Hub tecnologici ed investimenti: cresce l’universo startup

23/01/2017 di Lucio Todisco

Due report, di First Round e di Atomico Ventures, descrivono un anno estremamente positivo per il settore delle start-up, europee e d'oltreoceano.

Startup

Uno scenario promettente per quanto riguarda il mondo delle Startup, con maggiori opportunità di investimento, con più fondi dedicati alle nuove imprese innovative una maggiore presenza di hub tecnologici. Sono i risultati di due diversi report pubblicati sul finire del 2016 da due differenti Venture Capital, l’americana First Round, che ha pubblicato “State of Startups 2016” e l’inglese Atomico Ventures con il report “The State of European Tech 2016”.

Il 2016 sembra essere stato, secondo la percezione degli startupper europei e d’oltreoceano, estremamente positivo: Per First Round, ad esempio, un terzo delle aziende hi-tech fondate o gestite ha chiuso almeno un round di finanziamento nel corso dell’ultimo anno, ottenendo in diversi casi investimenti più corposi di quanto preventivato.

Le startup intervistate da Atomico, invece, nella maggioranza dei casi (l’88% degli intervistati) ha un “sentiment” positivo per il 2017, ed oltre il 70% conferma una fiducia crescente nei venture capitalist europei come prima fonte di finanziamento, forti del fatto che il numero di round conclusi nell’ultimo anno supera quota 2.400, contro i 2.077 del 2015.

L’espansione degli hub tecnologici – Altro fattore che fa ben sperare per il futuro dell’universo delle startup è la crescita degli hub tecnologici. Il report della Venture Capital P101 mostra come in Europa crescano gli hub tecnologici in tutte le grandi città, con il costante moltiplicarsi di eventi che sollecitano la comunità tech internazionale verso l’Europa. I dati sono di grande interesse, più di 1,3 milioni di persone hanno partecipato ai 54.000 incontri organizzati nel corso del 2016 dedicati al mondo delle startup in Europa. Ad oggi, in Europa, si contano circa 153 hub che svolgono 50 meeting all’anno. Basti pensare che, invece, nel 2011, questi incontri erano soltanto 19.

Dove s’investe di più? – Qual è il settore trainante degli investimenti in Europa, per quanto riguarda le startup? Secondo i dati di P101 è quello del deep tech, cioè quelle aziende fondate su una scoperta scientifica o di innovazione ingegneristica significativa.  Negli ultimi due anni, sono stati circa 2,3 miliardi di dollari gli investimenti nei campi di intelligenza artificiale, internet of things, realtà virtuale e frontier hardware. Altri importanti settori, per volume di attrattività di risorse, sono quelli del comparto della sicurezza di grandi aziende e quello delle soluzioni informatiche e digitali per il mondo sanitario, capaci di interessare i venture capital non solo del continente, per una cifra vicina ai sette miliardi di dollari.

In Europa, invece, l’interesse è alto soprattutto nelle startup attive nel campo dell’online retail e dell’e-travel, verso cui sono stati destinati rispettivamente 661 e 522 milioni di dollari. Di circa 320 milioni è, invece, l’entità dei funding per gli specialisti dell’intelligenza artificiale, mentre il volume complessivo di finanziamenti erogati da venture capital nel Vecchio continente è salito invece oltre quota 18,5 miliardi attraverso 1.600 round. Altro aspetto interessante riguarda le acquisizioni fra Vecchio Continente e Stati Uniti: dal 2011 ad oggi, le scalate di società tech europee ad opera delle varie Apple, Amazon, Alphabet (Google), Microsoft e Facebook sono state oltre una cinquantina.

In Italia? –  Secondo la sedicesima edizione del report della Deloitte “Technology Fast 500 Emea”, fra le 500 società hi-tech che hanno aumentato i ricavi più rapidamente negli ultimi quattro anni ci sono Beintoo, azienda specializzata in servizi di mobile data; la Marketing Arena che si occupa di digital marketing, che occupa il 90esimo posto; Caffeina, la digital creative agency, che occupa il 92esimo posto.

Altre startup italiane che hanno incrementato il fatturato a tre cifre dal 200% al 1000% sono la Afinna One, la FiloBlu, la MotorK Italia, la Sardex, la EiS, la 01s e la Crestoptics.

Un mondo quello delle startup che, con la legge di Bilancio 2017,  potrebbe avere ancora più slancio attraverso delle scelte di flessibilità che sono state introdotte, come l’introduzione dell’esenzione dall’imposta di bollo e dal pagamento dei diritti di segreteria per l’iscrizione dell’atto costitutivo al Registro imprese e, sempre sul fronte dello snellimento burocratico, l’atto costitutivo delle startup potrà essere sottoscritto oltre che con la firma digitale del legale rappresentante, anche con la firma elettronica avanzata autenticata di quest’ultimo.

The following two tabs change content below.

Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
blog comments powered by Disqus