Hamilton strepitoso in Ungheria, ora la pausa

30/07/2013 di Luciano Di Blasio

Le pagelle dei protagonisti del mondiale F1

Un Lewis Hamilton superlativo conquista il Gran Premio d’Ungheria sulla tortuosa e difficile pista dell’Hungaroring. Per l’inglese un successo d’autorità: partito dalla pole, porta la sua Mercedes fino alla bandiera a scacchi compiendo strepitosi sorpassi alle varie riuscite dai box.

Lewis Hamilton festeggia la vittoria della gara.
Lewis Hamilton festeggia la vittoria della gara.

Ma è tempo di pagelle – La gara di ieri ha segnato il giro di boa della stagione, prima di una pausa estiva di quattro settimane che sarà fondamentale per tutti i team, al fine di fare i conti con le tante variabili d’incertezza della prima metà, ed avere un quadro più chiaro per concludere al meglio la stagione. Per alcuni team, come la Ferrari, questa pausa sarà di grande lavoro: prioritario capire dove lo sviluppo abbia preso la strada sbagliata, e fondamentale tornare indietro per imboccare la svolta giusta. In ogni caso, sembra un buon momento per provare a stilare una pagella per i protagonisti di questo Mondiale 2013.

Force India: 0 – Tanto potenziale sprecato: errori ai box incredibili e ripetuti, in Ungheria ancora incapaci di fissare tutti e quattro i pneumatici nel primo pitstop di Sutil, poi costretto al ritiro. I guai giudiziari di Vijay Mallya, tycoon indiano proprietario della scuderia, e i presunti tagli al budget della squadra, non fanno presagire nulla di buono per il proseguo della stagione: un peccato, per caratteristiche la vettura potrebbe lottare per il podio in tanti degli ultimi circuiti.

FIA: 1 – Troppa confusione nell’affaire gomme, la Federazione sembra fin troppo impegnata nella politica della F1, ormai dimentica di regole e situazioni di gara: i commissari di ogni GP sono stati ancora quest’anno protagonisti di sanzioni comminate con una disparità di giudizio non indifferente (vedasi il drive through per Grosjean in Ungheria). Speriamo che a Patto della Concordia firmato la FIA riprenda possesso delle sue facoltà di Federazione Internazionale dell’Automobile.

McLaren: 2 – Voto forse troppo basso visti i miglioramenti portati proprio in Ungheria, ma riferito a tutta la prima parte della stagione: cestinare la vettura 2012 è stato un errore clamoroso, ora  possono solo migliorare. Conviene forse però puntare direttamente tutte le energie sulla MP4-29 per il 2014?

Pirelli: 3 – Succube di Ecclestone per ovvie ragioni, sappiamo perché la Pirelli meriti un voto così basso: per il proseguo della stagione le parole d’ordine devono essere continuità, per permettere così alle scuderie di sviluppare e gestire i pneumatici in maniera costante e non casuale, e sicurezza, anche se dopo la défaillance inglese il Nurburgring e l’Ungheria sono filati lisci e l’incolumità di piloti e addetti ai lavori sembra ora più tutelata.

SkysportF1HD, Raisport F1: 4 – In uno sport come la F1 la copertura televisiva è fondamentale, vista l’oggettiva difficoltà di seguire il circus in giro per il mondo. Per i veri appassionati, la notizia che Sky avrebbe coperto in esclusiva i GP nel 2013, lasciando solo 9 briciole di diretta alla Rai, è stata accolta con interesse: soprattutto con la speranza di scuotere una Rai imbarazzante. Il risultato pratico, però, è stato a dir poco osceno: la Rai ha confermato le sue punte di carbone (Stella Bruno, Franco Bortuzzo, Roberto Boccafogli, traduttore simultaneo imbarazzante…), e continua a commettere, per bocca dei suoi commentatori, errori grossolani di cecità davanti ai monitor. Unico miracolo? Il ritorno di Giorgio Piola, vero guru ingegneristico e competente esperto. Dovrebbero contenderselo, e non lo capiscono.

E Sky? La tv di Murdoch è fuoriforma: nella diretta di prove, qualifiche e gara il commentatore più tecnico è il direttore di Autosport che, per quanto competente e interessato, non è un ingegnere/tecnico e, soprattutto, complice la sua erre moscia, è del tutto incomprensibile. Vanzini è miope almeno quanto Mazzoni, Gene non è più quello dell’ultimo giro di Sky in F1, 2007-2009. Discorso a parte, e peggiore, va fatto per le trasmissioni di contorno: Paddock Live è imbarazzante. Sarah Winkhaus sembra sia stata catapultata nei paddock da un pianeta dove intelligenza, proprietà di linguaggio e conoscenza della F1 siano sconosciuti. La coadiuva Jacques Villeneuve, che non ha bisogno di presentazioni: un canadese del Québec non può commentare i suoi ex colleghi e il risultato è, ripeto, imbarazzante. Clamorosa la sua campagna denigratoria nei confronti di Kimi Raikkonen che è, invece, il più talentuoso e tra i più in forma del circus: da pilota vinse un mondiale regalatogli da FIA e Michael Schumacher, non vincerà un Pulitzer da giornalista. Il canale inglese di Sky per la F1 è, diciamocelo, un’altra cosa.

