Da Guercino a Caravaggio. Sir Denis Mahon e l’arte italiana del XVII secolo.

10/11/2014 di Simone Di Dato

“Viaggiare non è più un piacere e ne faccio ormai a meno. L’età mi ha privato di tante cose ma non ha mai spento l’interesse di visitare esposizioni, partecipare a convegni e la gioia di vedere capolavori.”

Da Guercino a Caravaggio, mostra, Roma

E’ considerata “la collezione privata più pubblica che esista”, sempre segnata da quel mecenatismo che caratterizzò il suo insigne proprietario. Ospitata dalla National Gallery di Londra e dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna tra le altre cose, con capolavori donati a svariate istituzioni pubbliche, la collezione di Sir Denis Mahon resta la raccolta di arte italiana del XVII secolo tra le più importanti al mondo. Nella ferma convinzione che l’arte debba essere fruibile dal maggior numero possibile di persone, il collezionista britannico è ricordato oggi come il più grande storico dell’arte della sua epoca, tra i primi a divulgare e difendere la preziosità del Barocco italiano.

Da Guercino a Caravaggio, Roma
Guido Reni, Atalanta e Ippomene.

Nella sua lunga vita dedicata allo studio e alla cura di pezzi inestimabili ma poco apprezzati, si fece promotore della bellissima pittura bolognese alle soglie del Seicento e non solo, portando alla luce artisti che fino ad allora non avevano ricevuto il giusto riconoscimento. “Dal 1930, ’40 circa, – spiegava – il rispetto che prima la gente aveva per i pittori del XVII secolo decadde completamente. Per questo nell’arco di 30 anni mi fu possibile creare la mia grande collezione di 75 quadri, fino al 1960 circa, quando la gente cominciò a realizzare che questi pittori erano piuttosto bravi. I prezzi si sono alzati e io sono uscito dal mercato. Così ho rovinato il mio stesso mercato, ma avevo già riempito la mia casa con questi quadri. Mi era andata piuttosto bene in questi 30 anni. C’è stato un enorme cambiamento di gusto. E sono stato fortunato

Ben quarantacinque dei capolavori di questo rarissimo tesoro sono al centro della mostra romana che celebra la grande passione e l’impegno di Sir Denis Mahon, un omaggio di ampio respiro alla grande stagione del Barocco italiano e alla sensibilità lungimirante del collezionista britannico. Ospitata presso le sale di Palazzo Barberini a Roma, la rassegna culturale punta a opere provenienti dalla collezione Mahon e a quelle lasciate ad importanti istituzioni museali. Ma c’è di più. Con una selezione di pezzi firmata da Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese e curatrice del percorso espositivo, la mostra fa il punto sulle scoperte e gli studi condotti da Mahon sul XVII secolo, alla questione delle attribuzioni, rivalutazioni e recupero di opere inestimabili.

Palazzo barberini, Da Guercino a Caravaggio
Guido Reni, Atalanta e Ippomene.

Da Guercino a Caravaggio – ha dichiarato la curatrice – attraversa tutti i contemporanei di quell’epoca, offrendoci un quadro straordinario. Nei primi 30 anni del ‘600 si produce la più bella pittura e si concentrano studiosi, artisti, ricercatori, grandi personalità.” Dunque non solo la grande pittura di Guercino che apre con una sala interamente a lui dedicata, ma anche quella di Guido Reni, le incantevoli favole moderne di Annibale Carracci, Domenichino e Nicola Poussin. Fino a Caravaggio che ha il compito di chiudere un percorso rigoroso ed estremamente interessante da un punto di vista estetico, ma anche scientifico. “Caravaggio – spiegava Mahon – è uno dei più grandi maestri italiani e non solo. Occuparsi di lui è quasi una necessità per uno storico dell’arte. Prima di lui c’era il cosiddetto manierismo, il rapporto diretto con la natura non c’era. E’ stato rivoluzionario, e tutti gli artisti hanno capito finalmente che c’era un altro modo di dipingere. Dipingere dalla natura, con il modello di fronte e non dipingere automaticamente come facevano i manieristi. Uno dei grandi di ogni tempo, non si può dire altro.”

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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