How I met the Oscar

23/02/2015 di Jacopo Mercuro

Nella notte si è svolta la tanto attesa cerimonia di premiazione per l’ottantasettesima edizione degli Oscar. Sotto la frizzante conduzione di Neil Patrick Harris, che si è dimostrato un ottimo padrone di casa, il Dolby Theatre di Los Angeles ha visto trionfare, nella categoria più importante, Birdman del regista messicano Alejandro González Iñárritu.

Oscar 2015

Birdman, confermando le aspettative, è stato il vero mattatore della serata degli Oscar 2015, aggiudicandosi le quattro statuette più importanti. Il film che vede protagonista Michael Keaton, nei panni di un attore sul viale del tramonto, è tornato a casa a pancia piena, vincendo il premio per il miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura originale e per la miglior fotografia di Emmanuel Lubezki, che vince la statuetta per il secondo anno consecutivo (nel 2014 trionfò con Gravity).

Alejandro González Iñárritu ha sfruttato il palco del Dolby Theatre per stringersi ai suoi connazionali: “Dedico il premio ai miei amici che vivono in Messico, prego affinché possiamo costruire il governo che ci meritiamo. E alle persone che vivono in questo paese e fanno parte dell’ultima generazione di immigrati, che possano essere trattati con uguale dignità delle altre generazioni che sono arrivate qui prima di loro e che hanno creato questa fantastica nazione di immigrati”.

Sfuma la grande occasione per Michael Keaton, che a sessantaquattro anni si vede sfuggire tra le mani il premio per la miglior interpretazione da protagonista. L’Academy, per la miglior performance maschile, ha invece deciso di premiare l’inglese Eddie Redmayne che, grazie all’interpretazione di Stephen Hawking nel film La teoria del tutto, torna a casa con il suo primo Oscar. Tra gli uomini grande soddisfazione anche per J.K. Simmons, attore non protagonista in Whiplash, film che ancora sta trovando qualche difficoltà per la distribuzione italiana.

Eddie Redmayne ha così ringraziato, dedicando la statuetta alle persone che lottano contro la SLA: “Grazie grazie, io non sono in grado di dirvi come mi sento ma so che sono veramente fortunato. Questo Oscar appartiene a tutte quelle persone in tutto il mondo che stanno lottando contro la SLA, ad una famiglia straordinaria e ne sarò il custode. Vorrei anche ringraziare la mia famiglia e mia moglie, ti amo così tanto, abbiamo un altro personaggio da mettere nel nostro appartamento!”.

Julianne Moore si risveglierà da una notte indimenticabile con una statuetta sul comodino. L’attrice statunitense, protagonista in Still Alice, ha interpretato una donna sulla soglia dei cinquanta alla quale viene diagnosticata una forma di Alzheimer, mostrando il modo in cui Alice affronterà la malattia. La collega Patricia Arquette vince il premio da attrice non protagonista in Boyhood, film che ha raccolto solo questa statuetta nonostante le sei candidature, uscendo dalla serata degli Oscar da grande sconfitto.

Julianne Moore, molto emozionata, ha voluto ricordare e accendere una luce sulle persone che combattono contro la malattia: “Sono davvero entusiasta di aver potuto accendere una luce sulla malattia. Così tante persone che fanno i conti con essa si sento sole, smarrite. Ma non dovrebbe essere così, le persone con Alzheimer meritano di essere viste, in modo da poter trovare una cura”.

Gran Budapest Hotel, film scritto e diretto da Wes Anderson, è stato il secondo film più premiato. La fiaba di Zero Moustafa, da garzoncello a proprietario del Gran Budapest Hotel, ha raccolto il premio per la migliore scenografia, miglior colonna sonora, miglior trucco e acconciatura e infine l’unico premio del 2015 che parla italiano, quello per i migliori costumi della bravissima Milena Canonero, che mette nella sua collezione il quarto Oscar.

LA LISTA COMPLETA DEI VINCITORI:

Miglior filmBirdman, regia di González Iñárritu

Miglior regia – Alejandro González Iñárritu per Birdman

Miglior attore protagonista – Eddie Redmayne per La teoria del tutto

Miglior attrice protagonista – Julianne Moore per Still Alice

Miglior attore non protagonista – J. K. Simmons per Whiplash

Miglior attrice non protagonista – Patricia Arquette per Boyhood

Migliore sceneggiatura originale – Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris e Armando Bo per Birdman

Migliore sceneggiatura non originale – Graham Moore per The Imitation Game

Miglior film stranieroIda (Polonia), regia di Paweł Pawlikowski

Miglior film d’animazioneBig Hero 6, regia di Don Hall e Chris Williams

Migliore fotografia – Emmanuel Lubezki per Birdman

Migliore scenografia – Adam Stockhausen per Grand Budapest Hotel

Miglior montaggio – Tom Cross per Whiplash

Migliore colonna sonora – Alexande Desplat per Grand Budapest Hotel

Migliore Canzone – “Glory”, di John Stephens e Lonnie Lynn in Selma – La strada per la libertà

Migliori effetti speciali – Paul Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter e Scott Fisher per Interstellar

Miglior sonoro – Craig Mann, Ben Wilkins e Thomas Curley per Whiplash

Miglior montaggio sonoro – Alan Robert Murray e Bub Asman per American Sniper

Migliori costumi – Milena Canonero per Grand Budapest Hotel

Miglior trucco o acconciatura – Frances Hannon e Mark Coulier per Grand Budapest Hotel

Miglior documentarioCitizenfour, regia di Laura Poitras

Miglior cortometraggio documentarioCrisis Hotline: Veterans Press 1, regia di Ellen Goosenberg Kent

Miglior cortometraggioThe Phone Call, regia di Mat Kirkby

Miglior cortometraggio di animazioneWinston (Feast), regia di Patrick Osborne

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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