Fiducia nella politica? Non è un problema solo italiano

07/04/2013 di Andrea Viscardi

Fiducia e politica, ossimoro italiano – La crisi identitaria e partitica del nostro Paese è qualcosa di evidente, palese, consolidato. Così come la distanza tra il cittadino e i suoi (presunti) rappresentanti. Fra politicanti e macchiette, oramai, il sistema tradizionale dei partiti si è configurato come un’entità a parte rispetto alla società civile. La tendenza non è addirittura più manifesta solo per l’abitudine italiana – ma comune in molti stati del Mondo – di votare il candidato considerato “meno peggio”. Altrimenti, molto probabilmente, i livelli di astensionismo non sarebbero lontani da quelli statunitensi. Ma è veramente un problema solo italiano, oppure la crisi economica ha iniziato a spargere i semi di un voto di sfiducia popolare generalizzato?

Hollande, fiducia politica e crisi
François Hollande

Naufragio Hollande – In Francia, Hollande – il Presidente che doveva cambiare il Paese – è riuscito a raggiungere un record invidiabile. Quello di ottenere, dopo neanche un anno, lo scranno di Presidente della Repubblica meno amato nella storia d’oltralpe. Il suo gradimento è al 30%, molto inferiore, addirittura, rispetto al già invidiabile risultato fatto registrare ai tempi da Nicolas Sarkozy. Colpa della crisi. La sua politica economica non ha infatti impedito al Pil, nell’ultimo trimestre del 2012, di andare in negativo e alla disoccupazione di raggiungere livelli preoccupanti.

Solo colpa della crisi? – Oltre a questo, vi è in realtà anche una sorta d’ingenuità presidenziale. Capace quasi di sfociare nel grottesco. Com’è avvenuto nelle ultime settimane, con lo scandalo Cahuzac, ex ministro delle finanze. Colpevole di avere un conto corrente all’estero mai dichiarato. Frode fiscale e riciclaggio di denaro, contestati a quel ministro che più di tutti ha combattuto l’evasione fiscale. Il problema è che la classe politica – a prescindere dalle dichiarazioni di Hollande – ha cercato, fino all’evidenza, di fare muro.

Attenzione, francesi – Insomma, i cugini – piuttosto che preoccuparsi di tirare di tanto in tanto stoccate al populismo italiano – dovrebbero stare molto attenti. Anche perché il Fronte Nazionale, nel frattempo, guadagna punti giorno dopo giorno. Attenzione, a guardare nel giardino del vicino, spesso, non ci si accorge di quanto stia avvenendo nel proprio.

Europa – Dopo Italia, Grecia, Spagna e Portogallo, il virus della disillusione dei cittadini verso la politica va pian piano espandendosi, accompagnato di pari passo dagli effetti della crisi. Da Sud verso Nord. Difficile pensare che si fermerà in Francia, anzi, ha già iniziato a propagarsi. Dove? In quell’Olanda presa, sino a poco tempo fa, a modello di virtuosismo. Dopo la “vittoria” europeista di Settembre, nel 2013 è arrivata prepotentemente la crisi, senza che la politica riuscisse ad arginarla in alcun modo. Cosa ne penseranno gli olandesi?

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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