La Guerra dei pasticcini

30/04/2014 di Lorenzo

La Guerra dei Pasticcini

Guerra dei PasticciniDal nome alquanto buffo, con il conflitto dei pasticcini si intende una serie di interventi francesi, a partire dall’età orleanista, nel territorio del Messico, a quel tempo dilaniato da lotte fratricide di fazioni che si contendevano il potere. Nel 1821, Augustin Iturbide, Imperatore del neonato stato messicano, venne deposto dai giacobini. Da quel momento in poi si successero una serie di personalità, legate ad uno o l’altra fazione.

Nel 1828, in preda a lotte di potere per il possesso di Città del Messico, molti locali e case venne letteralmente distrutte e saccheggiate dalle truppe del generale Sant’Anna – il Napoleone del Messico – che riuscì così a rovesciarne il governatore ed insediarne uno a lui molto vicino. Le vittime di tali scontri furono, come sempre, i civili che si ritrovarono molto spesso a doversi confrontare con danni enormi, oltre che con uno stato inadempiente per quanto riguardava i risarcimenti per i danni di guerra. Ciò valse, però, anche per i cittadini di altri stati residenti in Messico che si videro portare via o distruggere parte delle loro proprietà e cominciarono, data l’impotenza del debole stato latino, a rivolgersi ai governi delle loro rispettive patrie.

Famoso rimase un ricorso di un pasticcere francese a Città del Messico, tale Monsieur Remontel, che denunciò, dieci anni dopo i tumulti, alle autorità orleaniste della Francia di Luigi Filippo i danni all’interno della sua pasticceria, in seguito ad un saccheggio ad opera dei soldati di Sant’Anna.

Ammesso il proprio ricorso, nel 1838, il re Luigi Filippo di Francia chiese, tramite il suo ambasciatore in Messico, un risarcimento di seicentomila pesos per il pasticcere danneggiato. Per il Messico si trattava di un oltraggio, data che la paga giornaliera di un lavoratore medio era di un solo pesos al giorno! Un ulteriore motivo di attrito fra i due paesi fu l’insolvibilità messicana che, ricevuto il prestito di un milione di dollari, non era in grado di restituire il dovuto al Regno di Francia. Parigi allora inviò un Ultimatum a Città del Messico per avere garanzie sul saldo del debito contratto negli anni precedenti.

Il presidente conservatore, Anastasio Bustamante, non rispose però alle richieste del governo di Parigi, facendo così scattare l’intervento militare francese in Messico. l’intervento della flotta francese nel Mar dei Caraibi fu veloce ed efficace, tanto che la flotta messicana, ancorata nei porti di San Juan e Veracruz, venne facilmente sbaragliata e lì venne installato un blocco navale, anche dietro l’appoggio statunitense. Il Messico, sul punto di collassare, tentò di installare una base commerciale di contrabbando nel porto di Corpus Christi in Texas, ma tale scelta non fece altro che spingere i volontari texani a radunarsi per impedire al Messico di trovare un punto di sfogo durante il blocco e quindi condannarlo a soccombere in poco tempo.

Con l’acqua alla gola e con il fulminio intervento della diplomazia britannica – preoccupata per una possibile installazione francese in centramerica, ovvero per la possibilità di questi di crearvi uno stato fantoccio – il presidente Bustamante venne spinto a trattare e restituire il dovuto ai francesi e al loro pasticcere, danneggiato durante gli scontri del ’28.

A tale ingerenza “culinaria” francese seguirà poi un altro intervento, portato avanti da Napoleone III nel 1861, contro il governo di Benito Juarez e con la susseguente installazione sul trono del Messico dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo e di sua moglie Carlotta del Belgio. Massimiliano I, venne proclamato imperatore del Messico e regnò fino alla vittoria dei repubblicani di Juarez nel 1867, quando venne barbaramente condannato e fucilato dai rivoltosi a Queretaro.

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Lorenzo

Nato a Roma, appassionato di storia moderna, contemporanea e delle relazioni internazionali Si occupa di storia e di esteri.
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