Governo Renzi alla prova: debiti delle P.A. e Piano scuola

04/08/2014 di Andrea Viscardi

Inauguriamo una serie di articoli atti ad analizzare l'evoluzione delle promesse del Premier nella conferenza di marzo

Matteo Renzi

Il 22 febbraio 2014, l’esecutivo Guidato da Matteo Renzi prestava giuramento ed inaugurava, ufficialmente, il suo mandato. Ma cosa resta delle promesse presentate dal Premier nella famosa conferenza stampa  del 12 marzo? Cerchiamo di capire, brevemente e sinteticamente, se e come sono stati rispettati alcuni degli impegni principali.

I primi punti che vogliamo affrontare non sono quelli delle riforme istituzionali, su cui il dibattito si è concentrato – e impantanato – negli ultimi mesi, quanto quei provvedimenti fondamentali e di cui sempre poco si parla. Partiamo, dunque, in questo primo appuntamento, con la questione dei debiti delle P.A. per passare, quindi, ai 3,5 miliardi promessi per il Piano scuola, necessari, oltretutto, per rilanciare un settore sempre più in crisi: quello dell’edilizia.

Debiti delle Pubbliche Amministrazioni. Troppo sottovalutata e invece imprescindibile per il rilancio dell’economia italiana è la questione dei pagamenti arretrati delle PA. Nella presentazione del Governo Renzi la questione era chiarissima: l’obiettivo era quello di stanziare 68 miliardi entro Luglio, salvo poi procastinare la data di mese in mese, arrivando sino a settembre. L’unica notizia veramente significativa a riguardo, ultimamente, è l’apertura di una procedura d’infrazione dell’Unione Europea, in riferimento alla direttiva 2011/7/UE, più precisamente all’articolo 4, che pone limiti di tempo ben precisi al pagamento dei crediti dovuti dalla pubblica amministrazione verso le imprese.

Pubblica AmministrazioneNel Def presentato poche settimane fa si afferma come il pagamento dei debiti commerciali arretrati da parte delle Amministrazioni Pubbliche “avverrà contestalmente alla messa a regime di un nuovo sistema di regolamentazione e monitoraggio” (Pag.5), inoltre, si riporta come, per “migliorare le condizioni di liquidità delle imprese, si procederà, nel corso del 2014, al pagamento dei debiti pregressi della P.A. per un ammontare aggiuntivo di 13 miliardi”. Nei fatti, per ora, con il decreto-legge del 24 aprile 2014, n.66[1], convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89[3], sono stati stanziati circa 9 miliardi di euro aggiuntivi per accelerare il pagamento, portando lo stanziamento complessivo del biennio 2013-2014 a circa 57 miliardi di Euro[2], di cui, però, il MEF, al 21 luglio, ci dice sono stati erogati pagamenti effettivi per 26 miliardi circa. Occorre, dunque, che gli uomini del Ministero individuino in tempi brevi un piccolo tesoretto per mantenere fede ad una promessa già procastinata.

Piano scuole: vittoria a metà. Il Premier era stato chiaro: è necessario ripartire, prima di tutto, da investimenti seri e concreti per la ristrutturazione degli istituti scolastici italiani. “Si tratta di 3,5 miliardi di interventi di ristrutturazione degli edifici scolatici da spendere subito”; ma c’è di più, addirittura, aveva ingrandito la questione, promettendo il coinvolgimento del “maestro Renzo Piano”. Cosa resta di questa promessa? Relativamente poco o, meglio, un terzo. I lavori sarebbero dovuto partire a giugno. E in realtà, molti, ad oggi, sono già partiti da circa un mese.

Edilizia ScolasticaLe cifre, però, sono ben diverse. Andiamo con ordine, partendo sempre dal DEF dove, nel preambolo, si afferma come “vi sono circa 2 miliardi di risorse disponibili destinate alla scuola a cui possono attingere Comuni e Province per la messa in sicurezza degli edifici scolastici”. A inizio luglio, quindi, l’annuncio da Palazzo Chigi del via al Piano Scuola: le tranche sono di 400 milioni per la costruzione di nuovi istituti, di 500 milioni per la messa in sicurezza e di 150 milioni per ristrutturazioni. [4] Anche in questo caso – pur prevedendo ulteriori stanziamenti dall’8 per mille – ad oggi, le cifre si sono ridotte di mese in mese, allontanandosi da quanto annunciate solo sei mesi fa. La promessa, comunque, non è tanto mancata nell’ammontare complessivo previsto – a detta del Governo, infatti, nell’arco del biennio gli investimenti dovrebbero ammontare a circa 3 miliardi – quanto nella tempistica. Il Premier parlava della possibilità di stanziare una cifra del genere nell’immediato. Così non è. Se pensiamo, poi, all’allarme della Protezione Civile, che qualche anno fa prevedeva la necessità, solo per la messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici italiani, di oltre sette miliardi di euro, la situazione resta critica.

Il Governo, insomma, in merito a queste due specifiche questioni e agli obiettivi e alle scadenze preposte dal Premier, non può, ad oggi, guadagnare la sufficienza. Vedremo, soprattutto in riferimento ai debiti delle PA, cosa avverrà nei prossimi mesi.


 

[1] http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/04/24/14G00079/sg

[2] http://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/2014/comunicato_0179.html

[3] http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/06/23/14G00102/sg

[4] http://www.governo.it/governoinforma/dossier/edilizia_scolastica/

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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