ora, dovrebbe invece assumere la guida dei parlamentari del Pd all’interno dell’eurogruppo dei Socialisti e Democratici. Per lei una grande rivincita: nonostante il grande appoggio in entrambe le primarie, al momento di riscuotere la sua ricompensa non ottenne alcun suolo nel direttivo del PD né nel governo non c’era nessun ruolo di rilievo nel direttivo del PD né alcuna nomina nella squadra di governo. Si riscatta nelle ultime elezioni europee, riscuotendo un numero di preferenze tale da affermare il suo peso all’interno del suo partito: la legittimazione elettorale la rende più indipendente di tanti altri altri colleghi, tra i quali, per fare un nome, il Ministro Boschi, con la quale pare ci siano stati dei contrasti (testa a testa vinto, al tempo, da quest’ultima).

David Sassoli, ex capo della delegazione del PD al parlamento europeo (ruolo che dovrebbe diventare della Bonafè) ed eurodeputato dal 2009, è invece candidato alla vicepresidenza del parlamento europeo “Quello di vicepresidente –afferma l’ex giornalista Sassoli–non deve essere un ruolo chiuso in se stesso e fermo su posizioni prestabilite, ma al contrario necessita di apertura e dinamismo per essere pronti ad affrontare gli impegni politici e amministrativi che abbiamo davanti. La nostra sfida più importante è quella di rendere il Parlamento europeo utile ai cittadini, e farlo essere il luogo della democrazia europea”.

La presidenza del Consiglio Europeo – Parrebbe invece esclusa dalle mire italiane la presidenza del Consiglio Europeo, attuale ruolo di Herman Van Rompuy. Tra le tante ragioni, il fatto che la presidenza della BCE sia di un italiano, escluderebbe l’Italia dalle contrattazioni per questo ruolo. Una motivazione piuttosto debole se si considera che il nostro Premier èdi fatto l’unico grande vincitore delle elezioni, che al momento potrebbe riservarsi il privilegio di non temere alcuna forte concorrenza dopo l’avallo a Junker come Presidente della Commissione. La sconfitta generale, dalla Francia all’est, della linea europea portata avanti fino ad oggi, dovrebbe consentire al nostro paese di aggiudicarci anche quel ruolo: la presidenza del Consiglio Europeo da parte di un italiano si lascerebbe alle spalle le politiche europee che si sono rivelate perdenti, facendo da collante tra le tante scissioni che hanno attraversato il vecchio continente, e che sono tragicamente messe in luce dai risultati di maggio. Oltre alle idee, Renzi potrebbe avere l’occasione di affermarsi in maniera forte in Europa ponendo a capo dell’organo piùimportante dell’Unione Europea un uomo del suo partito. Non a caso, si èsentito parlare di Enrico Letta.

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Eleonora Pintore

Nasce a Sassari nel 1993. Nella sua città si diploma al Liceo Classico “Azuni”, si trasferisce a Roma per gli studi universitari. Grande appassionata di politica, si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla LUISS Guido Carli.
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