Hollywood e l’ultima stagione del cinema muto

07/10/2014 di Jacopo Mercuro

Continua il nostro appuntamento con la storia del cinema, immergiamoci, allora, nell'evoluzione degli studios e del business cinematografico durante gli anni 20 e 30

Storia del Cinema

Gli studios più importanti, a partire dagli anni venti, iniziarono a sviluppare una concentrazione di tipo verticale, combinando la produzione di film alla distribuzione, che avveniva direttamente nelle sale di loro appartenenza. Le grandi società hollywoodiane presero il controllo anche dei locali dei quali non erano proprietarie. Grazie al sistema di block booking, obbligavano i piccoli proprietari a prenotare in anticipo tutta la programmazione stagionale, condizione necessaria per poter ottenere anche le pellicole di maggiore richiamo.

Una volta intuita l’importanza delle sale, i cinema iniziarono ad assumere una struttura teatrale sfarzosa e di grande impatto visivo. I nuovissimi locali offrivano agli spettatori un ambiente lussuoso, composto da balconate, mastodontici lampadari e innumerevoli decorazioni, mentre per la musica ci si affidava ad un’orchestra completa. Le tre grandi, nome con il quale si identificavano le prime compagnie che controllavano l’industria cinematografica, erano la Paramount-Publix, la MGM, e la First National. A questi si affiancavano le cinque piccole, società che possedevano un minor numero di sale: Universal, Fox, Producers Distributing Corporation, Film Booking Office e Warner Bros.

LA PRIMA FORMA DI CENSURA Gli anni venti furono caratterizzati dal proibizionismo che colpì fortemente anche l’industria cinematografica. Ben presto iniziò un processo di censura nei confronti delle pellicole che trattavano i ruggenti anni venti con sfarzo e infrangendo spesso le leggi morali. Per restituire un immagine rispettabile ad Hollywood, e per evitare che una censura federale si scagliasse ferocemente contro il sistema, gli studios diedero vita alla MPPDA (Motion Picture Producers ans Distribution Association). La MPPDA era un ente di controllo che stabiliva i limiti dei contenuti espressi nelle pellicole. Presto ci si rese conto che il sistema era poco efficace e facilmente aggirabile, si decise così di stilare un elenco di temi che non potevano assolutamente essere trattati, ma solo nel 1934 si arrivò a costituire un rigido codice di produzione.

John Ford
John Ford

NUOVI METODI DI PRODUZIONE Il cinema continuava ad espandersi e di conseguenza avvennero significativi miglioramenti dello stile classico hollywoodiano, rendendolo molto più fluido. Il montaggio analitico divenne molto più sofisticato, impreziosito da inquadrature più dettagliate. I teatri di posa permettevano di girare interi film con l’uso della luce artificiale. La fotografica cambiò radicalmente, la maggior parte degli autori iniziarono a mettere dei filtri davanti agli obbiettivi, così da poter creare delle immagini flou. Questa fu una tecnica molto innovativa e fu fondamentale per lo sviluppo dello stile narrativo classico, poiché permetteva di condurre lo spettatore verso i primi piani. Le pellicole ortocromatiche vennero sostituite con quelle pancromatiche che risultavano più sensibili al colore, ma più costose e più esposte al deterioramento. In questo campo la Eastman Kodak segnò un punto di svolta, introducendo sul mercato pellicole pancromatiche migliori e meno costose, così da renderle uno standard in tutto il mondo. In questi anni si iniziò ad affermare una nuova generazione di registi che dominerà la scena negli anni a venire, tra questi vi erano i più noti John Ford e King Vidor. Nacquero nuovi filoni di film, che si aggiunsero ai già affermati generi western e slapstick comedy, ma il fenomeno più importante fu la cresciuta dei budget destinati alla produzione.

NUOVI GENERI E I PRIMI CAMPIONI D’INCASSO Gli investimenti provenienti da Wall Street contribuirono a far crescere i budget destinati alle produzioni. Proseguirono le produzioni di pellicole epiche dai set maestosi come I dieci comandamenti e Ben Hur. Il genere western, che fino a quel momento era rilegato a piccoli cortometraggi, divenne uno dei più importanti e seguiti dal pubblico, specialmente grazie ai lavori di John Ford per conto della Fox. La proiezione de Il gabinetto del dottor Caligari di R. Wiene aprì le porte al filone di film horror e in breve tempo divenne popolare con le produzioni Universal. Il gangster movie trovò terreno fertile grazie all’enorme ondata di criminalità che assalì il paese in seguito al proibizionismo; Le notti di Chicago di Josef von Sternberg contribuì a fissare gli elementi chiave del genere.

RIDERE NEGLI ANNI VENTI La comicità degli anni dieci era affidata alle slapsitck comedy, cortometraggi che si basavano su semplici gag fisiche. In seguito, negli anni venti, artisti geniali come Charlie Chaplin, Buster Keaton ed Harlod Lloyd, diedero vita ad un’innovativa forma di comicità che poteva contare su storie più solide, contribuendo a rendere celebre un genere ancora ammirato dagli spettatori di tutto il mondo.

REGISTI STRANIERI AD HOLLYWOOD Poco prima dell’introduzione del sonoro Hollywood divenne una grande fucina di artisti europei. Gli addetti degli studios si recavano spesso in Europa per visionare ed ingaggiare i migliori attori e registi che influenzarono profondamente il cinema statunitense.

 

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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