I 33 saggi? Ritiro nel resort di lusso

13/09/2013 di Andrea Viscardi

Questo fine settimana i 33 inizieranno a tirare le somme del lavoro, ma sulla location scelta è subito polemica

33 Saggi, ritiro di lusso

33 saggi in costume –  “Noi abbiamo lavorato per tre mesi gratis”, così reagisce, Francesco D’Onofrio, a La Zanzara – nota trasmissione di Radio 24 condotta da Giuseppe Cruciani. Il giornalista aveva chiesto all’ex Senatore dell’UDC a proposito dell’inadeguatezza della location scelta per l’incontro, questo fin settimana, dei 33 saggi impegnati a riscrivere l’Italia. Il ritiro, infatti, si svolgerà presso un noto Hotel turistico di Francavilla al Mare, 4 stelle superior, dotato di Spa. Il costo? Circa 20 mila euro per una cinquantina di persone. Insomma, un conto di circa 400 euro al giorno a testa, pagato da Palazzo Chigi (alias: contribuenti).  A dir la verità la scelta ha riscosso perplessità tra gli stessi saggi. Francesco Clementi ha infatti cercato, con scarsi risultati, di segnalare l’inopportunità di scegliere un’hotel di lusso come sede de vertice.

Francesco D'OnofrioL’intervento di D’Onofrio – Ecco, allora, che Giuseppe Cruciani telefona all’ex ministro D’Onofrio, membro dei trentatre, cercando di carpire il perchè di Francavilla e del resort: tentativo, inutile dirlo, andato a vuoto. D’Onofrio si è nascosto dietro a due concetti chiari. Il primo è che, in questi tre mesi, ogni saggio ha lavorato gratuitamente, il secondo che, se avesse deciso di rinunciare all’incarico, avrebbe guadagnato molto di più. Due argomentazioni capaci, in altro contesto, di attirare l’ammirazione per il senso civico dei saggi, ma che, inserite nella discussione, lasciano abbastanza allibiti.

Roma? Impossibile – Stupido utilizzare uno dei tanti edifici di proprietà dello Stato sparsi per Roma? Sicuramente, perché i saggi devono incontrarsi per tirare le somme del loro lavoro, “lontani dalle distrazioni politiche e di ogni sorta”. D’Onofrio, va detto, non si esprime sull’opportunità della scelta, che non giudica nè appropriata nè inadeguata ed  invita, per chiarimenti a riguardo, a chiedere al Ministro Quagliariello. A rendere la gaffe ancora più imbarazzante, la dichiarazione di Beniamino Caravita di Toritto riportata da Il Fatto Quotidiano “La formula del ritiro è corretta. E questa mi pare una scelta sobria”.

Briciole, ma… – Certamente non saranno 20 mila euro a far cambiare le sorti di questa nazione, ma è l’ennesima evidenza di un distacco esistente tra chi governa e chi è governato. Sempre più spesso, negli ultimi anni, si finisce a parlare non solo delle scelte dei vari esecutivi, ma anche di gesti simbolici da parte della classe politica. Gesti quanto mai necessari, in un Paese in piena crisi, a trasmettere la vicinanza delle istituzioni italiane ai cittadini, sempre più in difficoltà tra carenza di lavoro ed aumento della pressione fiscale. Puntualmente questi gesti non arrivano ma, anzi, accade l’opposto.

Chissà, se, un giorno, anche la politica comprenderà come, molte volte, guadagnare la fiducia degli italiani sia più semplice di quanto si pensi. Basterebbe ricordarsi, in fondo, delle responsabilità e dell’importanza del proprio ruolo. Cittadini come e più degli altri, sempre.

The following two tabs change content below.
Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
blog comments powered by Disqus