Governo Renzi, l’alba del giorno prima?

21/02/2014 di Redazione

Una lista difficile per Matteo Renzi, nel centro di diversi fuochi incrociati. Ma il segnale di svolta è lontano

Nuovo Governo

E’ arrivata. Dopo una settimana di attesa e di toto ministri, i nomi del Governo che nelle prossime ore giurerà sono ora definitivi. Dopo tre ore di serrati colloqui con Napolitano – unico caso nella storia della Repubblica – Renzi presenta i suoi quindici nomi, che, per qualcuno, soffrono non solo di un’eccessiva impronta di compromesso, ma anche dello zampino dello stesso Quirinale.

Matteo RenziGratteri e Orlando. Il sospetto aleggia, in primis, sul nome del Ministro della Giustizia, quasi certo alla vigilia e scomparso in favore di Orlando – che alcuni dicono riluttante e che voleva restare all’Ambiente – è è quello di Gratteri, noto magistrato anti-‘ndrangheta e sostenitore di una profonda riforma della giustizia. Troppo giustizialista per il Quirinale, dicono i ben informati; antipatico perchè sostenne che il Governo Berlusconi fece più, nella lotta alla mafia, di quello Prodi, punzecchiano le male lingue. La certezza è che ci si ritrova con un settore, quello della giustizia, che lo stesso Renzi vorrebbe riformare nei prossimi mesi ed un ministro politicamente capace, amato nel PD, ma non certo il massimo esperto possibile tra i nomi paventati. Si potrebbe notare, osservando in modo più generale la situazione, come questa possa giocare, in realtà, a favore del nuovo Premier. Nei ministeri chiave, infatti, – ad eccezione dell’economia, dove le pressioni europee sono evidentemente state consistenti -, ha piazzato personalità non troppo ingombranti e prettamente politiche, probabilmente per aver maggiore libertà d’azione a livello tecnico.

Compromessi e politica. Ci si chiede il perchè o meglio, si sa benissimo, della nomina di Franceschini alla cultura. Altro aspetto delicatissimo e centrale per il rilancio del Paese. Un avvocato che, con il settore, ci azzecca poco o nulla. Ma un uomo fondamentale per Matteo Renzi, visti i suoi legami con le varie componenti del PD. Un’altra nomina politica, alla faccia di un Bray che, nel suo breve mandato, ha lottato contro tutto e tutti, e che avrebbe meritato una riconferma (impossibile) o, quantomeno, un successore che convincesse un po’ di più. Per il resto vediamo compromessi su compromessi, come era anche prevedibile (ma non auspicabile) data la situazione della maggioranza venutasi a creare. Che destino, poi, per  i potenziali conflitti d’interesse di Poletti, esponente di primo livello delle Coop? Il vero vincitore, alla fine, sembra essere, su tutti, Alfano, capace di ottenere il massimo. Un’ultima nota, a parere di chi scrive, molto sgradevole: il vantarsi di mantenere un equilibrio tra donne e uomini nella squadra dei ministri è quanto di più anti femminista possa esistere: le cariche dovrebbero essere date per competenza, non certo per sesso o per buonismo mediatico.

Alba del giorno prima? La grande rivoluzione, però, non sembra esservi stata e, aggiungiamo, se non si sapesse chi è il premier, si potrebbe addirittura pensare che vi sia stato poco più che un rimpasto di Governo, indirizzato, prettamente, ad un aspetto iperpolitico. Insomma, facciamo i migliori auguri a Renzi – che probabilmente sarà il primo a non essere soddisfatto per l’obbligatorietà di alcune scelte-, ma onestamente, più che uno sguardo al futuro, ci sembra una continuità con il passato. Del rottamatore 2013, oggi, sembra rimasto molto poco, e da domani dovrà dimostrare, veramente, di che pasta è fatto.

Graziano Delrio Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Federica Mogherini ministro degli Esteri
Angelino Alfano ministro dell’Interno
Andrea Orlando ministro della Giustizia
Roberta Pinotti ministro della Difesa
Pier Carlo Padoan ministro dell’Economia e delle Finanze
Federica Guidi ministro dello Sviluppo economico
Maurizio Martina ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali
Gianluca Galletti ministro dell’Ambiente e tutela territorio e mare
Maurizio Lupi ministro delle Infrastrutture e trasporti
Giuliano Poletti ministro del Lavoro e Politiche Sociali
Stefania Giannini ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca
Dario Franceschini ministro dei Beni e attività culturali e turismo
Beatrice Lorenzin ministro della Salute

blog comments powered by Disqus