Grecia, nuova fiducia a Tsipras

21/09/2015 di Marvin Seniga

Terza vittoria del 2015 per Alexis Tsipras. Dopo il trionfo nelle elezioni di gennaio e la vittoria del no al referendum

Tsipras

Terza vittoria del 2015 per Alexis Tsipras. Dopo il trionfo nelle elezioni di gennaio e la vittoria del No, da lui appoggiato, nel controverso referendum sul piano di salvataggio proposto dai creditori, domenica è riuscito a convincere, ancora una volta, la maggioranza dei greci a rinnovargli la fiducia. Un risultato inaspettato nelle dimensioni. Dopo sei mesi turbolenti al governo non era facile aspettarsi un’altra netta affermazione, tanto che negli ultimi giorni, alcuni sondaggi davano Syriza in un testa a testa con Nea Demokratia. La conta finale dei voti invece indica un altro trionfo per Tsipras, che perde solo l’1% rispetto a gennaio, quando si era imposto con il 36,5%, mentre Nea Demokratia si ferma al 28,1%.

Per il partito creato nel 2012 questa però è una vittoria diversa dalle altre. Se a gennaio la campagna elettorale era stata condotta con il fine dichiarato di liberare la Grecia dalla morsa dei creditori, rilanciare la crescita e l’occupazione, questa volta invece, dopo esser stato costretto ad accettare un nuovo piano “lacrime e sangue” proposto dalla risorta Troika, Tsipras ha vinto come figura di compromesso. I sei mesi passati al governo hanno cambiato profondamente il partito e il suo leader. La resa di fronte ai creditori e la conseguente approvazione di un nuovo memorandum proposto dalla risorta Troika, ha spaccato in due il partito. L’anima massimalista e idealista guidata dalla presidente della camera Zoe Kostantopoulou si è separata, formando una nuova forza politica di estrema sinistra, contraria ad ogni compromesso.

La nascita di Unità Popolare sembrava potesse portare un duro colpo alle possibilità di Tsipras di vincere con un’ampia maggioranza queste elezioni. Alla fine però il partito degli ex “puri e duri” di Syriza non è riuscito nemmeno a superare la soglia di sbarramento per entrare in parlamento. Mentre il 35% dei greci ha votato per Syriza malgrado il suo programma fosse radicalmente diverso da quello del passato.

Da queste elezioni Tsipras ha raggiunto l’obiettivo che voleva: evitare di dover ricorrere ad un governo di unità nazionale con il Pasok. Un’eventualità che in campagna elettorale era stata sempre rigettata come impraticabile e che, se si fosse verificata, avrebbe significato il definitivo tradimento dello spirito fondatore di Syriza. Con un’affermazione così larga, invece, per formare un governo che disponga della maggioranza assoluta del parlamento sarà sufficiente, così come nella scorsa legislatura, l’appoggio dei greci indipendenti (Anel), che con fatica sono riusciti a superare la soglia del 3% necessaria per entrare nel Vouli.

Alla fine dei conti la composizione del prossimo parlamento sarà piuttosto simile a quello della scorsa legislatura. L’unico cambiamento degno di nota è il crollo di To Potami (4%), partito di centro filo-europeista, che perde il 2% rispetto a gennaio, per il resto invece tutto rimane immutato con il partito di estrema destra Alba Dorata che aumenta leggermente i voti e rimane la terza forza politica del paese, mentre socialisti del Pasok in lento recupero ottengono il 6,3% superando i comunisti del KKE fermi al loro abituale 5,5%.

Gli effetti della metamorfosi Tsipras sono riscontrabili anche nelle dichiarazioni che i grandi leader europei hanno rilasciato commentando le elezioni greche. Se a gennaio la vittoria di Syriza era stata accolta con freddezza, soprattutto in Germania, questa volta invece i toni sono più sereni, anzi in molti tirano un sospiro di sollievo di fronte alla larga vittoria dell’un tempo temuto Tsipras. Il presidente della Repubblica francese François Hollande ha dichiarato che il successo di Tsipras è un chiaro messaggio per la sinistra europea, aggiungendo che con lui la Grecia tornerà a conoscere un lungo periodo di stabilità con una solida maggioranza. Sulla stessa linea anche il presidente del parlamento europeo Martin Schulz, che ribadisce quanto sia fondamentale per la Grecia tornare ad avere un governo solido, in grado di agire velocemente.

Così come il mondo della politica, anche le borse, che a gennaio erano state molto diffidenti, adesso accolgono positivamente la vittoria di Syriza, che con una solida maggioranza può garantire l’esecuzione di quel processo di riforme necessario per rivitalizzare il paese.

Dopo sei mesi passati a combattere ad Atene e a Bruxelles, Tsipras oggi si ritrova con una chiara maggioranza parlamentare, epurata dai suoi elementi più estremi e composta da fedelissimi del leader, e con il sostegno dell’Europa, che ha capito come ormai Alexis Tsipras rappresenti l’unica garanzia di stabilità per il paese ellenico. Una fondamentale figura di intermediazione tra un popolo distrutto dalla crisi e il fronte dei creditori, le cui ricette di austerity – fatte di licenziamenti, tagli di salari e smantellamento del Welfare State – negli ultimi anni hanno danneggiato profondamente il tessuto sociale.

The following two tabs change content below.

Marvin Seniga

Nato a Roma nel 1992, attualmente studia relazioni internazionali presso l'Università di Trento, dopo essersi laureato in Scienze Politiche presso la Luiss - Guido Carli. Oltre che di politica si interessa di sport e cinema.
blog comments powered by Disqus