C’èrano una volta i cinema di Roma

20/08/2013 di Jacopo Mercuro

Cinema Apollo

I tempi corrono molto velocemente, a tal punto da non rendersi conto dell’enorme trasformazione subita dalle città che viviamo tutti i giorni. Roma, in riferimento allo scorrere del tempo, ne avrebbe di cose da dire. Ma come un’anziana signora, resta lì, immobile, quasi impassibile ai repentini cambiamenti, troppo stanca per far sentire la sua voce. Una città incapace di riconciliarsi con il tempo e trovare una giusta dimensione tra passato e futuro.

Cinema e Roma
Una scena del sorpasso, film simbolo degli anni ’60

Una Roma nostalgica, capace di amare le sue creature urbane e di piangerne, sempre più spesso, la scomparsa. È il caso dei vecchi cinema ormai dismessi e abbandonati al degrado. Luoghi che rappresentavano romanticamente il culmine del processo dell’industria cinematografica: Fellini, Pasolini, De Sica, Sordi. Il gran teatro in cui andava in scena l’opera compiuta. Queste sale erano il vestito che la pellicola indossava per mettere in luce la propria bellezza e che presa per mano si mostrava al grande pubblico, curioso ed impaziente. Ho sentito spesso mio padre borbottare davanti l’entrata dei cinema moderni, non capendo mai fino in fondo il grande rammarico che aveva nel cuore per aver visto inghiottire i suoi ricordi dall’economia spietata che passa sopra a tutto come un gigantesco caterpillar.

Nel torrido caldo d’agosto ho deciso di far visita a questi i luoghi, che un tempo, ospitavano quotidianità e tradizione. Posti ormai in disuso, mal ridotti e pieni di nostalgia di un tempo in cui, dietro alla proiezione del film, si celavano storie degne di Nuovo cinema paradiso. Come tutta l’industria italiana, che sembra colare a picco, una cinquantina di sale hanno spento per sempre il loro proiettore oramai arrugginito ed impolverato. Per lo più si tratta di piccoli cinema senza pretese, ma carichi di storia e di ricordi. Basti pensare al Metropolitan, situato a Piazza del Popolo, chiuso due anni fa dopo 99 anni di onorata carriera con un malinconico necrologio del prestigioso Le Monde.

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I nuovi multisala a stelle e strisce non sono altro che lo specchio dei tempi, tutto sembra dover essere uniformato per la massa, per la grande distribuzione. Si torna sempre a quell’economia un po’ yuppies alla quale poco importa se non l’asettico risultato finale. Un’economia che ha trasformato il modo ammirare la settimana arte, ormai rinchiusa tra i 40 pollici delle televisioni e i braccioli del comodo divano. Nel 2013 eccoli li, più che cinema, veri e propri supermercati, in cui l’illusione della scelta regna sovrana, proprio come i labirintici scaffali del supermercato.

Fortunatamente c’è chi ancora ricorda con piacere quei luoghi e vorrebbe rivedere la loro insegna luminosa accesa ancora una volta. Per questo, la facoltà di Architettura della Sapienza di Roma ha affidato agli studenti il compito di organizzare un censimento sui cinema abbandonati della capitale. Gli studenti sono riusciti a scavare nella storia sale cadute nel dimenticatoio. Dei cinquanta cinema abbandonati ne sono stati scelti tredici: Sala Troisi, Cinema Paris, Metropolitan, Volturno, Cinema Airone, Puccini, Augustus, Africa, Apollo, Avorio, Missouri, Impero, Quirinale. Come spiega il professor Silvano Curcio: “si tratta di veri e propri monumenti di architettura moderna, l’intento è quello di portare alla conoscenza di tutti la triste situazione in cui riversano questi edifici, che hanno segnato la storia dei quartieri in cui si trovano, ma soprattutto si mira a sensibilizzare gli enti preposti alla loro salvaguardia sperando che facciano qualcosa al più presto per impedire la loro estinzione e conversione in sale scommesse o bingo, distruggendo tutta la loro importanza storica, architettonica e socio-culturale.”

Sono molti i cittadini che indignati hanno deciso di occupare questi luoghi per riappropriarsi degli spazi culturali e sociali, salvandoli dall’abbattimento e dalla speculazione. Spettri che si aggirano per la città, in attesa di essere riqualificati, magari in qualche triste bingo, o per far spazio al nuovo centro commerciale, lasciando un vuoto nell’anima storica dei quartieri. Roma, la città eterna, per far battere ancora il suo cuore ha bisogno di tutte le creature che ancora oggi la tengono appesa al filo dei ricordi.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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