Hollywood e la difficile strada verso l’uguaglianza

24/09/2014 di Jacopo Mercuro

“Niente fa più paura di un uomo nero di notte agli americani”- Tom Hanks

Hollywood e uguaglianza razziale

Poco meno di cento anni fa, quando il cinema iniziava a muovere i suoi primi passi, faceva il suo esordio sul grande schermo il tanto discusso Nascita di una nazione, film di David Wark Griffith, regista che per primo definì il linguaggio cinematografico. Il capolavoro di Griffith non attirò l’attenzione solo per le sue innovative tecniche cinematografiche, ma lo fece soprattutto per il suo contenuto fortemente razzista. Nascita di una nazione dipingeva il popolo afroamericano come una razza inferiore, a tal punto da giustificare le barbarie del Ku Klux Klan, unici in grado di riportare l’ordine all’interno di un paese appena uscito dalla guerra civile.

Ieri come oggi il cinema è ancora un’industria che per far soldi deve rispondere alle richieste del pubblico. Per questo motivo le produzioni hollywoodiane si sono sempre basate su codici ben definiti in grado di soddisfare gli spettatori. Il pubblico in esame è la società a stelle e strisce, una società fondata sulla democrazia, ma con la segreta speranza di non raggiungerla mai a pieno se non a loro favore. Il patinato mondo di Hollywood è attento ai suoi clienti ed ha per questo sempre proposto sceneggiature che andassero a genio agli statunitensi e che spesso non rappresentano la realtà. Con il tempo l’industria cinematografica americana è divenuta lo specchio della società e la società è divenuta lo specchio di Hollywood, finendo per influenzarsi reciprocamente. Per tutelate il suo pubblico, tra gli anni trenta e gli anni cinquanta, nel mondo cinematografico, entrò in vigore il codice Hays, leggi con il compito di regolare i contenuti delle produzioni americane. Una delle tante linee guida “offerte” dal codice serviva a controllare il tabu dei rapporti tra bianchi e neri e in particolar modo la mescolanza razziale, la cui rappresentazione era totalmente frenata. Il codice Hays continuò per anni a bistrattare le minoranze, fornendo dei modelli culturali che andassero incontro alla società dell’epoca.

Halle BarryDopo poco più di mezzo secolo le cose non sembrano cambiate molto, anche se sarebbe ingiusto dire che Hollywood non abbia intrapreso, se pur a piccoli passi, la via dell’uguaglianza. Il nuovo star system (sempre più attento al sociale) si sta battendo per cambiare l’enorme macchina, prendendo le distanze da un sistema elitario che trova nei suoi personaggi più anziani una sorta di zavorra che ostacola il percorso verso l’uguaglianza razziale.

Quella delle pari opportunità sembra essere una strada lunga e piena di ostacoli. Da uno studio della University of Suthern California emerge che i grandi blockbuster statunitensi non rappresentano in modo adeguato tutte le differenti etnie. Nonostante negli ultimi anni siano usciti film di successo che ripercorrono frammenti di storia afroamericana come 12 anni schiavo, Django Unchained e The butler, il 74% degli attori ad aggiudicarsi le parti sono bianchi. Dati allarmanti che si aggiungono alle testimonianze personali di grandi attori di colore, che cercano di fare sentire la propria voce mentre tutti preferiscono chiudere gli occhi e tapparsi le orecchie. Halle Berry, prima donna di colore ad aver vinto un Oscar come migliore attrice protagonista (arrivato solo nel 2002), si è più volte scagliata contro un mondo dello spettacolo fortemente razzista e schiavo del pregiudizio, a tal punto da abbandonare le grandi major per poter produrre in modo indipendente i progetti che le sono stati più volte bocciati.

Il cinema americano è ancora ostaggio della paura di rappresentare il diverso ed è ancor più spaventato dall’idea di dover rappresentare questa realtà. La spinta liberale e antirazzista che ha portato ad eleggere il primo presidente di colore sembra già essere esaurita per far di nuovo posto al paese che si fa promotore di democrazie ed uguaglianza in tutto il mondo, ma non all’interno di casa propria.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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