I Dimenticati: l’incomparabile piacere della Futilità

14/05/2015 di Nicolò Di Girolamo

Inauguriamo oggi una nuova rubrica che si apre ponendosi un obbiettivo preciso: quello di tentare di ricercare un modo nuovo di approcciarsi alla lettura, più adatto alla nostra epoca e ai nostri tempi

I dimenticati

È stato detto e ridetto che la nostra generazione ‘non legge’.  Case editrici e giornali affrontano una profonda crisi e probabilmente dovranno subire cambiamenti radicali ed epocali sconvolgimenti per cercare di sopravvivere.

Senza entrare nel merito di questa intricata questione, qui si vuole semplicemente cercare di proporre un modo nuovo di affrontare l’argomento. In una maniera anti-didattica in un certo senso. Difatti la lettura, non è in primo luogo un arricchimento, un cercare di ampliare i propri orizzonti o altri cliché di questo genere. O, quantomeno non lo è più.

Tempo fa mi sono imbattuto in questa citazione attribuita al celeberrimo romanziere russo Lev Tolstoj: ‘Gli uomini di genio sono incapaci di studiare in gioventù perché sentono inconsciamente che bisogna imparare tutto in modo diverso da come lo impara la massa.’

Ora, senza poterci permette tutta l’arroganza di Tolstoj, dal basso della nostra condizione di non-geni assoluti della letteratura, dobbiamo riconoscere forse che il modo in cui la lettura ci viene insegnata a scuola può spesso e volentieri nasconderci e tenerci lontani dal vero piacere di leggere, che comincia prima di tutto con lo scoprire un titolo nuovo, per poi farci raggiungere nuovi luoghi della mente visitati da altri prima di noi.

Bisogna anche riconoscere che oramai la lettura non serve più per sostenere conversazioni in un salotto borghese o darsi un’aria più sostenuta. Tutti questi aspetti della lettura, già di per sé secondari, sono stati presi in carico dal ‘Web’. Ovvero la fonte più rapida di informazione che la nostra società abbia mai conosciuto.

Parlare dell’ultimo inedito di Salinger riesumato dalla sua cantina polverosa e dato in pasto alle stampe dai bramosi pronipoti difficilmente aiuterà una normale conversazione quanto potrebbe farlo una dissertazione sui pro e contro di Twitter nella società contemporanea. Com’è noto i tempi cambiano e sempre più in fretta ( ah… le magnifiche sorti e progressive). Ma quello a cui raramente si pensa è che di questo cambiamento ogni lettore appassionato dovrebbe essere sinceramente riconoscente.

Difatti la diffusione pandemica di internet, spogliando la lettura di tutti questi pesanti orpelli, ha messo in luce l’aspetto cruciale e più prezioso della lettura: la passione nel leggere, il ricercare sempre nuovi titoli e trovare in essi nuovi stimoli. L’esercizio della lettura infatti, come quello della scrittura, ha una funzione e un senso se e solo se sostenuto da una sincera passione e un genuino piacere nel compierlo.

Ora che la lettura non è più necessaria e imprescindibile per informarsi o per acculturarsi, finalmente il lettore può, senza sentirsi in colpa, leggere solo ciò per cui prova attrazione. Senza dover forzatamente cercare uno scopo in quello che legge. L’arricchimento verrà da sé, ma diventa quasi un effetto collaterale. Finalmente la lettura è un futile piacere, un licenzioso e lento passatempo nella vita frenetica dei nostri giorni.

Con questo spirito nasce questa rubrica e si propone di dar luce quindi a quelle opere e a quegli autori che giacciono stanchi e impolverati negli scaffali nascosti delle librerie, quelli che magari hanno ricevuto grandi onori solo per essere dimenticati in fretta, oppure quelli che ancora aspettano di essere scoperti. E si farà tutto questo non per costrizione, non per seguire una moda, ma per il puro piacere di andare a scovare le storie più strane, ascoltare le voci meno conosciute e dare un’eco a chi pensa di essere stato dimenticato, caduto nell’oblio più crudele e impietoso. E credetemi, tra i dimenticati e gli ignorati si trovano talvolta tesori inimmaginabili.

Non isperate mai veder lo cielo:i’ vegno per menarvi a l’altra rivane le tenebre etterne, in caldo e ‘n gelo

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Nicolò Di Girolamo

Nasce a Trieste nel 1993 e consegue la maturità classica alla Scuola Navale Militare Francesco Morosini di Venezia. In seguito si iscrive al corso di lettere moderne all'università di Firenze. Lettore accanito fin dalla tenera età, divide le proprie passioni tra vela, cinema e, naturalmente, libri di vario genere.
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