Ferrari, Perez: 5 – La F138 era nata bene, ma alle scuole elementari si è imbattuta in cattive compagnie, e i genitori hanno faticato a scoprire chi fossero. A Maranello sanno che le quattro settimane di pausa per loro saranno di lavoro estremo: se il progetto è più che buono all’inizio, scemare nei risultati durante la stagione proverebbe, purtroppo, grandi limiti all’interno del settore tecnico del team…

Perez, invece, è sfortunato nel ritrovarsi in una scuderia solo ombra di se stessa rispetto allo scorso anno, ma nella sua foga di risultati e voglia di mettersi in mostra sceglie come suo “nemico” l’unico che permetterebbe un paragone sulle prestazioni, il compagno di squadra Jenson Button: ciò che ne deriva è un disastro, incidenti e maretta tra i due. Un peccato: Button da ex campione del mondo e grande esperto sarebbe potuto essere un gran maestro.

Massa: 6 – Affronta la stagione 2013 con tutta la buona volontà, ma è altalenante e commette errori troppo grossolani per essere veri. Ormai le voci di corridoio lo vogliono fuori da Maranello, ma attenti a darlo per spacciato: ogni anno è lo stesso, ma ci sono, evidentemente, delle ragioni – abbastanza oscure – che spingono il presidente Montezemolo a tenerlo in rosso. Stiamo a vedere.

Alonso, Button: 7 – Jenson cerca di lavorare d’esperienza, e dimostra ancora una volta di essere forse il più intelligente del circus: i suoi team radio parlano chiaro. “Solo” 7 perché, non per colpa sua, i risultati quest’anno mancano.

Fernando, invece, dopo una partenza bomba (2 vittore nelle prime 4 gare), si è lasciato buttar giù da una vettura in difficoltà: un fattore che, combinato con la sua storica opacità in qualifica, ne ha un po’ oscurato la stella. Ma se c’è un lottatore in F1, questi è Alonso, e tra 4 settimane le sue dichiarazioni saranno alla stregua di “mancano 9 battaglie alla fine della guerra.”

Mercedes, Red Bull: 8 – RBR partita ni, poi ha trovato il bandolo della matassa ed è tornata ad essere asso quasi-pigliatutto. La Mercedes aveva severi problemi di consumo gomme, poi un po’ i test “illegali”, un po’ i cambiamenti di mescola introdotti da Pirelli, la scuderia tedesca vince un terzo delle gare finora svolte, un ottimo risultato. Unica macchia? Sicuramente le ombre rimaste su quei test.

Vettel, Rosberg: 9 – Nico vince, forse inaspettatamente ma in maniera meritata, due bellissime gare storiche (Monaco e Silverstone): si è perso un po’ nelle ultime due gare, ma è soltanto sfortuna. Per Vettel un’altra stagione al top: quasi mai è costretto a situazioni difficili, ma questo non vuol dire che non stia guidando alla grande. Dopo la pessima figura malese, ha provato a riscattarsi anche nei confronti della squadra, e possiamo dire che ci sia riuscito. Se porterà a casa questo Mondiale  avrà un 10 a fine anno, e sarà meritato.

Kimi Raikkonen.
Kimi Raikkonen.

Raikkonen, Hamilton: 10 – I due talenti più puri della F1 (insieme a Fernando Alonso) stanno mettendo in campo una stagione incredibile: Lewis deve, in gara, fare i conti con le prestazioni della sua F1W04 sulla lunga distanza, ma in qualifica è un drago, è forte come Ayrton e nessuno può metterlo in dubbio. Kimi è velocissimo, costante, intelligente, spietato e un po’ retrò: vive la radio come un problema, così come i box e lo sviluppo. Ma è ghiaccio che non si scioglie al sole dell’estate europea.

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Luciano Di Blasio

Nasce a Lanciano (CH) il 20/03/1987 e cresce a Ortona (CH): un abruzzese dalle velleità internazionali. Maturità scientifica (100/100, premiato dalla fondazione De Medio) a Francavilla al Mare (CH), vince il premio come miglior studente di matematica della provincia di Chieti. Vive un anno a Newcastle (UK) studiando ingegneria elettronica, sei mesi a Rio de Janeiro. Si laurea in Lingue e Letterature Moderne (Tor Vergata, inglese e portoghese) con una tesi in letteratura inglese post-coloniale sullo scrittore nigeriano Ken Saro-Wiwa. Attualmente iscritto al secondo anno Corso di Laurea Magistrale in International Relations (Scienze Politiche, LUISS). Membro fondatore dell'associazione GiovaniRoma 2020. Drogato di letteratura, politica, F1, tennis e calcio.
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