Quante volte Grillo ha cambiato idea sulla legge elettorale?

30/01/2014 di Federico Nascimben

Tante, si direbbe ripercorrendo i vari post che si sono succeduti negli anni nel blog

Grillo, immigrazione clandestina e M5S

Nello speciale del mensile che pubblicheremo a breve, abbiamo analizzato, assieme alle leggi elettorali che si sono succedute nella storia d’Italia, e assieme a quelle utilizzate in alcuni Paesi europei, le proposte di alcune forze politiche. Proprio dal mensile prendiamo la parte in cui analizziamo le diverse posizioni assunte da Grillo e dal M5S sulla legge elettorale: posizioni che, come potrete notare, sono state anche molto diverse tra loro nel corso del tempo.

Se nel 2007 l’ex comico depositò in Cassazione la legge di iniziativa popolare denominata “Parlamento pulito” in cui sosteneva il proprio “no ai parlamentari scelti dai segretari di partito. I candidati al parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta” (qui il link); nel 2012 sembrava invece difendere la legge Calderoli, in quanto “con il Porcellum, del quale per tutta una legislatura non è fregato nulla a nessuno, il M5S potrebbe ottenere il premio di maggioranza. Per i partiti sarebbe notte” (qui il link).

Più recentemente, il 28 maggio sostenne alla Camera la mozione Giacchetti (qui il link), il cui scopo – secondo i proponenti – “non era scegliere il Mattarellum [ma questo era comunque il modello da adottare in via transitoria, ndr] come futuro sistema elettorale del paese ma dare modo al Parlamento di lavorare alle riforme istituzionali, legge elettorale compresa, senza la minaccia di tornare a votare col Porcellum in caso di rottura con il PdL e scioglimento delle Camere” (qui il link); ad inizio settembre, invece, l’assemblea congiunta di Senatori e Deputati del M5S approvò una bozza di legge elettorale da discutere con gli iscritti la cui base di partenza era fondamentalmente il modello spagnolo (qui il link).

Dopo la sentenza della Consulta, Grillo e i parlamentari del Movimento hanno sostenuto l’immediato ritorno al Mattarellum (senza modifiche) in quanto l’attuale Parlamento sarebbe illegittimo e, quindi, non legittimato a dar vita ad una nuova legge elettorale ex novo (qui il link); nel frattempo, la nuova legge del M5S “sarà sviluppata on line a partire dalla prossima settimana INSIEME agli iscritti certificati al M5S (ad oggi circa 100.000) con il supporto di Aldo Giannulli […]; dovrebbe essere completata per il mese di febbraio e sarà la posizione ufficiale del M5S da discutere in Parlamento” (qui il link).

In un post del 16 gennaio Grillo – dopo essere stato nell’ultimo periodo un sostenitore del ritorno al Mattarellum – scrive: “la Corte Costituzionale, con i suoi emendamenti al Porcellum, ha confezionato una legge elettorale proporzionale pronta all’uso che può essere applicata con decorrenza immediata. Alle elezioni quindi, con questa legge, per dare una rappresentanza parlamentare costituzionale al Paese. Un Parlamento in cui il voto dell’elettore non sia viziato da un mostruoso premio di maggioranza, bocciato dalla Consulta” (qui il link). Il 19 gennaio, a seguito dell’accelerazione di Renzi sula legge elettorale, Grillo critica fortemente l’incontro fra il segretario PD e Berlusconi, perché “le leggi si fanno in Parlamento non in una stanza con due extraparlamentari” (qui il link). Il giorno 22 gennaio si tiene sul blog una votazione online alla nella quale “hanno votato per il proporzionale in 20.450 e per il maggioritario in 12.397. I votanti in tutto sono stati 32.847” (qui il link). Il proporzionale, quindi, rappresenterà la base di partenza della legge elettorale targata Movimento 5 Stelle, e sarà composto da collegi intermedi, per i quali hanno votato “in 15.453, [mentre] per il collegio unico nazionale in 8.098 e per il collegio uninominale in 7.481” (qui il link).

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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